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Quella volta che i Take That cantarono "Smells Like Teen Spirit" a petto nudo

Chi altro avrebbe avuto il coraggio di esporsi a una figura di merda così colossale se non questa leggendaria boyband?
Emma Garland
London, GB

Quasi tutti gli appassionati di musica ritengono Kurt Cobain il musicista, frontman e autore più influente degli anni Novanta. Quelli che non sono d'accordo stanno dalla parte di Eddie Vedder. Per far ricredere questi eretici non c'è molto altro da dire se non: avete per caso assistito alla performance dei Take That in cui cantano una cover di "Smells Like Teen Spirit" a petto nudo, suonando davvero dei veri strumenti? No perché è la prova schiacciante che, nonostante magari Cobain e Vedder detengano comunque il primato come migliori autori, il più grande performer di quella decade è sicuramente Gary Barlow.

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Il quadro è questo. Correva l'anno 1995, e in molti avevano in mano i propri biglietti per il Nobody Else Tour dei Take That—il primo dopo che Robbie Williams era uscito dal gruppo—e i più fortunati andarono al concerto in questione. A quella fatidica data, i quattro superstiti (Gary Barlow, Mark Owen, Howard Donald, e Jason Orange) ci danno dentro con le più grandi hit della boyband. Il pubblico va in delirio con grandi successi come "Everything Changes" e "Relight My Fire". Il pubblico si commuove con "Could It Be Magic"—un singolo che, a posteriori possiamo dirlo, era stato sottratto ai poveri East 17. Con le lacrime agli occhi, la tua mamma tira fuori l'accendino sulle note di "Back For Good", perché tu l'accendino non ce l'hai, dato che hai più o meno tredici anni. E, proprio quando pensi che sia tutto finito, la band ricompare sul palco con un'inedita formazione strumentale: Jason Orange alla batteria, Howard Donald alla chitarra, Mark Owen al basso e Gary Barlow nei suoi scintillanti pantacollant di pelle.

Vi ricordo che l'anno è il 1995. Giusto qualche mese dopo la morte di Kurt Cobain.

Non avete idea di come va avanti. Howard controlla un attimo la sua chitarra, poi fa una faccia che mi fa rivoltare le budella ogni volta che la vedo. Quella faccia che vedete qui sopra, eccola lì, la faccia dei vostri incubi futuri. Mark urla "ARE YOU READY TO ROCK AND ROLL!?" e poi succede. La più assurda cover di "Smells Like Teen Spirit" mai registrata. Il che forse ha qualche valore, dato che questa è la canzone più coverizzata di sempre.

Gary Barlow si strappa la maglietta a mani nude e la lancia al pubblico prima ancora di iniziare a cantare. Si porta dietro l'asta del microfono in lungo e in largo come fosse un palo da pole dancing, e inizia a urlare "When the night comes, entertain us!" Chiaramente, non c'è bisogno di dire che lo stile crooner di Barlow o i suoi manierismi da boyband non sono proprio l'ideale per rendere bene un pezzo grunge. In pratica sembra una sorta di Dawson che imita Henry Rollins in una gara di imitazioni delle superiori.

E questo è solo un decimo del delirio che succede nel primo minuto di cover. Jason Orange ha i dread, e vabbè, Mark Owen inspiegabilmente si inginocchia come se dovesse fare un incredibile assolo di basso e invece suona lo stesso giro che ha suonato per il resto del pezzo, e Howard Donald si dà all'assolo più patetico che possiate immaginare. Il tutto vi lascia a bocca aperta e completamente senza parole. Talmente senza parole che ha un potere quasi ipnotico: più si guarda questo video più se ne resa invischiati. La prima volta vi direte qualcosa tipo: "Madonna che merda i Take That stanno rovinando il pezzo ancora più del possibile," ma dopo dieci/quindici volte che lo guardi inizi a pensare che, in un certo senso, abbia il suo valore artistico. Chi altro avrebbe avuto il coraggio di fare una cosa del genere? Negli anni Novanta le boyband si sognavano di toccare uno strumento. Mai quattro uomini adulti si erano esposti a una palese figura di merda di questo genere. Oltretutto a petto nudo e con un trasporto quasi commovente.

Guardateli qua sotto, se avete il coraggio di soffrire con loro.