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Questo tizio fa musica ambient con le slot machine

Il videopoker può mandarti in trance estatica, e Adrian Rew ne ha le prove.
21 aprile 2015, 8:28am

Non è detto che gli stati di trance debbano essere per forza scatenati da "belle" esperienze, da moti di elevazione spirituale, momenti di condivisione creativa, amore, belle droghe. No, esiste anche una mistica delle cose brutte, o meglio, delle cose banali e squallide, delle cose nate da motivazioni tutt'altro che sentimentalmente pure. Grazie a un artista di nome Adrian Rew abbiamo scoperto, infatti, che esiste una cosa chiamata "zona della macchina", che fa sfiorare la trance ai giocatori d'azzardo, anzi, agli scimmiati di slot machine e videopoker.

Una trance indotta dalla ripetitivitià del gesto, dalla banalità degli eventi, dalle luci, dai colori, dalla velocità con cui tutto cambia senza cambiare davvero. La possibilità di raggiungerla è ancora più alta nelle aree dedicate dei casino, con il loro ambiente contemporaneamente asettico e voluttuoso. Un vuoto temporale, una forma di completa astrazione dalla realtà- E i suoni? Adrian ha deciso di catturarli, come nel più classico dei field recordings, per capire quale fosse il loro ruolo nella costruzione di questa bolla mistica, andando a rivelare le meccaniche ipnotiche e psichedeliche del "gioco" sovvertendole: ne è ventuo fuori prima un disco, Slot Machine Music , e poi l'installazione Slot Machine Music for Four Drifters, che è in mostra dal 22 al 25 aprile a Bologna, all'Ospedale Dei Bastardini, in occasione di Live Arts Week.

Si tratta di un impasto di droni, melodie stupide, tintinnii, arpeggi liquidi e interventi casuali dai connotati decisamente lirici, anche troppo... Un ottimismo kitsch che, come tutti i paradisi artificiali, sfora nella paranoia. Chi criticava l'oppressione nascosta l'idea Eno-iana delle ambient room nei luoghi pubblici avrà da riflettere sulla presenza costante di certe dinamiche "trascendentali" negli aspetti più beceramente consumistici della vita.

Dal canto suo il festival è, come sempre, molto interessante: sono coinvolti artisti come Gabor Lazar, Francesco Cavaliere, Canedicoda, Valerio Tricoli, Anthony Pateras e, appunto, il nostro mr. Rew, il cui lavoro sarà esposto come installazione sonora in quadrifonia per replicare l'espereinza imemrsiva e totalizzante della zone. Noi abbiamo un estratto in anteprima, un assaggio con cui iniziare a esplorarla.

Se volete andarla a sentire davvero, però, sarà il caso di andare a Bologna. Già che ci siete, godetevi anche il resto del festival.