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I rapper italiani da tenere d'occhio nel 2019

Da Speranza a Massimo Pericolo, da Ugo Borghetti a Madame, da KnowPMW a Il Tre, questi sono i rapper emergenti che potrebbero esplodere nei prossimi mesi.

di Redazione Noisey
09 gennaio 2019, 12:04pm

Negli ultimi giorni abbiamo provato a presentarvi quelli che saranno, secondo noi, gli album internazionali e italiani che domineranno la conversazione musicale nei primi mesi del 2019. Oggi vogliamo fare lo stesso ma concentrandoci sui rapper che, per i motivi più disparati, ci piacerebbe vedere crescere nel nuovo anno.

Alcuni di loro non hanno ancora fatto numeri importanti mentre altri dovranno dimostrare di saper reggere il peso delle centinaia di migliaia di views che i loro video sono riusciti a generare organicamente su YouTube. Tutti, però, hanno qualcosa da dire alla scena italiana: sta a noi metterci ad ascoltarli e dargli un'opportunità.

SPERANZA

Con Speranza vi abbiamo già fatto una capa tanta. Abbiamo scritto di lui e siamo andati a Caserta a registrare la sua prima intervista. Da allora si è esibito a Milano in un live al fulmicotone, con passamontagna Givova e colpi di pistola, e ha ricevuto importanti apprezzamenti da artisti del calibro di Sfera Ebbasta, Guè Pequeno, Izi, Tedua e Side.

Il suo nuovo singolo "Sirene", pubblicato a dicembre, contiene ancora tutti gli elementi che lo rendono un artista così interessante: furia testuale ed espressiva, passaggi ipnotici dal casertano al francese, un'immaginario dedito al lato più viscerale della vita. Siamo più che curiosi di scoprire come sarà il suo 2019, come evolverà il suo linguaggio e la sua concezione di rap.

MASSIMO PERICOLO

Massimo Pericolo viene da Brebbia, vicino a Varese. Ha fatto due anni di galera, è grezzo come pochi, ha dentro qualcosa di rotto e prova un sacco di emozioni. Tutto questo gli esce dalla bocca in frasi memorabili che continuano a voltare fronte: "Non sai quanto bisogno c'ho di mettertelo in culo / Pensare mentre scopo che di me importi a qualcuno", dice in "MISS" unendo sesso senza cuore e una solitudine agghiacciante.

Che parli di quanto ha freddo nei fantaboschi ("Totoro"), di quanto odia le guardie e fuma la droga ("7 Miliardi", mina prodotta da Crookes e Nic Sarno) o del fatto che fuma l'erba per l'ansia ma c'ha l'ansia per l'erba ("Ansia"), Pericolo ha già dimostrato di avere una poetica unica nella scena italiana contemporanea. Restiamo in attesa del suo nuovo singolo "Sabbie d'oro", prodotto da Fight Pausa e Palazzi d'Oriente, e sono una delle opportunità migliori che avete di sentire beat diversi dal solito.

VAZ TÈ

Wild Bandana è stata ed è una delle crew più artisticamente floride del rap italiano negli ultimi anni e Vaz Tè è una voce unica al suo interno. Il suo rap procede per impressioni e immagini, è costellato di deliziosi riferimenti calcistici (come è normale che sia, data l'origine del suo nome) e riesce paradossalmente a creare un enorme senso di energia con un'interpretazione vocale impassibile.

Vaz Tè ha già dimostrato di saper scrivere flow da un altro pianeta: "Medaglia d'oro" con Tedua e "Wild Bandana" con Izi sono entrambi piccoli classici contemporanei, mentre brani solisti come "Live and Die in Palmaro" e "Glory Boy" hanno confermato la sua capacità di restare sotto le luci dei riflettori per l'intera durata di un pezzo. Quest'anno ci piacerebbe vederglielo fare per la durata di un intero album.

UGO BORGHETTI

La Love Gang ha tutti i personaggi necessari per non annoiare mai: il cantastorie, il maledetto, il romantico e così via. Ugo Borghetti è il poeta ubriacone col cuore spezzato, quello che trovi ancora al bancone del bar all'alba dopo una notte passata a ricordare cose che sarebbe stato meglio dimenticare.

Il suo più che rap è spoken word: Ugo parla e parla e parla, butta giù frasi amare ed evoca coltellate emotive nella schiena, e risulta convincente sia quando regala i suoi versi agli amici che quando si prende la traccia per sé. "Ansia" con Massimo Pericolo è un capolavoro di paranoia, "Spade" una sequenza assassina di frasi anti-motivazionali. Non vediamo l'ora di sentire altri suoi pezzi solisti, e siamo sicuri che ascoltarli sarà come leggere un libro.

MADAME

Il nome di Madame ha cominciato a girare grazie al suo ultimo singolo, che si chiama "Sciccherie" ed è... una cosa. Quando l'abbiamo ascoltato in redazione siamo rimasti un po' interdetti: senza il testo, che lei ha avuto il buon cuore di postare su Instagram, non si capisce quasi nulla di quello che dice. È italiano? È dialetto? È una sorta di esperanto? Boh, però ha dentro qualcosa che non riusciamo bene a identificare.

Insomma, "Sciccherie" non è l'ennesimo tentativo di riproporre Cardi B in salsa italiana. Il pezzo ha un beat di Eiemgei, scandito da un sassofono che potrebbe essere geniale, e Madame sembra avere un potenziale ancora non completamente espresso. Staremo attenti ai suoi prossimi passi.

TUTTI FENOMENI

Tutti Fenomeni è una delle penne più fuori di testa della musica italiana tutta. Ridurlo all'etichetta di "rapper" è sbagliato, dato che alla nostra festa di compleanno ha scelto di cantare su un beat di quelle leggende del dance-punk che sono gli LCD Soundsystem, ma sarebbe un crimine non inserire il suo nome in una lista sui nomi da tenere d'occhio nel 2019.

Sebbene i suoi pezzi più prettamente "rap" non sono mai stati pubblicati ufficialmente, le sue tre composizioni ufficiali ("Per quanto ti amo", "Troppa vendetta" e "Modigliani Ultras") sono esempi di avanguardia concettuale. Sono come dipinti surreali, i suoi testi: "troie pazze" si stagliano su letti di "insalata mista con troppa rughetta", il verbo essere diventa un corpo da penetrare, ridicolo e serio si confondono. Ne vogliamo ancora, sempre di più.

IL TRE

L'episodio di Real Talk con Il Tre ha fatto un milione e passa di visualizzazioni nel giro di poco. Non c'è da stupirsi, data la qualità delle strofe che contiene: "Siamo perfetti, il mio extrabeat è come Donnarumma / Esce quando meno te l'aspetti", rappa Il Tre, per poi sputare parole come se avesse un AK-47 al posto della lingua. Nel suo rap ci sono frecciatine, punchline, momenti di intimità e prese di posizione artistiche.

"Sto tipo a mascherà, sto a fà il coatto ma sò emozionato", dice alla fine del primo freestyle del video, dimostrando un genuino senso di meraviglia per quello che gli sta succedendo. Sono sei mesi che il rapper di Roma non pubblica brani solisti, ma i prossimi mesi potrebbero essere quelli della verità per la sua carriera, che sembra sul punto di deflagrare.

GEÔLIER

Geôlier è atterrato come un meteorite sulla scena campana a luglio 2018 con "Queen", un singolo mastodontico che ha ottenuto oltre sei milioni di visualizzazioni su YouTube in neanche mezzo anno. Il suo è un rap lucido come il cofano di un "jeepone texano" nuovo di pacca, incorniciato dai tappetoni melodici dei beat di Yung Snapp, che ha messo la sua firma su buona parte del miglior rap campano degli ultimi tempi.

Al momento Geôlier ha svuotato interamente il suo Instagram e ha dichiarato di essere al lavoro sul suo album d'esordio. Vogliamo ascoltarlo il prima possibile, per capire come riuscirà a conquistare l'Italia intera.

KNOWPMW

Su KnowPMW abbiamo ancora qualche riserva: quello che fa è così fuori di testa, a livello sonoro, che fatichiamo a capire come potrà evolversi. Di base il suo è pop punk dei primi anni zero, ma con sopra un flow iper-autotunato e zuccherino che lo rende immediatamente riconoscibile e accattivante. Ci sono poi un paio di cose da sgrezzare, sia a livello testuale che estetico: il video di "China Town" dà una rappresentazione quantomeno borderline della comunità cinese, ma l'operazione sembra essere fatta con leggerezza più che con malizia.

Ad ogni modo, KnowPMW ha già ricevuto un importante endorsement su Instagram: Ghali lo ha menzionato in una storia esprimendo apprezzamento per la sua musica. Noi siamo curiosi di capire come si evolverà nei prossimi mesi e restiamo in ascolto.

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