Come ho scoperto il punto A e come stimolarlo per arrivare all'orgasmo

Non lo insegnano a scuola. Ma dovrebbero farlo.
12.12.17
Collage di Zoe Ligon.

Quando avevo 19 anni non usavo le mani per masturbarmi. Avevo già capito allora che mi serviva qualcosa di più grosso e più lungo. Qualcosa in grado di raggiungere… qualunque cosa ci fosse là in fondo, quella cosa a cui non riuscivo ad accedere. Dunque sono andata a comprarmi un fallo di gomma. Era lucente, viola e venoso.

Il dildo era ovviamente troppo rispetto alle mie esigenze—almeno 23 centimetri di lunghezza e cinque di diametro—ma me lo sono fatto andare comunque bene. Ho provato a sedermici sopra dopo averlo riempito di lubrificante, applicandoci in questo modo tutto il peso e la pressione che mi riusciva di applicare. Ed è stato così che, all'improvviso, ho ottenuto l'accesso a qualcosa di nuovo. È stato un po' come scoprire una porta nuova nella casa in cui avevo vissuto per molto, moltissimo tempo. Posso descrivere la sensazione dicendo che era come se alcune parti del mio canale vaginale si stessero espandendo e avessero rivelato appieno il loro potenziale.

A quel punto della vita capivo a malapena il mio clitoride, figurarsi la cervice e il canale vaginale, e doveva passarne di acqua sotto i ponti prima che riuscissi a dare un nome a quello che stavo toccando. Ma ecco, ora ha un nome: fornice vaginale anteriore, o "punto A".

Il punto A corrisponde a una incurvatura nel punto più profondo della parete della vagina, appunto tra la parete anteriore e il dorso della cervice. È la cervice che impedisce la stimolazione di quest'area, motivo per cui la zona è super sensibile. La penetrazione, o anche solo la stimolazione della cervice è per molte donne fastidiosa. Al contrario, la stimolazione della fornice vaginale anteriore può provocare un'immediata sensazione di piacere. Insomma, il punto è che se hai una cervice hai anche una fornice ad essa collegata. A me piace la stimolazione di entrambe, ma per alcune persone non è così.

A meno di non sapere esattamente cosa stai cercando, o a meno di penetrarti con una cosa COSÌ GRANDE da allargare sensibilmente il canale e permettere che tutto diventi raggiungibile, è facile che quel punto resti sconosciuto.

Ho chiesto alla mia docente Kate Sloan, che è anche una giornalista specializzata in sessualità e una fan del punto A, come ha scoperto che poteva stimolarlo. Mi ha raccontato che è successo anche per lei intorno ai 19 anni, dopo infiniti incontri pene-vagina senza successo. Per rendere questo tipo di rapporto più piacevole, Kate aveva cominciato a indagare le possibili varianti, come la tecnica di allineamento coitale—un metodo che incentiva la penetrazione verticale e la stimolazione del clitoride. È durante questa ricerca che ha scoperto il punto A.

"Dopo diversi mesi durante i quali avevo cominciato a includere la stimolazione clitoridea nei rapporti, e avevo scoperto che aiutava gli orgasmi, ho cominciato a notare che provavo molto più piacere quando il mio partner spingeva 'fino in fondo'. Ho capito che forse in questo modo stimolava quella fornice anteriore di cui avevo letto. Allora ho cominciato a sperimentare da sola con sex toy con cui riuscivo a raggiungere quel punto, e a informarmi."

Sloan cita la ricerca del dottor Chua Chee Ann come la sua maggiore fonte di notizie. Dato che l'educazione sessuale standard a malapena include il clitoride, e che ancora si sta dibattendo "l'esistenza" dell'area della spugna uretrale nota come punto G, non è una sorpresa che si senta parlare molto poco della fornice anteriore e posteriore. Secondo Sloan dipende anche dal fatto che la persona che l'ha "scoperta" non è un ricercatore bianco, né americano.

Glamozon Tyomi, educatrice sessuale e pleasure coach, ha scoperto il punto A mentre era con il partner. "Ho cominciato a notare quanto mi bagnavo in alcune posizioni, quando il mio partner arrivava in profondità. L'incremento di lubrificazione era accompagnato da una sensazione di calore, euforia e serenità che mi attraversava il corpo—ho notato che succedeva con la penetrazione profonda che arrivava quasi alla cervice… Non era niente di cui avessi mai sentito parlare, quindi ho cominciato a informarmi da sola."

Tyomi ha scoperto che c'erano molte lacune nel dibattito sul punto A. "Ci sono diverse zone erogene nella vagina, documentate nei testi antichi e dalla filosofia orientale… Ma poiché nessuno ne parla, nessuno fa ricerche [sul punto A]. Chi si occupa di educazione sessuale tace perché non viene affrontato nella letteratura scientifica. Ma sappiamo che esiste."

Poiché il punto G si trova solo poco meno in profondità del punto A sulla parete anteriore, può esserci motivo di confusione se non si capisce bene la differenza tra i due. Le sensazioni causate da ogni zona del canale vaginale sono diverse, anche se ugualmente piacevoli. "Le posizioni che 'accorciano' la vagina (con le gambe vicino al petto o all'addome) possono aiutare il partner a penetrare più a fondo, e trovare il punto più facilmente," suggerisce Tyomi. "Raccomando anche la posizione 'plank'."

Come per tutte le cose che riguardano il sesso, è molto importante comunicare e dire cosa ci sta piacendo e cosa no. "Alcuni partner pensavano che si trattasse del punto G anche se continuavo a dirgli di andare più in profondità," racconta Sloan. "E ne ho avuti anche che, dopo che gli avevo spiegato che si trattava del punto A, mi hanno chiesto, 'Sei sicura che non sia solo che il tuo punto G è molto profondo?' Ma dato che so come stimolare entrambi i punti, sono estremamente consapevole delle sensazioni che mi causano. So distinguerli."

Dunque, come si stimola il punto A? Sloan raccomanda di usare il sex toy più versatile al mondo: le mani! "Le dita riescono a modulare la pressione e dare un ritmo stabile che piace al mio punto A… E lo trovo anche incredibilmente eccitante, a livello psicologico, che il partner mi faccia venire così. Mi eccita che qualcuno dimostri di padroneggiare il mio corpo."

Ma dato che più del 75 percento delle donne non raggiunge l'orgasmo con la penetrazione da sola, Tyomi aggiunge che è improbabile arrivare all'orgasmo solo tramite stimolazione del punto A. "Chi ha sperimentato questo tipo di stimolazione la apprezza perché aiuta a produrre un'ondata orgasmica e una sostenuta lubrificazione. Ai partner piace quando c'è tanta lubrificazione e la vagina si stringe per il piacere… e dato che la stimolazione del punto A causa una forte lubrificazione, per loro è un plus arrivarci." Questa sensazione è ancora migliore se accompagnata alla stimolazione clitoridea, quindi il consiglio è di procedere con entrambe.

L'autrice con un sex toy.

Ma arrivarci con un pene vero o uno strap-on può essere meno intuitivo. "Dopo la penetrazione profonda, cerca la parte 'scivolosa' sulla parete anteriore… quasi immediatamente la vagina diventerà bagnata e l'euforia si trasformerà in eccitazione e calma," raccomanda Tyomi. "Il partner potrebbe doversi aggiustare un po' a destra o sinistra, o anche spostare entrambe le gambe della partner da un lato per raggiungere più facilmente il punto. La cosa più importante è avere pazienza."

"Conosco un sacco di persone a cui piace, e anche un sacco di persone a cui non fa impazzire," sottolinea Sloan. "Penso che, come tutto, vada bene per alcune e non per altre." È anche importante ricordarsi di non penetrare con forza una donna e pensare che questo la porterà automaticamente all'orgasmo. "Andare 'troppo a fondo' può essere doloroso o fastidioso, a causa della cervice," aggiunge Sloan. "A meno che non sappiate che piace alla partner, non penetratela troppo violentemente o troppo profondamente."

"La stimolazione del punto A è una tecnica che facilita il raggiungimento dell'orgasmo in simultanea con il partner," conclude Tyomi a beneficio di chi voglia liberare insieme al partner la propria energia orgasmica. "Volete venire insieme? Trovate il punto A."

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