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Sia è una delle artiste più importanti al mondo

Brooke Candy ci racconta come ha conosciuto Sia Furler e perché, insieme a poche altre, sta rivoluzionando il pop da una prospettiva nuova.
10.3.16

Sia Furler, descritta dalle parole dell'amica e collaboratrice Brooke Candy.

La prima volta che ho incontrato Sia ero praticamente ancora un'homeless. Abitavo in questo lurido squat punk con circa altre quindici persone, niente acqua calda, sporcizia dappertutto. Sia mi aveva trovata su Instagram e mi aveva chiesto di incontrarla in questo ristorante vegano, e lì sono andata. Avevo queste trecce lunghissime, mentre lei era vestita in maniera molto semplice, era molto bella.

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Lei ha questa presenza che, sulle prime, mi ha intimidito. Il motivo iniziale del nostro incontro era che lei voleva scrivere una canzone per me, cosa che poi si è trasformata in un progetto più serio, in cui voleva essere l'executive producer del mio primo album, aiutarmi a ottenere un contratto discografico e un management onesto, e soprattutto aiutarmi a creare le mie cose da un posto in cui ci fosse amore e un'attitudine mentale positiva. Dopo il nostro primo incontro, si è subito presa cura del mio progetto, e quando dico che si è presa cura intendo che mi ha aiutato a mettere a posto ogni singolo aspetto della mia vita.

Innanzitutto ha sempre supportato le mie idee, cosa non del tutto scontata, dato che le mie idee sono abbastanza radicali, suppongo. I miei visual sono pesantini. Molte persone non vogliono entrare in quei territori, non vogliono mettere alla prova i propri limiti—vogliono rimanere al sicuro. Mi rendo conto che io faccio un brutto effetto a queste persone, le spavento. Se spaventi i membri della tua casa discografica e questi ci tengono a farti sapere che temono i tuoi estremismi e vorrebbero che tu abbassassi i toni, la prima cosa che ti viene da fare è mettere in dubbio la solidità delle tue idee e, in generale, il tuo punto di vista sulle cose. Ti verrebbe la tentazione di cedere alle loro richieste e buttare via tutto ciò che hai costruito. Sia, invece, mi ha tenuto lì, mi rassicurava: "I tuoi visual sono perfetti," mi diceva. "Stai facendo tutto come si deve." Mi ha aiutato a tenere salda la mia fiducia, che è una cosa fondamentale, soprattutto quando ti stai buttando nelle acque del mainstream. Per poter fare pop, avevo bisogno di partire da una base sicura.

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Sia è una persona molto precisa, veloce e razionale, quando ci lavori insieme. Guardarla fare qualcosa è come guardare un artista all'opera. Non ci pensa su, va con il suo flusso di coscienza, un metodo che mi è stato di grossa ispirazione. È una delle donne che al momento, nel panorama pop internazionale, stanno in prima linea per cambiare le cose in maniera radicale. Anche FKA Twigs, in un certo senso, sta facendo qualcosa di analogo… Oppure penso a quello che, da molto, fa Björk. Tutte loro rispettano l'arte, e sembrano agire da una prospettiva più profonda.

Il disco su cui abbiamo lavorato insieme mantiene la forza nel messaggio, anche se il suono è più raffinato. Quando lo descrivo, parlo di pop profondo, qualcosa all'intersezione tra Luscious Jackson, Smashing Pumpkins e Madonna. Le melodie sono pulite e leggere, ma il messaggio mantiene il suo peso. Questa è la musica che voglio fare: qualcosa che renda felice chi l'ascolta, che metta addosso a chi l'ascolta la voglia di portare in giro un po' d'amore, un po' di luce su questo Pianeta. Viviamo in un'epoca buia, e ne abbiamo bisogno. Mi fido di Sia e mi affido ciecamente alle sue mani se si tratta di raddrizzare un po' le storture del mio sound per fare in modo che il mio messaggio possa diffondersi su larga scala, arrivare a più persone possibile. Penso che sia una mossa furba e che fosse giusto farla. Perché io ho effettivamente qualcosa da dire, e nel momento in cui avrò la piattaforma per cui sto lavorando duro, potrò usarla per far sentire la mia voce, e la mia voce sarà effettivamente ascoltata.

Il cammino verso la fama è molto buio. Molto strano. Sia vuole produrre arte, ed è stata intelligente e fortunata a trovare un modo per eludere alcuni aspetti bui della fama e utilizzare quell'elemento di mistero per portare il suo messaggio. Se ci pensi, chi altro sta facendo lo stesso, nel pop? Nessuno nasconde la propria faccia. Verso la fine degli anni Novanta, c'erano i Gorillaz, versioni animate di se stessi, che avevano idee simili, ma in pochi hanno raggiunto questi livelli di successo con una dissimulazione del proprio volto simile a quella che mette in atto Sia. Ha cercato il modo di eludere la fama, perché non ha mai voluto essere famosa. Il modo in cui Sia ha utilizzato il proprio successo, il modo in cui lavora coi media e con il pop in generale è un modo completamente nuovo. È una nuova strada che sta già aprendo le porte ad altre donne, sta permettendo loro di liberarsi da quelle orrende barriere create dalle aspettative e dagli schemi imposti da altri. Ecco quello che trovo meraviglioso in lei, la strada che anch'io voglio seguire. Ha trovato il modo per fare musica come vuole lei, per fare i suoi visual. Si è creata la sua nicchia.

Sia mi ha salvato la vita e non sarei quella che sono oggi, senza di lei. Per me è un sacco di cose: una sorella, una madre, un'insegnante. Non ho mai avuto una donna così nella mia vita, figuriamoci una che riesce ad essere tutte queste cose insieme. È un modello per me. Mi ha fatto dei regali importantissimi: la gratitudine e la calma. Mi ha insegnato come mantenere un equilibrio mentale e cercare di essere felice. È una persona come ce ne sono poche, e sono onorata di avere l'opportunità di lavorare con lei.

Ci sono anche molti aspetti di lei che in pochi conoscono: tutto il lavoro che fa per i diritti animali e per altre associazioni senza scopo di lucro. Ha un grande cuore, e in pochi forse lo vedono per intero.

La cosa più importante, però, è che Sia è una dei pochissimi musicisti che sono riusciti a portare nel mondo del pop una scena artistica realmente contemporanea, una scena musicale realmente alternativa, una prospettiva completamente diversa. Questo è un lavoro difficilissimo da fare, e bisogna che le rendiamo onore al merito.
Sia, per me, è un'icona.

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