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Motherboard

Questo è mio figlio, ammiralo prima che respiri un sacco di schifezze

Guarda questo bambino di alluminio respirare dei nuvoloni di 'bio-porcate'.

di Samantha Cole
16 gennaio 2018, 10:59am

Immagine: Purdue University

Questo nuovo studio uscito dalla Purdue University è il primo del suo tipo a sfruttare un bambino bionico per capire in che modo i neonati respirano ciò che si trova a pochi centimetri dalle loro facce: ovvero, le porcherie intrappolate nei vostri tappeti.

Incredibile a dirsi, ma dai risultati sembra che i bambini respirino tutta la sporcizia, le cellule della pelle morte, i batteri, il polline e le spore dei funghi a ritmi quattro volte maggiori di quelli di un adulto in grado di camminare.

Per analizzare questo fenomeno, i ricercatori hanno costruito un bambino robotico che gattona lungo un tappeto. Benché assomigli ad un abominio provenienti da un qualche snuff movie caricato su LiveLeak, il suo aspetto ha una funzione ben precisa: questo modello imita i movimenti di un neonato umano. Le sue piccole manine impacciate si spiaccicano per terra, mentre le gambe seguono il resto del corpo strisciando.

Brandon Boor, uno dei ricercatori principali dietro a questo studio, mi ha assicurato che sotto tutto quell'alluminio non si nasconde un aibo mutilato. Mi ha spiegato che il suo neonato metallico pesa più o meno 4.5kg ed è animato da un motor shield UNO per Arduino. È ricoperto di alluminio per minimizzare l'accumulo di carica elettrostatica mentre striscia le sue chiappe sul tappeto, perché i ricercatori vogliono un bambino scienziato, non uno che si trasformi in un fulmine.

I sensori presenti sul robo-neonato rilevano che tipo di porcherie si sollevano dalle fibre del tappeto, basandosi su fattori come la portanza e la resistenza dell'aria, la repulsione elettrostatica delle particelle e le forze di vibrazione. Hanno scoperto che attorno al robot si formano delle concentrazioni di particelle con livelli 20 volte più alti di quelli presenti nelle parti più elevate della stessa stanza — diciamo, ad altezza adulto. Inoltre, i sistemi respiratori dei neonati umani non sono per niente in grado di bloccare all'esterno queste particelle maligne, perché i bambini tendono a respirare dalla loro bocca più spesso. In breve, queste particelle finiscono per depositarsi negli anfratti più profondi dei loro polmoni.

Ok, è chiaro che questa premessa faccia sembrare la situazione tutto fuorché piacevole, ma la ricerca non è definitiva nell'affermare se sia davvero dannoso per i neonati essere esposti a questi allergeni. "Molti studi hanno dimostrato come l'esposizione in quel periodo iniziale della vita all'inalazioni di microbi e di particelle che portano con sé degli allergeni svolga un ruolo significativo nello sviluppo del bambino e nel proteggerlo da malattie come l'asma o allergie," ha spiegato Boor in un comunicato stampa. "Ci sono studi che mostrano, però, come l'esposizione ad un'alta concentrazione e diversità di materiali biologici potrebbe ridurre l'incidenza di asma e allergie negli anni successivi."

Possiamo dormire tranquilli, però: perlomeno questo robo-bambino non dovrà patire gli effetti degli allergeni sui suoi robo-polmoni.