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Come ubriacarsi con stile a un Barbecue

Ho chiesto ad esperti di birra e di vino come portare la tua grigliata o il tuo bbq a un livello successivo alcolico.

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29 aprile 2019, 8:30am

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Le grigliate della nostra gioventù erano sempre accompagnate da birra in offerta da 66cl al supermercato e damigiane di vino dalla dubbia provenienza.

Stile.
Nella vita ci vuole stile. In questo mondo fatto di finger food, pietanze servite su deplorevoli piastre in Ardesia e maledetti cocktail party, tutto quello che gira intorno al cibo è diventato un rituale incentrato su chi è più stiloso, o almeno lo sembra.

Ricordi le grigliate della nostra infanzia? Il baluardo dell’ignoranza, tra t-shirt macchiate di vino rosso e cibo che non finiva più. Ora i tempi stanno cambiando:

La semplice griglia a carbone è stata soppiantata da barbecue sferici che sembrano usciti dall’ultimo film di J.J. Abrams, le erbe aromatiche sono diventate RUB (mix di spezie da applicare sulla carne prima della cottura) e il nostro amato carbone non basta più, se non usi legno di ciliegio, sei out bello mio.

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Smoked BBQ Spare Ribok. Tutte le foto dell'autore.

Stare vicino al grigliatore significava una cosa sola: mangiare di più. Ora, invece significa sorbirsi uno spiegone infinito sul perché la cottura a bassa temperatura, la cosiddetta Low & Slow, è il futuro e tutti quelli che cucinano direttamente sul carbone sono solo dei retrogradi, manco avessero prenotato un weekend all inclusive al Family day.

La grigliata è diventata stilosa, è diventata Barbecue.
Le grigliate della nostra gioventù erano sempre accompagnate da alcol che decisamente non veniva scelto in base alla qualità:

La birra in offerta da 66cl al supermercato e damigiane di vino dalla dubbia provenienza erano la scelta obbligata, se non la scelta perfetta per placare la nostra sete dopo la quarta salsiccia alla brace. Adesso però, ci confrontiamo con invitati esperti e acculturati che, tra una salsiccia e l’altra, ti parleranno di come i frati trappisti siano la più grande gioia del mondo.

Restare al passo con i tempi è dura, lo so, ma il dover ascoltare il tuo amico che non fa altro che parlare della cottura indiretta da 3 ore è ancora peggio.

Quindi la cosa migliore da fare è bere fino a non capirci nulla e farlo in gran stile: per questo ho chiesto a degli esperti consigli su come ubriacarsi con stile ad un BBQ e sembrare un grande intenditore.

Birra Per BBQ | I consigli di Luca Giaccone e Eugenio Signoroni

Bistecca-T-Bone-Fiorentina

Luca Giaccone ed Eugenio Signoroni sono gli qditori della “Guida alle birre d’Italia” di Slow Food, quindi ero sicuro potessero darmi una mano, e così è stato. Mi dicono subito che quando parliamo di birra e barbecue possiamo decidere di andare in due direzioni:

La prima è quella di scegliere birre che puliscono il palato, secche ma luppolate (profumate e amare) , che tra un morso di Maiale Sfilacciato e l’altro, ci aiutano a spezzare il sapore dell’affumicatura e il dolce della salsa BBQ. Per questo scopo, Luca ci consiglia una Saison Dupont: un buon corpo fruttato ed una fine asciutta. Invece, se vogliamo avvicinarci al gusto americano senza doverci mettere in testa un cappellino rosso MAGA, una Pale Ale, birra secca e luppolata, è perfetta. Se preferisci birre speciali e fare lo splendido durante la grigliata, possiamo optare per una Extra Brutal Ipa, un tipo di birra di nuova generazione, super asciutta e fruttata.

Esagerando con la gradazione alcolica, ricordando le serate passate a bere Tennent’s in piazza, possiamo optare per una Westmalle Trippe con il 10% di alcol: una birra corposa con toni luppolati e maltati allo stesso tempo… una bomba!

Se vogliamo seguire la seconda via, su consiglio di Eugenio, possiamo scegliere birre che tendono ad armonizzare i sapori del barbecue, quindi birre non “rigide”, con un’alta concentrazione di luppoli americani (molto più aromatici, rispetto a quelli delle birre inglesi). Parliamo principalmente di IPAs, che tra una costatina di maiale e un po’ di punta di petto di manzo (Brisket), ci dissetano e accentuano i vari sapori della carne.

Anche le “New England IPAs” (Stile non ufficialmente riconosciuto, ma molto attuale) sono perfette, incorporando il meglio del luppolo americano e il sentore di lievito delle IPA Inglesi.

Consiglio extra di Eugenio: un abbinamento particolare può essere quello di affiancare una Stout, ovvero una birra scura in stile Guiness. Ci consiglia una Cream Stout chiamata St Peters: toni di caffè, malti tostati e liquirizia… un'esperienza mistica.

Vino per tutti i giorni | I consigli di Maurizio Gily

Un vino con una forte componente tanninica, aiuterà ad asciugare completamente la bocca tra un morso e l’altro, in modo da spezzare il forte sapore di affumicatura e il dolce delle varie salse BBQ.

Stante che la birra piace a tutti, ma in questo momento di "stile e bbq" potremmo voler assaporare un buon bicchiere di vino, chiedo a Maurizio Gily, agronomo Piemontese, nonchè docente di viticoltura all’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo, qualche consiglio per del vino da tutti i giorni da associare a una bella fetta di carne fumante appena tolta dalla griglia.

Il prof. Gily ci consiglia di comprare vini con una forte componente di Tannina (composto polifenolico) comune nel vino rosso. I tannini sono responsabili di quella sensazione di “allappamento” che ti riempie la bocca dopo aver bevuto un buon bicchiere di rosso bello corposo. Quindi un vino con una forte componente tanninica, aiuterà ad asciugare completamente la bocca tra un morso e l’altro, in modo da spezzare il forte sapore di affumicatura e il dolce delle varie salse BBQ.

Consigliati: Nebbiolo, Aglianico e Montepulciano d’Abruzzo

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Vino per fare gli splendidi | I consigli di Armando Castagno

Qui ci sono i consigli per fare colpo. Se avevi bisogno di quel suggerimento, quella idea speciale per farti notare dalla tua Regina/Re del BBQ ho chiesto ad Armando Castagno il meglio del meglio. Castagno è un critico, giornalista, scrittore, relatore e direttore di corsi di approfondimento sul vino in tutta Italia per l’Associazione Italiana Sommelier.

Armando mi dice: "Vino della Borgogna e Champagne".

Si, stiamo entrando nel mondo dell’alta classe a gamba tesa.

La Borgogna è da sempre considerata una delle più grandi regioni vinicole del mondo, orgoglio Francese, dove i prezzi possono raggiungere le migliaia di euro. Armando ci suggerisce i vini di Dominique Gallois, del villaggio di Gevrey-Chambertin. Un vino perfetto per accompagnare la carne affumicata, che al contrario degli altri vini già citati, prende le nostre papille gustative sotto braccio e le accompagna a fare una passeggiata tra leggerezza e spensieratezza. Occhio al prezzo, perché si va dai 40€ di una denominazione “village” fino ai 200€ per un Grand Cru.

Se vogliamo “flexare”, come ci insegnano i trapper di oggi, possiamo optare per dello Champagne: con mia grande sorpresa ci viene suggerito un rosé, in particolare il rosé di Phillippe Gravier chiamato Idylle Celeste. Uno champagne molto fresco e con un forte sentore di agrumi, che incontrando la carne affumicata, crea nuove e forti sensazioni.

Consigliato anche per il rapporto qualità/prezzo perché, nonostante sia un grand cru (una delle classi qualitative più importanti per lo champagne), riusciamo a portarlo a casa per 50€.

Ora che sai anche tu cosa ti consigliano gli esperti, non rimane altro che farsi invitare ad un barbecue dal vostro Pitmaster di quartiere preferito e ubriacarvi, ovviamente in grande stile documentando tutto su Instagram.

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