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Com'è fare birra alla fine del mondo?

Per il pilota Robert Johansen, dirigere il birrificio più a Nord del mondo è semplicemente un hobby.

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28 febbraio 2019, 12:12pm

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Sono in hangover, il che significa che non guiderò una motoslitta oggi. Anche se sembra un po' Selvaggio, Selvaggissimo West qui a Longyearbyen, la città più a Nord del mondo, nell'arcipelago delle Svalbard, nel Mare Glaciale Artico, le leggi sono molto severe sul guidare (motoslitte) sotto l'influenza di alcolici. Mi hanno detto che anche solo una birra prima di guidare può metterti nei casini, e che la polizia da queste parti controlla continuamente i guidatori.

Non mi ero aspettata che la città di Longyearbyen avesse una vita notturna così scatenata. E invece la scorsa notte, alle tre, il bar era ancora pieno di locali e turisti che ballavano nella città più vicina al Polo Nord, che è solo a un'ora e mezzo di volo. Salgo dietro sulla motoslitta di uno dei miei amici e lascio che guidi.

Guidiamo nella neve fuori città, e ci vuole un po' perché i miei occhi si adattino al cielo fintamente notturno. Sono le dieci di mattina, ma non c'è luce fuori perché siamo così a Nord che il sole, in questo momento dell'anno, non splende. Nonostante l'oscurità polare, vedo renne che scavano il suolo gelato cercando cibo.

La maggior parte delle 2000 persone che vivono alle Svalbard viaggiano con motoslitta, bici, o a piedi. Non ci sono molte macchine in questo desolato paesaggio artico. Più paesaggio lunare, in effetti. Non ci sono alberi. È profondamente freddo. Se dovessi swipare su Tinder per più di due minuti, le mani inizierebbero a farti male.

Anche se non ci sono praticamente segni di vita quassù, raggiungere le remote Svalbard non è difficile come uno potrebbe immaginare. Ci sono voli della Scandinavian Airlines praticamente ogni giorno, tempo permettendo, e ci si mette solo tre ore da Oslo. La compagnia aerea porta qui le scorte di cibo dell'isola, quindi ci sono sempre frutta fresca e verdure (anche se sono molto più costose che in Norvegia).

I locali riescono anche a trovare cibo sull'isola. La scorsa notte un cameriere di Gruvelageret, un nuovo ristorante di fine-dining artico a Longyearbyen, mi ha detto che sull'isola crescono più di 200 funghi, e che lei stessa ne aveva raccolti quella sera, per usarli nella zuppa di funghi e merluzzo.

Dopo una mattinata passata ad esplorare la tundra, torniamo a Longyearbyen per vedere quello che probabilmente mi interessa di più sull'isola, Svalbard Bryggeri. Ovvero - avete indovinato! - il birrificio più a Nord del mondo. Ci sediamo per una degustazione, iniziando con l'agrumata Spitsbergen Pilsner (l'isola su cui Longyearbyen, e il birrificio, si trovano, si chiama Spitsbergen). La birra mi aiuta a scongelarmi.

Robert Johansen ha costruito la Svalbard Bryggeri nel 2015, dopo aver passato anni a cercare di cambiare una legge degli anni Venti che proibiva la produzione di alcolici nell'arcipelago. Ora lo slogan del birrificio, che si trova su magliette e lattine, è "abbiamo cambiato la legge per fare la vera birra polare."

Quello che però è perfino più interessante della battaglia legale è che questo non è il lavoro principale di Johansen. Da quando si è trasferito qui, poco più che ventenne, per lavorare nelle miniere, ha spesso vissuto per lunghi periodi fuori, nella Norvegia del Nord. È anche un pilota che dirige una piccola compagnia locale. Ha posseduto una piccola compagnia di tour in sottomarino, una palestra, e una compagnia di idrovolanti. Guidare questo birrificio con una produzione di 500,000 litri è solo un hobby.

Ida Larsen, una delle quattro persone che lavorano al birrificio, spiega che la birra è fatta con il 16% di acqua del ghiacciaio. È super costosa e difficile da procurarsi, altrimenti ne userebbero di più. Ma non c'è problema: è soprattutto una questione di marketing. "L'acqua del ghiacciaio è una trovata pubblicitaria," dice, "Ma è anche reale."

Passiamo alla Spitsbergen Weissbier, poi la pale ale, poi l'IPA, e infine la stout. Le quantità servite alla degustazione sono generose, e Larsen si assicura che le persone ne abbiano di più se sembrano gradire particolarmente una certa birra.

Non ho idea di che ora sia, di che giorno sia. La mia percezione della vita, tra il buio polare e l'hangover, è un po' storta. L'unica cosa su cui posso focalizzarmi nel mio stato confusionale è questa: Svalbard Bryggeri non è solo il birrificio più a Nord del mondo, è anche uno dei miei preferiti. E le Svalbard sono magiche.

Questo articolo è originariamente apparso su Munchies US.

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