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Oneohtrix Point Never ha fatto il video più bello di sempre e io vi spiego perché

Un video privo di gusto che ovviamente rivela un sacco di verità
25.9.13

Il mio amico Technoiglesias, uomo bello, una volta mi disse che "La musica col tempo sarà sempre più un "prodotto" di internet (come entità internet), quindi per certi versi inscindibile dal monitor. il monitor è il nuovo packaging, solo che il monitor oltre ai crediti e alla cover può farti vedere settecento miliardi di cose ad una velocità insensata = questa musica ha bisogno di un (come minimo) canale video." Non lo trovo particolarmente giusto o sbagliato, parlava della witch house ma forse ne parlava come di una condizione transitoria di un certo tipo di evoluzione del concetto di musica. Che alla fine la musica sia diventata concetto-internet forse è innegabile, e d’altra parte anche internet è diventata un concetto-musica (pensate solo a una certa dinamica wagneriana nelle discussioni su twitter per i trendig topic). Ha senso, voglio dire, questa cosa dell’interscambio. Sapete cosa? Non ho ancora sentito il disco di Oneohtrix Point Never su Warp e un po’ mi piglia male ma che senso avrebbe avuto ascoltare "Still Life (Betamale)" (BETAMALE cazzo) senza il video? Immagino poco, o tutto, non lo so.

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Al suo interno ci sono dei proclami. Uno è all’inizio: As you look to the screen, it is possible to believe you are gazing into eternity.

Abbiamo conosciuto un’epoca, la stiamo ancora praticando in realtà, secondo la quale tutto è post. Essendo il monitor il nuovo packaging, mi vedo costretto a rivelare che nel momento in cui guardavo il video di Oneohtrix Point Never l’amico Bongiorno Miike mi ha sottoposto quest’altra cosa dicendomi “non guardarlo in ufficio” e invitandomi in questo esplicitamente a farlo, o a farlo mio, o semplicemente a ricontestualizzare a cazzo mentre lo facevo. Internet ha una sua dimensione ridicola, ci sguazziamo, ci sentiamo noi stessi in modo molto ironico. Non è sicuro che ne abbia altre. Il video di Oneohtrix Point Never (opera di Jon Rafman) è un video pensato per youtube, è difficile concepirlo fuori del canale, e il fatto che nel giro di dieci ore lo abbiano tolto da lì e postato qui—non embeddabile—non cambia nulla. È anzi abbastanza un paradosso che il video sia stato bannato per violazione dei termini di servizio. I casi umani ridicoli ci fanno ridere perché non hanno abbastanza autocoscienza, per certi versi Daniel Lopatin sfugge a queste trappole e cerca di costringerti ad esistere in un mondo più orizzontale e liquido in cui agire secondo un certo tipo di (uhm) costituzione materiale non ha moltissimo senso. Estrarre immagini da un video e sbatterle da qualche parte a titolo di meme è una tentazione forte per qualsiasi video pop, la Miley Cyrus di "Wrecking Ball" è l’unico caso di sfruttamento in senso positivo di questa cosa, nel senso che era già meme di se stessa e quando sono arrivate le parodie di Vine sembravano tutte comunque più cariche di dignità umana. Le immagini del video di Still Life sono cartoni animati, sbalzi cromatici, video dentro il video, coniglioni giganti che giocano e muoiono, reincarnazioni, ancora cose porno. È possibile avere un’erezione durante la visione, cosa probabilmente dovuta all’essere betamale, per così dire. Per altri versi, essere identificato come betamale ti rende capace di andare a leggere le recensioni dei gruppi metal su Pitchfork. D’altra parte è possibile anche sentirsi una merda mentre guardi il video, il che probabilmente alimenta la paranoia di un occhio fallibile.

Ci sono due dinamiche della visione che si stanno contendendo il dominio del monitor ai nostrui tempi. La prima è il vedo-non-vedo, la seconda è mostrare tutto in serie e a caso. Il vedo-non-vedo ha un potere sull’immaginario di tipo lobbistico: viene dall’alto, è una pratica artistica con certi riferimenti storici, prevede un budget di riferimento, una confezione a modo, skill operativi e un immaginario di riferimento del cazzo. Una cosa soft-porno un po’ berlusconiana, ma non è obbligatorio—"Black Skinhead" di Kanye West tutto sommato si basa sullo stesso concetto, l’immaginario è sempre del cazzo ma non soft-porno. La sequenza vorticosa di immagini è una cosa più orizzontale, per la quale serve tempo ma non necessariamente gusto (l’assenza di gusto, erroneamente definita da molti come qualcosa di interessante che valga l’uso del prefisso "post", è uno dei principali skill della rete); quello che è interessante è che di solito l’una esiste a prescindere dall’altra. Still Life spinge sulla seconda confrontandosi con la prima: immagini a valanga per scampare il terrore del vedo-non-vedo.

"Still Life" è un video politicissimo ma in modo del tutto casuale, il che è paradossale per una canzone che è fatta solo di proclami. Le immagini sono montate sulla musica in modo abbastanza rigido, tipo il video di Star Guitar fatto da Gondry ma un po’ meno militare, le immagini non sono montate ai suoni ma la sequenza segue il suono. A volte qualcuno parla le parole nel video. C’è desiderio di morte, ma sono un desiderio dinamico e una morte dinamica. Ha un suo senso. Un’altra cosa successa ora è che nel succitato Pitchfork c’è una cover di "Between the Bars" di Elliott Smith fatta da Madonna che in qualche modo somiglia molto all’ultimo video di Oneohtrix Point Never. Quante ne sa il mio amico Technoiglesias.

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