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È stato scoperto un 'mondo giurassico' sepolto sotto l'Australia

I resti sotterranei di 100 vulcani formatisi 180 milioni di anni fa sono stati scoperti sotto una zona ricchissima di petrolio.

di Becky Ferreira
22 agosto 2019, 9:54am

Caldera di Tengger in Indonesia. Immagine: Jean-Marie Hullot 

100 vulcani risalenti all'era del Giurassico sono stati scoperti sottoterra, nelle profondità di una regione molto ricca di petrolio al centro dell'Australia, stando a un nuovo studio.

Questi antichi vulcani si sarebbero formati tra i 180 e i 160 milioni di anni fa, proprio quando il super-continente preistorico Gondwana—di cui l'Australia faceva un tempo parte—ha iniziato a fratturarsi. Per millenni, questo paesaggio vulcanico sotterraneo è rimasto sepolto, nascosto a chiunque.

La catena sotterranea è stata individuata nel 2017 da un team di scienziati guidati dal geologo Jonathon Hardman, che ai tempi stava finendo il dottorato all'Università di Aberdeen in Scozia e che ora lavora per la compagnia petrolifera CGG. Hardman e colleghi hanno battezzato la formazione "provincia vulcanica di Warnie", e hanno pubblicato la scoperta sulla rivista scientifica Gondwana Research.

La provincia vulcanica di Warnie si trova oltre un chilometro in profondità sotto i bacini di Cooper e di Eromanga, regioni di rocce sedimentarie risalenti all'epoca dei dinosauri che si estendono per oltre un milione di chilometri quadrati.

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Immagini dallo studio pubblicato su Gondwana Research. Via: Università di Aberdeen/Università di Adelaide

Questi depositi sono un punto di interesse per la produzione di petrolio e gas dagli anni Sessanta, e la regione è al momento la più grande fonte su terra di idrocarburi dell'Australia, il che rende la nuova scoperta ancora più bizzarra.

Stando agli autori dello studio, trovare un paesaggio vulcanico così epico in un'area che ha già passato sostanziali raccolte di dati "amplia le nostre prospettive sulle province vulcaniche ancora nascoste tanto in Australia quanto in altre aree continentali del mondo."

Nel corso dell'ultimo mezzo secolo sono stati scavati oltre 1.400 pozzi di petrolio in questa area, alcuni dei quali hanno fatto emergere rocce ignee, che suggerivano che potesse esserci della lava antica preservata nei sedimenti.

Per sondare in profondità nei depositi, Hardman e colleghi hanno raccolto dati sismici, gravitazionali, magnetici dalla valle di Nappamerri dentro al bacino di Cooper. Questo ha poi permesso agli scienziati di tracciare un profilo della provincia vulcanica di Warnie.

Non è chiaro perché questi vulcani attivi si siano formati 180 milioni di anni fa, specialmente perché non erano localizzati sul bordo di una placca continentale durante il Giurassico, che normalmente è ciò che provoca attività vulcanica.

Hardman e colleghi hanno proposto un paio di spiegazioni per la formazione della provincia, tipo la presenza di pennacchi o risalite di roccia fusa dal mantello, lo strato caldo sotto la superficie e e la crosta del pianeta. Ma il team ha insistito sul fatto che "è necessario condurre altre ricerche nell'area prima di poter decretare quale sia la fonte della provincia vulcanica di Warnie."

A prescindere dal processo che l'ha formata, è chiaro che questa catena vulcanica ha avuto un impatto importante sul suo "mondo giurassico," per usare le parole del co-autore dello studio Simon Holford dell'Università di Adelaide.

Molto tempo fa, queste montagne eruttavano lava e cenere sui fiumi e laghi che le circondavano—prima che, a loro volta, fossero sommerse da eoni di sedimenti.

Questo articolo è apparso originariamente su VICE US.