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Recensioni

Quali album ci hanno fatto cagare, e quali non del tutto, nelle recensioni musicali del mese.

 

 


SWANS

 


DADS

     

 

 


HELM

 


OCCUPY THIS ALBUM





NAS
Life Is Good

Def Jam

L'ultima volta che Nas ha fatto un album (ripeto, album, non singolo) degno del suo nome (I Am…) risale al 1999, tredici anni fa. Dobbiamo quindi smetterla di eccitarci tutti quando esce un suo nuovo disco perché già sappiamo che sarà terribile: due tracce così così e 14 totalmente di merda, con le basi più brutte in circolazione che solo Nas, non si sa come, riesce a scovare ogni cazzo di volta. Se il disco con Bob Marley Jr. non ve l'aveva fatta scendere abbastanza, riprovate con questo.

RENZO $TUCAZZOPENDO

 

FRANK OCEAN
Channel ORANGE

Def Jam

Una settimana prima che uscisse Channel ORANGE è venuta fuori PER PURO CASO la storia che Frank Ocean forse è bi, forse è gay, forse solo un paraculo come tanti. Nonostante queste trovate di marketing di livello infimo, che ti fanno quasi passare la voglia di ascoltare la sua musica, c'è da riconoscere che c-O si eleva ben al di sopra di tutte queste minchiate per posizionarsi lì su, tra le nuvolette candide e paffute dell'olimpo degli "album della Madonna". Frank ha cacciato fuori un disco fatto di tracce che rasentano il mio ideale di canzone R'n'B: elaborate ma catchy al punto giusto, eleganti—scusate il termine—e fresche allo stesso tempo. E tutto ciò proprio nel momento in cui si affaccia ufficialmente al pubblico mainstream con il primo album per una major. Ci hai inculato a tutti, Frank.

RAGAZZO PUPAZZO


THE ALCHEMIST
Russian Roulette
Autoprodotto

Alchemist è il mio producer del cuore numero uno: oltre ad aver prodotto basoni della madonna per più di 20 anni, è uno dei pochi che riesce da sempre a sguazzare con facilità disarmante dai progetti più ghetto (vedi primi Mobb Deep) a quelli più hipster (vedi collabo con Evidence e Action Bronson) a quelli più sperimentali (vedi collabo con Oh, No!) al mainstream più estremo (vedi lui che fa il dj per Eminem). Insomma, è uno che ha capito tutto. Detto questo, con Russian Roulette Alc ha decisamente sgravato, lasciando che il lato sperimentalozzo prendesse il sopravvento, troppo. Più ignoranza, meno psichedelia, grazie.

SUA IGNORANZA

 

DEAD FADER
Work It, No

Robot Elephant

Le coincidenze mi fanno sentire importante. Ieri mi stavo ascoltando una preview di questo disco e pensavo "Che bomba, Cristo, sembra i Techno Animal meno dub e più coatti, influenze dubstep non fastidiose e il featuring di Sensational spacca.. sarebbe figo da recensire, ma se scrivo ai tipi dell'etichetta chissà quando cazzo me lo mandano". Mezz'ora dopo arriva una mail da Dead Fader in persona che chiede se ce ne freghi qualcosa del suo nuovo EP. È bello essere una persona importante.

TIMENO COLCRIC

           

TRAXMAN
Da Mind Of Traxman

Planet Mu

Fottiti, Cornelius! Anche a sputare sopra qualsiasi paranoia etica sul tentativo disperato di farti simbolo di una scena, ecco, anche facendo finta, rimane il fatto che hai tirato fuori una bomba ipnotica e delirante e pseudo-ricorsiva. Tutti voi  lo ballerete felici, inventando contorsioni degne di un manichino snodabile, e noi, noi ancora a litigare sui Bloody Beetroots e far gli intellettuali con Shackleton. Sei un gran paraculo... Fottici, Cornelius!

ALANO DEL RYO

  TEENGIRL FANTASY
Tracer
R&S

Questo album idrata per 24h, ritende e rassoda efficacemente anche la pelle rilassata. Il suo profumo agli agrumi e la sua texture latte-gel tonificano immediatamente. La sua formula idratante contiene un estratto di alga marina , che stimola la sintesi del collagene per rinforzare la struttura della pelle.


RICKY MARTIN SPOSAMI

 

COM TRUISE
In Decay
Ghostly

Com, mi hai rotto i coglioni con tutte le tue chiacchiere su una religione che non ha neanche lontanamente senso ed è pure omofoba e razzista. Il tuo ego smisurato non mi permette alcuna libertà personale e mi sento schiacciata dalla nostra relazione. Ti lascio.

HATIE KOLMES

  GATEKEEPER
Exo
Hippos In Tanks

Più che un album, Exo dovrebbe essere un complesso lavoro multimediale sul “vivere in un mondo ad alta definizione”. Dicono comprenda realtà virtuali e messaggi in codice, ma non ho ancora avuto modo di saggiare. Di per sé, la musica fa effettivamente pensare a un Videodrome in IMAX, con la cassa dritta all’infinito. Poi c’è un pezzo EBM tamarrissimo coi cori gregoriani, ed è dedicato a Encarta.

JAMES WOODS IN DA HOODS

  HEATSICK
Deviation
Pan Act

Che teneri... I due ex-Birds Of Delay hanno fatto uscire contemporaneamente un album a testa sulla stessa etichetta. I nomi dei progetti solisti cominciano tutti e due per H... carini, è come se non si fossero mai separati. Dei due dischi questo è quello che fa cacare.

MARTINO PORTO L’ANO

  AGENT SIDE GRINDER
Hardware
Energy Rekords

Quando VICE Germany scrisse che questi ebm-retro-waver sono tra i pochi a tenere in vita l’eredità dei Joy Division, l’asse terrestre si è spostata di alcuni metri, causando uno tsunami di piscia nei gabinetti di tutto il globo. Gli Agent Side Grinder in passato erano piatti, ma non fastidiosi Invece ora, grazie alla poco credibile voce gutturale di Kristoffer Grip e al featuring di quel goth-clown di Henric de la Cour, suonano come un mostruoso ibrido che potrebbe chiamarsi Depeche Rammstein.

ZEROZEROTETTE

GARY WAR
Jared's Lot
Spectrum Spools

Il percorso musicale di Gary War è tutto un tentativo di dimostrare che il “gusto” è solo una posa e la musica dozzinale vale quanto quella ricercata. A patto che ci si schiaffino sopra palate di riverbero scrauso. Ci riesce perfettamente, infatti se ci fosse una faccina indifferente gliela darei, ma è di fatto musica BRUTTA, per cui tanto vale sboccare.

FIGHT WAR NOT WARS

  MALA
Mala In Cuba
Brownswood

Mala voleva essere il Ry Cooder della generazione dubstep. È andato in vacanza a Cuba con la scusa di "ampliare i suoi orizzonti musicali" ed è tornato con un disco che sembra studiato per convertire orde di parrucchiere marchigiane over 35 al culto del drop. Dai, almeno non si è portato in tour una band di ottuagenari.

BENA
 

 

NGUZUNGUZU
Warm Pulse
Hippos In Tanks

Hanno fatto un ep che parte dub e finisce psy trance così non scontentano nessuno. Nel mezzo ci hanno messo una serie infinita di campioni così da sembrare dei peruviani che sono finiti ad un rave. Quando hanno suonato a Milano hanno tenuto ogni traccia 2 minuti così non facevano salire la presa bene. Qua fanno un disco da ascolto. Annoia, ma alla fine convince.

LATROYA JACKSON

  DON PRESTON
Filters, Oscillators and Envelopes 67-82
Sub Rosa

Elemento chiave dei Mothers di Zappa, Don Preston è sempre stato un tipo eccentrico. Oggi, ripescato questo materiale della madonna, possiamo anche dargli del genio supremo. Non solo è stato fra i pionieri del sintetizzatore applicato al pop—insieme a George Harrison, ma si è sempre approcciato a questa materia sperimentale con l’ironia tipica di chi se ne strafrega: vedute marziane e teste che esplodono come palloni, ridendo. Un disco da comperare a scatola chiusa, dalla quale uscirà un pupazzo a molla.

PARAPHERNAPARACULIA

  EELS ON HEELS
Kaleidoscope
Discipline

“L’album è stato promosso con il sostegno di PUGLIASOUNDS”, che non so cosa sia, ma mi sa tanto di sovvenzioni statali. Piacciono a Rockit. Hanno vinto Italiawave delle loro parti. Mi hanno mandato una bio lunga e piena di paroloni, scritta evidentemente da un ufficio stampa. Hanno un nome stupido. L’ep ha un titolo banale e la copertina è brutta... Insomma non hanno una singola credenziale a posto, a parte aver lavorato col produttore degli Spiritualized. Però la musica è veramente notevole: un misto incasinatissimo di Liars dei dischi giusti, robe frocie alla Mi Ami, e Black Dice, con un tocco melodrammatico piuttosto originale. Tra il tribale, l’angelico e il contorsionismo.

SALEM EFFENDI

              DINOSAUR JR.
I Bet on Sky

Jagjaguwar

Berlusconi ha annunciato la candidatura alle politiche del 2013 come uomo di punta del suo schieramento, lo spread è volato sopra 500 punti, la Spagna è in crisi, qua in giro non piove da un secolo, hanno arrestato il tipo che mi vendeva il fumo, mi è venuta un’irritazione nel braccio destro e il miglior pezzo di I Bet On Sky è una cosa power-pop di Lou Barlow. Ora magari qualcuno questa cosa la vede come positiva, ma chi scrive parla in terza persona e assicura energicamente di non fare parte di costoro.

MATTIA FALEGNAME         

  OLD MAN GLOOM
NO
Hydra Head

Il fatto che questo NO faccia così schifo e pietà in confronto ai suoi predecessori, insomma, non sappiamo se sia dovuto ad evidenti differenze artistiche o al fatto che i suoi predecessori fossero usciti in un periodo in cui tutto sommato dal punto di vista del doom-core apocalittico era tutta campagna, o quantomeno nessuno ci aveva ancora seriamente polverizzato lo scroto con il doom-core apocalittico. Non vogliamo riprenderli in mano per il sospetto che tutta la discografia degli Old Man Gloom riascoltata oggi sia, appunto, un grande NO. Ci scuserete.

ANTONIO FABBRO

  GRAND MAGUS
The Hunt
Nuclear Blast

Quando fai la roba che fanno i Grand Magus e i primi quattro album li fai uscire per Rise Above, devi ricordarti di non cambiare mai etichetta, perché se fai come loro e firmi per Nuclear Blast, sì, ti puoi permettere tutte le birrette artigianali del mondo, ma spezzi l’incantesimo e la gente s’accorge che fai doom da due lire.
 

ACTIVIA VENTREPIATTO

  SLIPKNOT
Antennas To Hell
Roadrunner

È stupendo, finalmente tramite l’applicazione  “Wear the Mask” possiamo customizzare le maschere degli Slipknot con l’Iphone ed avere notizie riguardanti i nostri beniamini cattivoni; esce lo stesso giorno di Antennas to Hell! Ma Tutti i fan degli Slipknot ormai non hanno trent’anni? Non si sono stufati di queste boiate? Ma soprattutto: che cazzo me ne faccio di un miscuglio di vecchie perle con la brodazza moderna Simil-Stone-Sour? Ha pure una copertina di merda.

ACRILICO AL LIMONE

BLACKLODGE
Machination
Season Of Mist

In principio c’erano i Mysticum con In the Streams Of Inferno, a cantare le lodi della droga, poi sono arrivati i francesi, che non so se c’hanno formaggi psicoattivi o che, fatto sta che quando ascolti un disco dei Blacklodge ti pare di essere finito a un rave la notte di Valpurga, circondato da satanisti cospirazionisti insurrezionalisti strafatti.

VENTREPPE GIUSELLA

  WHITE SUNS
Sinews
Load

«Boh, dice che in fondo la cassa salta, dice che fa quel rumore lì, sì!, quello che gracchia. Dai che hai capito, zio! Se non stavi tutto il giorno chiuso in casa lo capivi anche da solo, lo capivi. No, a me frega un cazzo di nulla. Lo stronzo m'ha fatto ascoltare sia questo che quello prima, dice torna utile. Io? Boh, l'altro mi sembra caos totale, gente che ha voglia d'urlare; questo no, è fatto meglio, urlano sempre ma ha senso, credo. Oh, piuttosto, io me la sfango col Lello e la Berta stasera. Vieni?»

ZIBIDO ZETA

  NACHTMYSTIUM
Silencing Machine
Century Media

Ciao Blake, tutto bene su Century Media? Sì, guarda, l’ho ascoltato il disco nuovo, però mi pare uguale a quello vecchio, e pure a quello prima. Ma sì, lo so che devi tirare su i soldi per la roba, però un paio di riff che non siano una totale litania puoi piazzarceli la prossima volta, no? Ok, stammi bene. Ah, un’ultima roba, non è che la prossima volta fai un video sulla dipendenza da eroina un po’ meno squallido? Ciao.

GIUSEPPE VENTREGONFIO

  HOOBASTANK
Fight Or Flight
Open E

OK, avrei voluto fare una recensione buffa e semicelebrativa degli Hoobastank, ma la verità è che gli Hoobastank non hanno una singola fibra di senso dell'umorismo, e probabilmente si offenderebbero. PEGGIO PER VOI, HOOBASTANK. Avete quarant'anni, Hoobastank. Me li immagino i vostri genitori, a giustificarsi con gli amici. «Ma suona ancora con i ragazzi, il tuo Marco?» «Sì, sì, ma guarda che sta cercando un lavoro vero.»

ROSETTA STONER

  NILE
At The Gates of Sethu
Nuclear Blast

Quando incontrai Karl Sanders mi fece notare subito che la maglietta dei Nile che stavo indossando era taroccata, in effetti l’avevo trovata sugli spalti ancora impacchettata e non ne conoscevo assolutamente la provenienza. Rimase stupito ma non si mise a bestemmiare o sputare, mi disse solo "KILLER"! Sono passati 10 anni e l’atteggiamento dei NILE non è cambiato affatto anche a livello musicale, molto umilmente sparano un album ogni due anni ai quali puoi rispondere solo: “KILLER”!

KARICO DECHIRICO

         

BLUR
Blur 21
Parlophone

Vaffanculo. Basta mangiare sui cadaveri. Blur 21 esce in seguito al 10th anniversary boxset, una raccolta utile dei Blur, e Midlife, una raccolta inutile dei Blur. Risultato: una raccolta costosa e inutile dei Blur. Contiene un sacco di cose inedite, tipo il libretto degli assegni di chi lo compra e UUH, FOTO ESCLUSIVE DA UNA NUOVA INTERVISTA. Se i Blur impiegassero il tempo che impiegano in marketing scrauso in “nuovi brani”, avremmo un "nuovo" britpop. Fai schifo, Damon Albarn. Che vergogna. Ti amo.

GIROLAMO PATEL

  DADS
American Radass (This Is Important)
Flannel Gurl

Vorrei avere una smemoranda per scrivere quanto fanno cagare nell'unico contesto che si meritano: i dads fanno emo/punk, hanno una copertina dove ci sono dei baffi, Miley Cyrus, le parolacce e le sigarette, ma soprattutto hanno dei titolo per i pezzi così idioti ("If Your Song Title Has The Word 'Beach' In It, I'm Not Llistening To It") che ti viene voglia di essere quello grosso e annoiato del liceo per picchiarli senza un motivo.

FRANCA BRONZO

  PEAKING LIGHTS
Lucifer
Rough Trade

Se c’è qualcuno che può dire di fare musica più leggera della musica  leggera, questi sono loro. Usano le classiche tastierine da due lire, e fanno i reggaettini. Ok niente di male,  sono caduti in questa trappola anche i Nite Jewel cercando di imitare Sade. Ma c’è chi  beve il vino e chi beve acqua: io preferisco il vino.

AMILCARE FATTOAMMERDA

 

JENNIFER LOPEZ
Dance Again... The Hits
Epic
 

Finalmente, dopo lunga attesa, ecco la prima raccolta di HITS dell'ottima attrice e cantante americana. La bella del Bronx ci prende per mano e ci accompagna in un viaggio attraverso i suoi più acclamati SUCCESSI Ci tuffiamo a capofitto sui DANCEFLOOR del 1999 non appena udiamo il grande successo “Waiting For Tonight”, e torniamo riflessivi durante brani più lenti, come “If You Had My Love”. Ma la STAR del film Anaconda ci dimostra sempre di avere i piedi per terra riportandoci nel quartiere da dove viene: in fondo, lei è sempre “Jenny From The Block”. Proprio un bel PLATTER.

MARA FANALE

 
DIV
Oshin
Captured Tracks

S

e non vi importa di prendere un album che ad ogni ascolto vi farà ripetere “Oh, sono sicuro di avere già comprato questo disco nel 1989. Mi aveva accompagnato mio zio e, nel tragitto di ritorno, m’ero preso pure una granita al tamarindo”, “I Ride erano molto meglio” e “Ma a New York non si romperanno mai i maroni della shoegaze?”, allora procedete pure con l’acquisto.

VOMILIANO D’ARCO

  AA.VV.
Occupy This Album
Music For Occupy

Ok, ok, gente, prima di tutto abbassate le armi e cortesemente passate dal metal detector! Bene, sappiamo tutti che avete voglia di prendere a calci in culo questa manica di dementi pressapochisti che sembrano mimi ritardati e sono un incubo persino per una zecca nostrana. È che il mezzo migliore per toglierli di mezzo è riciclare loro e soprattutto tutti questi musicisti del cazzo, giù a credere che facendo compilation cambiano qualcosa nel mondo. Fanno tutto da soli, non è meraviglioso?

M. M. MOBSTER

MILK MAID
Mostly No
Fat Cat

Onestamente sembra roba già sentita in una decina di dischi, ma come tutti quelli fatti da bravi artisti bisogna stare zitti e dire che va tutto bene. Nel caso dei Milk Maid puoi sposare anche la causa di Martin Cohen che dopo 10 anni nei Nine Black Alps vuole fare qualcosa più divertente e veloce. Però è una palla...

BABY UNABOOMER

  MICACHU & THE SHAPES
Never
Rough Trade

Non posso farci niente se la fisiognomica lombrosiana certe volte influenza i miei giudizi e i miei ragionamenti. Lo so che non è scientifico (o forse sì, Cesare, forse sì), ma quando guardo Mica Levi e di conseguenza quando la ascolto mi viene tantissimo da tirarle una sberla.

AVE CESARA

  THE FLAMING LIPS
Flaming Lips And Heavy Fwends
Bella Union

Per quanto mi riguarda, ho un rapporto controverso con i Flaming Lips, nel senso che capisco dove vogliono arrivare, apprezzo la loro intelligenza, ma non sempre trovo quello che fanno divertente o interessante, anzi molto spesso mi irrita. Questo è l'album in cui non si regolano più con le collaborazioni: Ke$ha, Erykah Badu, Yoko Ono, Nick Cave, Edward Sharpe, etc, quindi figurarsi l'irritazione.
Fatta questa premessa, e premesso anche che per tutto il tempo sembra di ascoltare l'album attraverso altoparlanti chiusi in un microonde in procinto di esplodere, probabilmente sto invecchiando, perché il disco non mi dispiace affatto.

PIER PAOLO PUZZLEINI

  CAT POWER
Sun
Matador

Ho sempre trovato patetici i tentativi di rinnovamento degli artisti finiti da tempo: ci provano con nuovi produttori, nuovi tagli di capelli e nuovi look, oltre che gli immancabili cambi di stile che tanto piacciono ai critici ma che a noi ci fanno solo incazzare, soprattutto se arrivano dopo nove dischi. Chan Marshall qui ci prova con canzoncine tra l’elettro, il punk funk e il triphop.. nel 2012, e non basta il fatto che sia ancora altamente gnocca e che si sia lasciata con quello sfigato di Giovanni Ribisi per salvarla, ha fatto uscire quello che è nettamente uno dei peggiori dischi ascoltati in lustri.

THOMAS N’KONO

  CHILLY GONZALES
Solo Piano II
Gentle Threat

Quando ci si imbuca a feste in cui si beve vino buono può tornare utile snocciolare nomi di pianisti che non siano Mozart o gli altri suoi amici con la parrucca. Aiuta a spacciarsi per un personaggio intrigante e può facilitare l’abbordaggio della tipa o del tipo che se la tira un casino. Se poi sbattete sul tavolo il nome esotico di Gonzales, poliedrico genio canadese, allora vi si spalancheranno le gambe del paradiso. “Solo piano II” è solo piano, altrimenti si sarebbe chiamato “Solo doppiacassa II”, e suona come la migliore opera di Joe Hisaishi, il che equivale a dire che il tipo o la tipa o tutti e due assieme sono spacciati.

LUDOVICO VOM BEETHOVEN

  DARIO MARGELI
Testa
Autoprodotto

L'unico cd che presenta in quarta di copertina una raffinata selezione di screengrab di articoli che parlano dell'autore. Con il nostro in pole position. Non vogliamo certo interrompere questo flusso d'amore tra noi e Margeli. Vai così, Darione!!

I DINOSAURI SONO TUTTI QUI

           

HARRY PUSSY
Let's Build A Pussy
Mego

Premetto che mi farei scureggiare diarrea in faccia dalla batterista per quanto la adoro, la ristampa di sto disco introvabile giunge a fagiolo. Avevo proprio voglia di sentire la sua voce stretchata a cannone fino a che le recchie dei vicini non si sfonderanno e loro non penseranno che ho preso la droga dei cannibali e che il mio frigo è pieno di cadaveri. Degna celebrazione di un gruppo troppo intelligente per meritare questa terra.

ANGELO GUIDI

  HELM
Impossible Simmetry
Pan Act

Dei due ex-Birds Of Delay, Helm è quello che non fa puttanate con la tastierina. Fa la colonna sonora di tuffo carpiato nello scolo delle fogne, con un blocco di cemento legato al collo, mentre satana ti riprende con la telecamera.

DONATO BILANCIA ASCENDENTE SCORPIONE

  SWANS
The Seer
Young God

"Poi disse il profeta e schiavo della bella: «Chi sono io, e quale sarà il segno?» Così lei gli rispose, curvandosi, una lambente fiamma di blu, che tutto tocca, che tutto penetra, le sue amabili mani sopra la nera terra, e il suo corpo sottile inarcato per amore, ed i suoi morbidi piedi che non danneggiano i piccoli fiori: «Tu sai! Ed il segno sarà la mia estasi, la coscienza della continuità dell'esistenza, l'onnipresenza del mio corpo»".

BROTHA PERDURABO

 

RUSSEL HASWELL
Scandinavian Parts (Immersive Live Salvage Supplement)
iDeal

Se non sbaglio questo live è stato registrato durante il tour con gli Autechre. Haswell in quel periodo non c’aveva voglia di fare un cazzo, per cui i suoi set consistevano in assalti harsh monotonissimi, di circa quindici minuti. A una data di quel tour ci sono anche andato, e il suo set mi fece sbavare. Riascoltarlo, invece, fa piuttosto pena. È registrato  moscissimo, innocuo, come se lo scopo primario di un disco noise non fosse quello di cacarti nelle orecchie.

BURQA MADONNA

 

LA PIRAMIDE DI SANGUE
Tebe
Sound Of Cobra / Boring Machines

«Come vi chiamate?». «La Piramide di Sangue». «Ok, avete vinto». Tebe è un fantastico trip tutto italico in cui sembra di vedere gli Embryo mentre duplicano le cassette scaricate dal blog Awesome Tapes From Africa. In mezzo a ritmi e trame elettrificate, a spiccare è un sinistro clarinetto che, senza fare filù filù filà, stroncherebbe anche il famigerato “cobra dei 7 passi”. Insomma, con quest’opera hanno acquisito il diritto di indossare fieri gli sgargianti e poco virili copricapi del sommo direttore d’Arkestra.
CAMEL BY CAMEL FENNESZ
AUN: The Beginning And The End Of All Things
Touch

Qualcuno abbia pietà delle mie palle! Rispetto per musicisti quali Fennesz o Sakamoto, certamente... Però si fa fatica a comprendere come possano andare avanti a furia di risciacquature elettroniche tirate su tra paccottiglia ambient, sparate inutili tratte dalle pagine meno intense della “classica” e una vitalità di visione e idee che rivaleggia con quella di Fassino. Ti ci puoi commuovere, se sei in pre-mestruo, la puoi mettere di sottofondo quando ti fumi i tromboni. Ma fartela piacere, proprio no.

THAD BELMENTO

 

EVAN CAMINITI
Dreamless Sleep
Thrill Jockey

Cazzo amico, fai i droni con la chitarra? Ma che davero?

L’UOMO DEL MONTE YOUNG

 

VLADISLAV DELAY
Espoo
Raster-Noton

Una volta uno che suonava con me in un gruppo noise rock andò in fissa con Vadislav Delay, di conseguenza scaricò Fruity Loops e iniziò a sentirsi un genio della computer music solo perché aveva un computer. Io reagii incazzandomi di brutto con entrambi. In seguito, calmatomi, mi sono trovato costretto a riconoscere che è effettivamente un genio. Delay, non il mio amico.

DANIELE SALTARI

 

JOAN OF ARC
Presents Pine Cone
Landland

In realtà questo lp fatto quasi tutto da solo non sarebbe neanche così malaccio, due tracce da venti tra kraut, Eno e field recordings, ma a Kinsella non riesco ancora a perdonare il fatto di aver suonato nei Cap’n Jazz e di conseguenza aver dato il via a tutto quel calderone di band emonovantotto col cantante stonato e le chitarre storte, che a distanza di 15 anni ci stanno fracassando i maroni e mi chiedo quando finirà sta cazzo di moda che non se può davvero più, signora mia.

CYRILLE MAKANAKY