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La Corea del Nord sta addestrando i poliziotti ugandesi nelle arti marziali

Un nuovo report stilato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite rivela come il regime di Kim Jong-Un stia costruendo fabbriche che producono munizioni in Namibia e spedendo componenti missilistiche in Egitto.

di Samuel Oakford
01 marzo 2016, 11:46am

Foto via KCNA/EPA

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La Corea del Nord costruisce fabbriche di munizioni in Namibia, cerca di inviare componenti missilistiche in Egitto, prova ad acquistare strumenti di spionaggio dal Regno Unito e addestra la polizia dell'Uganda nelle arti marziali. A rivelare le attività segrete all'estero del regime nordcoreano è un nuovo report dell'ONU.

La relazione del Comitato di Esperti, consegnata al Consiglio di Sicurezza settimana scorsa, è stata pubblicata dall'ONU ieri mattina. Il report sostiene che la Corea del Nord - conosciuta ufficialmente come Repubblica Popolare Democratica di Corea - non ha fermato lo sviluppo del "suo programma missilistico nucleare, migliorando la sua infrastruttura di sperimentazione e rafforzando il ruolo delle agenzie coinvolte."

L'ultimo test nucleare condotto dalla Corea del Nord risale al 7 gennaio scorso. Lo scoppio della presunta bomba a idrogeno ha dato il via a settimane di negoziati tra gli Stati Uniti e la Cina, culminati in una risoluzione che aprirebbe all'imposizione di ulteriori sanzioni nei confronti di un paese già isolato.

Presentato ai diplomatici lo scorso 25 febbraio, il testo preliminare della risoluzione include misure che vanno ben oltre le sanzioni esistenti. Come, per esempio, il divieto di esportare materie prime come ferro, carbone, e alcuni metalli rari, e quello di importare carburante per aerei, che l'esercito utilizza per alimentare i missili.

Inoltre, la risoluzione obbligherebbe tutti i paesi a ispezionare ogni singolo cargo che entra o esce dalla Corea del Nord per accertarsi che non contenga materiale proibito. Quel compito dovrebbe ricadere principalmente sulla Cina, e l'accettazione di questo sistema di controllo da parte del governo di Pechino è simbolo di una frustrazione crescente nei confronti del suo vicino comunista.

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Il comitato dell'ONU, incaricato di monitorare il rispetto del programma di sanzioni esistente, ha anche steso una lista delle attività del regime all'estero. Abbiamo così potuto scoprire - tra le altre cose - che l'Uganda ha ospitato 45 cittadini nordcoreani impegnati ad addestrare la polizia paramilitare del paese fino allo scorso dicembre. All'interno di una lettera inviata al comitato i funzionari ugandesi specificano che i nordcoreani si occupavano di esercitazioni per la marina e i paramedici, di ingegneria edile e di addestramento per le arti marziali.

Tuttavia, il comitato ha stabilito che l'addestramento fornito dallo scorso aprile a 400 poliziotti ugandesi - pubblicizzato anche sulla pagina Facebook della forza di polizia nazionale dell'Uganda - contravveniva la risoluzione del Consiglio di Sicurezza del 2009.

Il report elenca poi il sequestro di un carico che da Pechino era diretto a Il Cairo e conteneva "parti di ricambio per strumenti impiegati nei sistemi missilistici Scud-B" prodotte in Corea del Nord. I membri del comitato hanno ispezionato i contenuti della spedizione, scoprendo che le componenti erano state spedite da Pyongyang a bordo di un aereo della compagnia aerea nazionale. La società che si era occupata della spedizione ha fornito un indirizzo di Pechino che coincide con quello dell'ambasciata nordcoreana.

Il comitato ha riportato poi gli accordi commerciali tra società nordcoreane e i governi dell'Eritrea e della Namibia. Gli ufficiali della Namibia hanno ammesso che i nordcoreani si erano resi protagonisti di svariate iniziative commerciali nel paese subsahariano, tra cui spicca la costruzione di una fabbrica di munizioni nella capitale Windhoek.

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Il governo namibiano ha indicato che un organismo chiamato Mansudae Overseas Project Group era coinvolto "in alcuni progetti architettonici militari," tra i quali la costruzione di un'accademia militare e la realizzazione del quartier generale del Ministero della Difesa, tuttora in corso d'opera.

Il comitato ha riferito come Mansudae sia collegata alla Korea Mining Development Trading Corporation (KOMID). Si tratta di una società che l'anno scorso il Tesoro americano ha definito come "il principale commerciante di armi della Corea del Nord e il suo massimo esportatore di merci e equipaggiamento relativi a missili balistici e armi convenzionali."

Le autorità namibiane hanno detto di non essere a conoscenza dei legami tra le due entità.

Dalla relazione emerge che fino allo scorso agosto, lavoratori nordcoreani "erano impiegati nella costruzione di un'altra base militare a Suider Hof", vicino a Windhoek. Al momento la Namibia non ha ancora replicato alle accuse del comitato. L'organismo di controllo ha stabilito che la "costruzione di qualsiasi fabbrica di munizioni o struttura militare" è vietata dalla risoluzione contro la Corea del Nord attualmente in vigore.

Le appendici del report includono la corrispondenza intercorsa tra ufficiali nordcoreani e società straniere. All'interno troviamo una dura email inviata da un certo "Richard Wang" a un'azienda britannica con lo scopo di comprare "materiale ottico miniaturizzato da usare in veicoli aerei senza pilota". Gli ufficiali doganali del Regno Unito hanno determinato che Wang, il quale si presentava come il direttore di "HK Conie Technology", faceva parte di un'operazione per procurarsi attrezzature per mezzo di intermediari situati nella Cina continentale e registrati a Hong Kong prima di inviare il carico nella Repubblica Popolare Democratica di Corea."

Anche se quel tentativo però fallì, fu simbolico di ciò che il regime nordcoreano è disposto a fare per aggirare le sanzioni. Molti dei tentativi come questo coinvolgono società situate in Cina - un meccanismo che ora Pechino sembra pronto a combattere in modo più deciso.

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