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A Torino la polizia ha caricato la critical mass senza alcuna ragione

La questura di Torino ha identificato 15 persone, e ne ha denunciate 4 per resistenza a pubblico ufficiale.
Leonardo Bianchi
Rome, IT
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Grab via Facebook.

In una scala di pericolosità per l’ordine pubblico, una critical mass dovrebbe aggirarsi intorno al -1000. Voglio dire: un raduno di biciclette che percorre le strade di una città solitamente riservate al traffico automobilistico non è chissà quale sconvolgimento. È una forma di protesta che non coincide esattamente il concetto di riot, giusto?

Ecco, evidentemente no. Ieri a Torino, intorno alle nove di sera, agenti del reparto mobile hanno bloccato un centinaio di ciclisti tra corso Vittorio Emanuele II e Corso Re Umberto. Come riporta Repubblica, a quel punto le forze dell’ordine “sarebbero intervenuta per prendere i documenti ai manifestanti” colpendone tre “senza motivo”, stando al racconto dei ciclisti.

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Elisa Gallo di Bike Pride, che era sul posto, ha parlato di una “reazione sproporzionata” con “cariche, furgonette, tenuta antisommossa” e blocco del traffico per un’ora, con tanto di “repressione ad una manifestazione di protesta pacifica.”

Secondo le cronache, la Questura “seguiva con attenzione” la manifestazione per la presenza di attivisti dell’ex Asilo Occupato (sgomberato nelle scorse settimane), del Barocchio e di Askatasuna.

Eppure, come ha raccontato Gallo a Repubblica, “c'ero io come tanti altri attivisti [ed] essere violenti pedalando è impossibile. Stasera c'era un clima di festa e non capisco la reazione perché non c'era nemmeno molta tensione con gli automobilisti.”

La questura di Torino ha identificato 15 persone, e ne ha denunciate 4 per resistenza a pubblico ufficiale. Secondo il sito Bikeitalia, la polizia “non ha fatto altro che perseguire il reato di blocco stradale introdotto dal decreto Salvini”—tant’è che anche a Roma, sempre ieri sera, la polizia ha interrotto la “Pedalata di Luna Piena” per motivi di ordine pubblico (cioè la visita di Xi Jinping).

Di fronte a un episodio del genere, la politica locale ha reagito subito. Il consigliere regionale di Liberi E Uguali Marco Grimaldi ha dichiarato che “una carica ingiustificata non è mai accettabile.” Mentre la capogruppo del M5S in consiglio comunale, Valentina Sganga, ha commentato così su Facebook: “Proviamo estrema preoccupazione per tutti quei cittadini che, intenti a pedalare in gruppo per incentivare l'uso della bicicletta e rendere la mobilità urbana più sostenibile, si sono trovati in un'escalation di tensione e violenza. […] La repressione ingiustificata che abbiamo visto questa sera non può che rendere doverosa una profonda riflessione sulla gestione dell'ordine pubblico attualmente presente nella città di Torino.”

E in effetti, oltre a caricare i ciclisti, negli ultimi tempi la polizia a Torino si è messa a manganellare pure dentro i tram.

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