Gli smartphone stanno diventando piuttosto goffi. Anche se sono soddisfatto del mio tascabilissimo iPhone SE, il vero trend si sta spostando verso una sorta di contenitore di cristalli liquidi. È difficile non pensare che presto arriveremo al punto in cui tutti i clienti, di colpo, si renderanno conto di sembrare dei deficienti mentre vanno in giro con questi bestioni solidi in mano.
Questo punto di non ritorno fa affidamento a una limitazione piuttosto vecchia dell’ingegneria informatica: la rigidità dei circuiti. Non si piegano: piuttosto si rompono. Se qualcuno ti chiedesse di dimenticarti per un attimo del tuo gigantesco tablet da 10 pollici riposto a fatica nella tua tasca posteriore e ti dicesse di sederti, sapremmo tutti chi perderà la guerra tra il tuo culo e quella sedia dell’Ikea: l’aggeggino elettronico da 500$. Nessun dramma: farà solamente crack.
Videos by VICE
L’era dell’elettronica flessibile è in vista da molto tempo ma il silicio, in particolare, è fragile quanto il vetro. Anche materiali ragionevolmente malleabili come il rame non sono abbastanza ‘morbidi’ o elastici nel senso in cui vorremmo. Ed ecco che entrano in gioco i materiali liquidi. Come descritto questa settimana su Nature Communications, i ricercatori della RMIT University di Melbourne, in Australia, hanno sviluppato una tecnica per permettere ai materiali liquidi di muoversi e disporsi autonomamente reagendo alle varie condizioni a cui vengono sottoposti. Le elettroniche che ne risultano non sono solamente morbide e flessibili, ma anche decisamente ri-configurabili.
“I materiali liquidi a temperatura ambiente hanno dimostrato di essere un’ottima piattaforma per creare componenti meccaniche ricombinabili, sistemi elettrochimici reversibili, sensori, componenti elettroniche in canali microfluidi, nella stampa tridimensionale e anche nel mondo dell’elettronica flessibile e riconfigurabile,” si legge nel paper. “Controllare il movimento e la deformazione dei metalli liquidi è la chiave per riuscire a realizzare con successo questo tipo di applicazioni.”
Questo tipo di controllo è stato dimostrato attraverso diverse tecniche, ma mai prima d’ora in questo modo. In questo caso, i metalli liquidi sono guidati modificando la distribuzione della carica elettrica sulla loro superficie. È un processo chimico.
Così, ritoccando la disposizione chimica delle superfici, il gruppo australiano è riuscito a creare degli “oggetti in movimento, degli interruttori, delle pompe” quando più ne avevano bisogno. Con un cuore metallico altamente conduttivo e un involucro di ossido semiconduttivo, il metallo, una lega del gallio chiamata galinstano, ha cominciato a rispondere a tutti i requisiti funzionali per l’elettronica. Un comunicato stampa accompagnato al nuovo paper, nel frattempo, sottolineava i punti in comune tra questa tecnologia e, insomma, Terminator.
Per comprendere meglio come si muovono i metalli liquidi, i ricercatori hanno cominciato a immergere piccole gocce di galinstano liquidi in acqua. “Inserire queste gocce in un altro liquido a contenuto ionico è una tecnica sfruttabile per rompere la simmetria tra di loro e permettergli di muoversi liberamente nelle tre dimensioni, ma per ora non abbiamo ancora compreso i fondamentali principi attraverso cui i metalli liquidi interagiscono con i fluidi intorno a loro,” spiega nel comunicato Kourosh Kalantar-Zadeh, principale autore dello studio.
“Abbiamo calibrato la concentrazione dell’acido, della base e delle componenti saline presenti nell’acqua e abbiamo analizzato gli effetti,” spiega. “Semplicemente aggiustando questi parametri chimici relativi all’acqua ha fatto muovere e cambiare forma alle gocce di metallo liquido, senza alcun bisogno di stimolanti meccanici, ottici o elettrici esterni.”
Nel campo dei metalli liquidi, il gallio ha il pregio di essere pressoché atossico. E anche se il suo punto di fusione è a 29,8 gradi Celsius, un po’ troppo per essere utilizzato nella tecnologia da tutti i giorni, quando viene mischiato all’indio e allo stagno, come nel caso della lega di galinstano, quel punto di fusione scende a 0 gradi Celsius.
Altro
da VICE
-

Photo: Svetlana Iakusheva / Getty Images -

Photo: Marc_Osborne / Getty Images -

Photo: Gremlin / Getty Images -

Photo: Antoine Rouleau / Getty Images