Abbiamo parlato con Funk Rimini della giornata in studio alle Officine Meccaniche

Ci siamo rimessi in contatto per sapere come fosse stata quell'esperienza e per farci raccontare i loro progetti per il futuro.
16.6.16

Funk Rimini nasce come collettivo organizzando party e jam session in Riviera. Nel 2015 il sacro fuoco del funk li trasforma in una band, poliedrico riassunto di tutte le loro esperienze. Funk, nu soul, hip-hop e broken beat, suoni allineati alle correnti Brainfeeder, che prendono forma attraverso synth d'annata, batterie elettroniche, basso, chitarra e una vocalità avvolgente in live magici ed esplosivi. È così che si presentano sulla loro pagina Facebook i Funk Rimini, che sono stati tra i finalisti ad essersi aggiudicati la possibilità di suonare alle Officine Meccaniche con Hector Castillo, tecnico del suono di fama leggendaria (e che li ha un pochino intimiditi, ma di questo ne parleremo più avanti).

Pubblicità

I ragazzi al tempo della registrazione ci hanno così colpito che abbiamo deciso anche di farli partecipare come gruppo di apertura alla serata organizzata da Converse per celebrare la chiusura del concorso, al TOM di Milano, e loro (ovviamente) ci hanno trasportati in Riviera per un'ora, facendoci dimenticare le brutture della vita cittadina.

Ci siamo rimessi in contatto per sapere come fosse stata quell'esperienza e per farci raccontare i loro progetti per il futuro, ma soprattutto per capire se, grazie a Rubber Tracks, avessero imparato qualcosa di nuovo sulla loro vera passione: la Riviera. L'intervista è precedente a questa premierona, in cui vi abbiamo raccontato il loro nuovo album, che potete comunque ascoltare qua sotto:

Noisey: Ciao Richi, cosa stai facendo?
Riccardo Cardelli: La polvere allo studio, ogni tanto bisogna farlo.

A proposito di studio, come è stato lavorare alle Officine Meccaniche, con Hector?
Siamo arrivati in anticipo perché avevamo una fregola incredibile di cominciare, sembravamo dei ragazzini che vanno a Disneyland. Lo studio è storico e ci hanno registrato i più grandi, quindi noi cacchette ci sentivamo in una situazione più grande di noi.

Hector vi ha trattati bene?
Ma sì, anche se il nostro batterista poverino era in bambola totale: non parla inglese. E poi era terrorizzato perché ognuno dei piatti che stava suonando costava mille euro. Noi la batteria dal vivo non la usiamo nemmeno, ma con la batteria c'era nello studio, non potevamo davvero non registrarla, c'erano dei piatti che costavano migliaia di euro l'uno. Infatti sono venuti dei suoni pazzeschi, che negli altri studi non sarebbero mai venuti fuori, con una microfonatura impressionante.

Pubblicità

Quanti pezzi avete registrato? Andaranno nel vostro prossimo disco?
A dir la verità il disco lo avevamo già finito quando siamo arrivati lì, per cui lo abbiamo rifatto praticamente tutto, sette pezzi, live alle Officine Meccaniche. Sapendo di non poter inserire queste registrazioni nel disco, abbiamo pensato di cogliere l'occasione per registrare un live per bene. Alla fine abbiamo deciso di registrare più pezzi live e goderci la giornata, piuttosto che registrare un solo pezzo, dato che sarebbe stato difficile inserirlo in un album che in fin dei conti era pronto e suonava omogeneo.

Avete registrato anche un video?
Sì, ci ha accompagnato Alessia Travaglini, che è una videomaker. Useremo i suoi video come promo per il disco. Si è fatta un culo della madonna, noi suonavamo in cuffia per cui non si godeva nemmeno la musica, ed è stata lì tutto il giorno a filmarci.

Qual è stata la più grossa figata dello studio?
La 808. Devi sapere che noi usiamo una drum machine molto economica, che però fa il suo lavoro. Solo che lì, tra tutti gli strumenti incredibili che c'erano a disposizione, abbiamo trovato la Roland 808. Che se la trovi su internet costa tremila euro. Ha un suono davvero unico. Ogni esemplare suona diverso. Abbiamo programmato un beat super Detroit e ci abbiamo suonato sopra, è stato bellissimo. Poi abbiamo suonato il Mellotron, che secondo me è lo strumento più figo della storia. Sai quante volte abbiamo sognato di toccare un Mellotron? Eravamo al settimo cielo. C'era un pezzo in cui ci stava benissimo e abbiamo subito chiesto di poterlo utilizzare. Tutti i nostri setup erano incredibili, in definitiva molto simili a quelli che utilizziamo sempre, ma in versioni costosissime e che, nella vita di tutti i giorni, ci sono inaccessibili. Diciamo che ci siamo tolti parecchi sfizi, durante quella giornata.

Avete imparato delle tecniche da Hector, che ora metterete in pratica?
Ci ha insegnato dei trick interessanti, ad esempio a un certo punto Hector si era stufato di un suono che avevamo già inserito in un paio di pezzi e ha deciso di attaccare un altoparlante rotante Leslie per stravolgere un po' le cose. Noi lì fermi a guardarlo e godere.

E la festa di Converse?
Una bella serata, un sacco di gente che non conoscevo ci ha fatto i complimenti e in generale siamo rimasti soddisfatti.

Adesso che cosa succederà?
La traccia che abbiamo registrato è pronta e aspetta di essere pubblicata e siamo pronti a pubblicare tutto quello che abbiamo registrato. Probabilmente sarà una specie di progetto unico, legato a questa esperienza. Non proprio un live, diciamo più una reintrerpretazione della nostra musica. Nel frattempo è uscito [Proprio su Noisey, ndr] il nostro disco, e ora capiremo cosa fare con questo live registrato.

Mi sembra una figata.
Lo sarà!