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Quello che so della musica l'ho imparato da Grand Theft Auto

Le radio nel gioco hanno pesantemente influenzato la mia vita fuori dal gioco
23.9.13

Le persone tendono a sottovalutare l’importanza dei videogiochi come strumento per scoprire nuova musica. Quando pensavo che i Blink-182 fossero ormai da chiudere nell’armadio dei ricordi insieme ai libri delle scuole medie Madden NFL 2004 ha piazzato “Feeling This” nella sua colonna sonora, chiamandola “Action” e permettendogli di rimanere una band figa per almeno un altro anno. Nel 1996 la mia unica priorità era leggere tutta la collana dei Piccoli Brividi, quindi mi sono perso “Paparazzi” di Xzibit quando è uscita, ma ci sono andato in fissa quando l’hanno inserita in Tony Hawk’s Pro Skater 2, cinque anni dopo. “King of Rock” di Run DMC e “Moment of Truth” di Gang Starr potrebbero essere considerate le canzoni più classiche della storia dell’hip-hop, ma non ne ho mai nemmeno sentito parlare fin quando non le ho ascoltate giocando rispettivamente a Trasher: Skate and Destroy e Dave Mirra Freestyle BMX 2. Tuttavia non esiste nessun franchise che mi abbia fatto scoprire così tanta musica quanta ne ho scoperta giocando a Grand Theft Auto, e con l’uscita di GTA V mi è sembrato doveroso ripercorrere la serie.

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Tutto è cominciato con GTA III nel 2001. Le stazioni radio all’interno del gioco erano un concetto rivoluzionario. Flashback 95.6 trasmetteva una selezione pop anni Ottanta che raccoglieva tutto il suo materiale dalla colonna sonora di Giorgio Moroder per Scarface. Quindi “Rush Rush” di Debbie Harry, “Push it to the Limit” di Paul Engemann, “She’s on Fire” di Ami Holland mi erano care ancora prima di scoprire Scarface o imbattermi nei campionamenti che Cam’ron, Rick Ross e Lil Wayne hanno preso da queste canzoni.

Il piatto forte della selezione musicale di GTA III era servito sotto le spoglie di Game FM, la stazione migliore e la più ricca di titoli. C’era rap underground di Black Rop, Royce da 5’9”, Sean Price, Nature, Pretty Ugly e JoJo Pellegrino che pompavano durante ogni missione e hanno cambiato modo in cui leghiamo la musica a un’esperienza interattiva. Non puoi dire di aver vissuto finché non ti sei fatto una bella derapata sopra i pedoni virtuali del gioco mentre Agallah urla “And we gong ive this all that we got, keep rising to the top.” C’è un’associazione cognitive tra questi pezzii e la violenza animata per cui ho una passione incrollabile.

L’anno seguente la nostalgia per gli Ottanta aveva raggiunto il suo apice. Era il 2002 ed era passato abbastanza tempo perché ci riappropriassimo di quella decade. Le magliette con stampe retro erano un richiamo continuo al passato, e film come Paid in full resero di moda per la nuova generazione i movimenti culturali di quegli anni. Un giorno ho fatto sega a scuola per guardarmi una maratona in tv di I love the ‘80s e imparare di più sulla cultura pop di quell’epoca, per un momento sono stato legittimamente depresso per aver vissuto soltanto 13 mesi negli anni Ottanta.

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GTA: Vice City fu la mia panacea. Fu senz’altro il modo più vicino alla realtà in cui potessi partecipare in maniera attiva alla cultura di quegli anni. Potevi vestire Tommy Vercetti in completi pastello ispirati a quelli di Miami Vice. Si poteva sfrecciare con delle supercar giù lungo South Beach. Ma la parte più importante dell’esperienza era la musica. In linea con il tema generale, le stazioni radio includevano quasi unicamente musica degli eighties. Emotion 98.3 copriva il soft rock, Fever 105 era R&B, Flash FM si occupava di Pop, V-Rock era il format dedicato al metal, Wave 103 per la New Wave e Wildstyle Pirate Radio trasmetteva hip-hop della vecchia scuola.

C’erano più di 100 canzoni in Vice City, la maggior parte delle quali non avevo mai ascoltato, oppure le avevo sentite in qualche ascensore, negozio di alimentari o in uno studio dentistico durante la mia adolescenza. Fu un’esperienza esilarante, dal momento che ero un ragazzino e avevo appena cominciato a sviluppare gusti musicali personali ed esplorare la musica al di là di quello che i capoccia di MTV o delle radio FM decidevano di rendermi disponibile. Ho imparato tanto da Vice City quanto dal numero 150 di The Source.

Ho ascoltato “Video Killed The Radio Star” dei Buggles in Vice City prima di vedere Empire Records per la prima volta. Grazie a Vice City ho scoperto “Gold” degli Spandau Ballet e non soltanto “True.” I didn’t get the A Flock of Seagulls haircut reference in Pulp Fiction finché non ho cercato la band dopo aver sentito “I Ran (So Far Away)” nelle pubblicità del gioco. Ho cantato in coro con gli Animotion “Obsession,” quando hanno iniziato a passarla sulle radio satellitari, dando l’idea di essere un ragazzo davvero colto e informato sulla musica pop degli anni Ottanta, ma la verità è che mi facevo venire gli occhi rossi davanti a Vice City.

GTA: San Andreas è uscito due anni dopo e di conseguenza ho avuto a disposizione un’altra risorsa per scoprire nuova musica. Wikipedia era ormai popolare. Ero bravo a cercare su Google i testi di canzoni che non avevo mai sentito e scoprire cose nuove. Ma San Andreas mi ha comunque insegnato moltissimo. Aveva anche una quantità maggiore di canzoni, e sebbene non ce ne fossero più così tante che sentivo per la prima volta, avevo ancora un sentimento generale di illuminazione. Stazioni di classic rock come K-DST mi hanno offerto “Young Turks” di Rod Stewart, e oggi ritengo che sia la più grande canzone d’amore di tutti i tempi. Avevo già speso qualche anno a educare le mie orecchie ai dischi essenziali dell’hip-hop, ma San Andreas mi ha comunque fatto scoprire gemme come “Hood Took Me Under” di Compon’s Most Wanted. Sono queste piccole scoperte che conservo come i miei ricordi più preziosi.

Circa quattro anni dopo è stato rilasciato GTA IV. Il numero di canzoni nel gioco è duplicato, ma in confronto ai titoli precedenti la colonna sonora sembrava una faccenda secondaria. Forse era l’ambientazione contemporanea che si era fagocitata il fattore novità, oppure era perché, sette anni dopo GTA III, la presenza di stazioni radio in-game stupiva meno. In ogni caso la colonna sonora non aveva più lo stesso impatto. “Flashing Lights” di Kanye West e “Get Innocuous” di LCD Soundsystem erano piacevoli da ascoltare e, grazie al gioco, ho scoperto di avere un debole per “Top Down” di Swizz Beatz, ma l’appeal della colonna sonora era innegabilmente diminuito.

Non ho ancora giocato a Grand Theft Auto V, ma sembra che la Rockstar abbia voluto restituire significato alla musica nel gioco. A$AP Rocky, Future, Wavves, e Tyler, the Creator hanno prodotto nuove canzoni in esclusiva per il gioco. Flying Lotus ha la sua stazione personale. Altre selezioni spaziano da “Regulate” di Warren G a “Glamorous” di Fergie a “Love Sosa” di Chief Keef. Promette bene. Non voglio pensare che sia un prodotto di scarsa qualità solo perché è ambientato ai giorni nostri e, parlando con persone che ci hanno già giocato, non sembra ci sia ragione di pensarlo. So che non sarà più possibile fare l’esperienza di scoprire grandi classici per la prima volta, perché nessun videogioco tenterà più di percorrere quella strada, ma a dire il vero non sto nemmeno cercando un prodotto che lo faccia. La serie ha già impresso il suo marchio sui miei gusti musicali. Dato che dietro l’approccio alla musica in GTA V c’è di nuovo un progetto ambizioso, credo che mi starà tutto bene.

Ernest è uno scrittore e vive a Los Angeles, seguilo su Twitter - @ernestbaker_