Il meglio della settimana

Senza queste cose belle avremmo passato una settimana pesante. Invece senti quanto è lieve...
15.6.16

Ma cosa faremmo nella vita se non ci fosse la musica? Dove saremmo? Mica forse in un mondo tanto incasinato quanto il nostro? Peggio? Ma va'… Insomma, è stata una settimana pesante, ma se non fossero successe queste cose nel mondo della musica, lo sarebbe stata ancora di più. Se invece volete soffrire, andate pure nell'altra stanza.

La risposta di Morrissey a Donald Trump

Il candidato repubblicano alla presidenza degli USA e l'ex-leader degli Smiths hanno due cose in comune: una lingua impunentemente lunga e un ego delle dimenzioni di Godzilla. Di diverso hanno il fatto che uno è un musicista influentissimo e amatissimo, i cui testi hanno aiutato generazioni di persone ad aprirsi nei confronti della diversità (propria e altrui), mentre l'altro è Berlusconi sotto steroidi e con una parrucca arancione. Ed è sempre bello guardare personalità di questo tipo che beefano, ma in questo caso si tratta di una cosa seria, perché Morrissey ha dato una risposta lunga e articolata alle posizioni di mr. manina sulla strage di Orlando, essenzialmente analizzandone l'omofobia e il razzismo per sputargli addosso tutto il suo sdegno. Lo ha fatto in una lettera aperta intitolata Hate-rosexuality e pubblicata dal fansite True-To-You.

Danny Brown - "When It Rain"

Sticazzi di Drake e soprattutto di Kanye. C'è un solo rapper americano capace di guardare avanti senza infichettirsi mortalmente e iniziare a voler fare robe "intelligenti" che si tramutano presto in "pallose", ed è Danny Brown. Le sue apparizioni su dischi di The Bug e [" target="_blank">Rustie](http://<iframe width=) provano che il ragazzo ha sempre avuto voglia di arricchire il suo suono grazie alla vicinanza di innovatori veri. Soprattutto l'ha fatto senza provare a cannibalizzare la scena di un altro paese e succhiarne le idee. Ieri ha annunciato che il suo nuovo disco uscirà su Warp, e se è tutto come "When It Rain", il pezzo prodotto da Paul White che lo precede, si preannuncia stilisticamente bello fresco, furioso ed energico. Non vediamo l'ora.

IL LIVE DEGLI UNSANE AL COX18

"Quello che facciamo è segreto" è il nome dato dal centro sociale di via Conchetta a una serie di iniziative dedicate a Luigi "Gigione" Galmozzi, fonico e attivista dello spazio, venuto a mancare a dicembre scorso. Domenica scorsa è toccato agli Unsane da New York City, al grido di "Per Gigione", salire sul palco della storica saletta del Cox. Magari dico una banalità, ma hanno tirato giù tutto. Un'ora e mezza di noise rock martellante e inarrestabile, pieno tanto di attitudine quanto di feedback, frequenze assordanti e riff scolpiti nella pietra. È particolarmente intenso vedere un gruppo della loro portata e con la loro esperienza finalmente lontano da transenne, impianti giganteschi e pubblico da festival. L'atmosfera di una piccola sala piena di gente (a un certo punto giurerei di aver sentito delle gocce di condensa cadere dal soffitto) è linfa vitale; palchi da festival e stereotipi RUOCK sono chiodi nella croce della musica underground. Qua c'è la registrazione audio del live, mettetevi i tappi sotto le cuffie e dateci dentro.

Wiley ha rivelato perché scazzò con Dizzee Rascal

Ok, questa non è proprio una cosa bella, ma di certo è interessante, e mette la parola fine su un mistero che durava da anni. Wiley ha rivelato in una intervista a Time Out London perché Dizzee ce l'aveva con lui. Essenzialmente c'entra la coltellata che si prese nel 2003, colpa di Wiley che aveva portato troppo avanti uno scazzo di strada che i due avevano avuto con un'altra crew. Al che quelli sono andati a cercarli, ma trovando solo il povero DR, hanno lamato lui. Roba che effettivamente ti fa passare la voglia di rivolgerti la parola per tredici anni. Ma ora che il silenzio è stato rotto direi che speriamo in una pace tra i due e magari un comeback in style con un disco assieme. Lo so, siamo ingenui, ma lasciateci sognare…

Noisey Italia