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La nuova alleanza fra skateboard e house music

Palace che si associa a The Trilogy Tapes e Moodymann utilizzato a colonna sonora dei video di skate sono solo la punta dell'iceberg di questa nuova onda.

Da un po' di tempo, secondo le regole del ciclo di revival, tocca rinnovare anche l'immaginario dello skateboarding. Ma questa non è una cosa che diciamo noi, è un dato di fatto che si evince da tutti i video che escono negli ultimi tempi. Originariamente connesso a tutt'altri universi musicali, il mondo dei video di skateboard ultimamente si sta dando all'house music.

Il grande ritorno della skate-culture è evidenziato anche dalla riemersione, in campo di accessori moda, del cappellino da pescatore tanto caro ad

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Hunter S. Thompson

e

LL Cool J

. Non è una coincidenza infatti se la Palace ha rimesso il bucket hat al centro della scena e della sua linea, nel 2015. Insieme a lui, però, è arrivato un sacco di streetwear ispirato all'estetica acid house, come

questa felpa con un faccione smile

, che fa l'occhiolino al periodo d'oro della

Second Summer of Love

. Più recentemente, il marchio ha reso questi riferimenti più espliciti con

questa borsa

che, come da descrizione, "può contenere dischi oppure 165 grammi d'erba". Buono a sapersi.

Non contenti di vendere i propri prodotti a palate e di collaborare con grosse marche e con la Tate London, la crew di Lev Tanju si era associata ad una delle label inglesi più fighe del momento, The Trilogy Tapes, per un 12" edizione limitata di Theo Parrish. Questo succedeva nel 2014, mentre lo scorso anno hanno ripetuto l'esperienza con un disco di

Omar Souleyman & Rezzett

. Niente male per una label di skate.

Rory Milanes

, skater londinese sponsorizzato da HUF tra gli altri, è casualmente anche un DJ e colleziona dischi house. In un'intervista per il magazine Grey Skate, racconta di come ha iniziato ad avvicinarsi alla house:

"Ho scoperto la dance music in un club abbastanza famoso. Ok, era il Berghain di Berlino. Il DJ di quella sera era incredibile: era Moodymann che suonava pezzi disco, soul, house, era una cosa completamente nuova per me e mi ha fatto uscire di testa."

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Dal canto suo, Alex Olson, storicamente affiliato al marchio di skateboard Girl, ha fondato Bianca Chandôn, un nuovo marchio il cui obiettivo è celebrare la cultura house e disco in ogni sua forma, dalle tavole con stampe ispirate a Grace Jones a questo genere di maglie. In un'intervista per Hero Magazine, ha dichiarato:

"Il mio socio Andy Brown, che è DJ, mi parlava spesso della disco music e se la prendeva con la musica su cui facevo skate. Avevo ancora in testa quell'idea di "disco sucks", quindi non lo stavo a sentire, ma una sera mi sono infilato a una festa in cui suonavano house d'annata. Quella sera mi è scattato qualcosa in testa. Da quel momento ho iniziato a interessarmi a quella musica. Andy mi ha detto che dovevo vedermi un documentario,

Pump Up The Volume

, che ne raccontava la storia, e in effetti l'ho trovato geniale."

Insomma, più si scava più si trovano nuove connessioni tra il mondo dello skateboarding e quello dell'house music, tanto che non c'è voluto molto tempo per vederne le conseguenze negli stessi video di skater. Peter Sidlauskas (di casa

Bronze

), Lev Tanju (creatore di Palace) e il videomaker

John Wilson

hanno tutti utilizzato riferimenti house nelle loro produzioni, che si sono affermate come le più innovative in questo campo, lo scorso anno. I video di skateboard hanno tratto giovamento da questa nuova onda e dalla nuova colonna sonora che li accompagna, e mentre in parecchi rimangono fedeli al rap (d'altronde sono 20 anni che funziona), la maggior parte dei video di oggi sono caratterizzati da scelte ben più eclettiche.

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Quando Peter Sidlauskas ha pubblicato il suo Jenkem Mix (una serie di mixati a tema skate per il magazine Jenkem) con dei pezzi di Galcher Lustwerk ("Parlay" e "I Neva Seen"), Contact Lens ("Good Question") e 18 Carat Affair ("Desire"), si è cominciato a pensare a questo rapporto più seriamente. Gli skater che si erano già accorti di questa svolta si sono adoperati per cercare gli edit che usava nei suoi video per Bronze. Come ha raccontato a Transworld, preferisce "usare pezzi poco conosciuti".

"Passo un botto di tempo su Soundcloud e YouTube. Puoi perderti se segui i pezzi consigliati dopo uno che ti piace, e ti ritrovi a scavare in un gigantesco buco nero dell'Internet costellato di pezzi ancora più assurdi. Non posso star dietro a tutto questo, a tutti questi pezzi bizzarri, ma trovo roba che adoro. Adoro queste mie sessioni di ricerca perché mi ricordano l'epoca in cui ero malato di video di skate e mi mandava fuori di testa quando erano accompagnati da pezzi che alla fine non apparivano nei credits, stava a te ritrovarli. E allora ti mettevi a cercare le parole su Google sperando di cavare un ragno dal buco."

Il video

Trust

di Sidlauskas utilizza un sacco di musica elettronica e di riferimenti a un'estetica proto-internet per differenziarsi dai video di skate tradizionali. Fa anche uso di interludi funzionali al montaggio che danno un'atmosfera particolare al prodotto finale.

Quando Bronze e Palace hanno collaborato su una serie di tavole con il logo Bronze in oro massiccio, il video con cui hanno presentato la collaborazione si apriva con "Still" di Person of Interest prima di ingranare su pezzi di Unfinished Portraits e Moodymann. Chi avrebbe mai detto che Moodymann e lo skateboarding sarebbero stati accoppiati in questo modo? Alla stessa maniera in cui il pop-punk si è fatto da parte per lasciar posto al rap negli anni Novanta, ora succede la stessa cosa con l'house music, che si sta imponendo come sound ufficiale di questo immaginario.

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John Wilson fa parte di quelle persone che hanno saputo adattarsi a questo passaggio nei loro video. Per

Sequence

, ha scelto il pezzo "Only Love Can Break Your Heart" di Saint Etienne. Anziché essere concepito attorno allo skate, l’edit si concentra sul mélange tra immagini e musica, tanto che alcune scene tornano più e più volte. E, ancora una volta, la colonna sonora è una ventata di aria fresca.

In

Rack,

Wilson torna a utilizzare un pezzo di Moodymann ("The Day We Lost The Soul" al minuto 3:47) per illustrare la potenza e lo stile di uno skater di casa Polar, Hjalte Halberg. Probabilmente la vecchia scuola vedrebbe meglio certi numeri accompagnati da roba tipo "

56 Nights

" di Future, no? E invece ecco come vanno le cose nel 2016.

Da un po' di tempo, secondo le regole del ciclo di revival, tocca rinnovare anche l'immaginario dello skateboarding. Ma questa non è una cosa che diciamo noi, è un dato di fatto che si evince da tutti i video che escono negli ultimi tempi. Originariamente connesso a tutt'altri universi musicali, il mondo dei video di skateboard ultimamente si sta dando all'house music.

Il grande ritorno della skate-culture è evidenziato anche dalla riemersione, in campo di accessori moda, del cappellino da pescatore tanto caro ad

Hunter S. Thompson

e

LL Cool J

. Non è una coincidenza infatti se la Palace ha rimesso il bucket hat al centro della scena e della sua linea, nel 2015. Insieme a lui, però, è arrivato un sacco di streetwear ispirato all'estetica acid house, come

questa felpa con un faccione smile

, che fa l'occhiolino al periodo d'oro della

Second Summer of Love

. Più recentemente, il marchio ha reso questi riferimenti più espliciti con

questa borsa

che, come da descrizione, "può contenere dischi oppure 165 grammi d'erba". Buono a sapersi.





Non contenti di vendere i propri prodotti a palate e di collaborare con grosse marche e con la Tate London, la crew di Lev Tanju si era associata ad una delle label inglesi più fighe del momento, The Trilogy Tapes, per un 12" edizione limitata di Theo Parrish. Questo succedeva nel 2014, mentre lo scorso anno hanno ripetuto l'esperienza con un disco di

Omar Souleyman & Rezzett

. Niente male per una label di skate.



Rory Milanes

, skater londinese sponsorizzato da HUF tra gli altri, è casualmente anche un DJ e colleziona dischi house. In un'intervista per il magazine Grey Skate, racconta di come ha iniziato ad avvicinarsi alla house:

"Ho scoperto la dance music in un club abbastanza famoso. Ok, era il Berghain di Berlino. Il DJ di quella sera era incredibile: era Moodymann che suonava pezzi disco, soul, house, era una cosa completamente nuova per me e mi ha fatto uscire di testa."

Dal canto suo, Alex Olson, storicamente affiliato al marchio di skateboard Girl, ha fondato Bianca Chandôn, un nuovo marchio il cui obiettivo è celebrare la cultura house e disco in ogni sua forma, dalle tavole con stampe ispirate a Grace Jones a questo genere di maglie. In un'intervista per Hero Magazine, ha dichiarato:

"Il mio socio Andy Brown, che è DJ, mi parlava spesso della disco music e se la prendeva con la musica su cui facevo skate. Avevo ancora in testa quell'idea di "disco sucks", quindi non lo stavo a sentire, ma una sera mi sono infilato a una festa in cui suonavano house d'annata. Quella sera mi è scattato qualcosa in testa. Da quel momento ho iniziato a interessarmi a quella musica. Andy mi ha detto che dovevo vedermi un documentario,

Pump Up The Volume

, che ne raccontava la storia, e in effetti l'ho trovato geniale."

Insomma, più si scava più si trovano nuove connessioni tra il mondo dello skateboarding e quello dell'house music, tanto che non c'è voluto molto tempo per vederne le conseguenze negli stessi video di skater. Peter Sidlauskas (di casa

Bronze

), Lev Tanju (creatore di Palace) e il videomaker

John Wilson

hanno tutti utilizzato riferimenti house nelle loro produzioni, che si sono affermate come le più innovative in questo campo, lo scorso anno. I video di skateboard hanno tratto giovamento da questa nuova onda e dalla nuova colonna sonora che li accompagna, e mentre in parecchi rimangono fedeli al rap (d'altronde sono 20 anni che funziona), la maggior parte dei video di oggi sono caratterizzati da scelte ben più eclettiche.



Quando Peter Sidlauskas ha pubblicato il suo Jenkem Mix (una serie di mixati a tema skate per il magazine Jenkem) con dei pezzi di Galcher Lustwerk ("Parlay" e "I Neva Seen"), Contact Lens ("Good Question") e 18 Carat Affair ("Desire"), si è cominciato a pensare a questo rapporto più seriamente. Gli skater che si erano già accorti di questa svolta si sono adoperati per cercare gli edit che usava nei suoi video per Bronze. Come ha raccontato a Transworld, preferisce "usare pezzi poco conosciuti".

"Passo un botto di tempo su Soundcloud e YouTube. Puoi perderti se segui i pezzi consigliati dopo uno che ti piace, e ti ritrovi a scavare in un gigantesco buco nero dell'Internet costellato di pezzi ancora più assurdi. Non posso star dietro a tutto questo, a tutti questi pezzi bizzarri, ma trovo roba che adoro. Adoro queste mie sessioni di ricerca perché mi ricordano l'epoca in cui ero malato di video di skate e mi mandava fuori di testa quando erano accompagnati da pezzi che alla fine non apparivano nei credits, stava a te ritrovarli. E allora ti mettevi a cercare le parole su Google sperando di cavare un ragno dal buco."



Il video

Trust

di Sidlauskas utilizza un sacco di musica elettronica e di riferimenti a un'estetica proto-internet per differenziarsi dai video di skate tradizionali. Fa anche uso di interludi funzionali al montaggio che danno un'atmosfera particolare al prodotto finale.

Quando Bronze e Palace hanno collaborato su una serie di tavole con il logo Bronze in oro massiccio, il video con cui hanno presentato la collaborazione si apriva con "Still" di Person of Interest prima di ingranare su pezzi di Unfinished Portraits e Moodymann. Chi avrebbe mai detto che Moodymann e lo skateboarding sarebbero stati accoppiati in questo modo? Alla stessa maniera in cui il pop-punk si è fatto da parte per lasciar posto al rap negli anni Novanta, ora succede la stessa cosa con l'house music, che si sta imponendo come sound ufficiale di questo immaginario.




John Wilson fa parte di quelle persone che hanno saputo adattarsi a questo passaggio nei loro video. Per

Sequence

, ha scelto il pezzo "Only Love Can Break Your Heart" di Saint Etienne. Anziché essere concepito attorno allo skate, l’edit si concentra sul mélange tra immagini e musica, tanto che alcune scene tornano più e più volte. E, ancora una volta, la colonna sonora è una ventata di aria fresca.



In

Rack,

Wilson torna a utilizzare un pezzo di Moodymann ("The Day We Lost The Soul" al minuto 3:47) per illustrare la potenza e lo stile di uno skater di casa Polar, Hjalte Halberg. Probabilmente la vecchia scuola vedrebbe meglio certi numeri accompagnati da roba tipo "

56 Nights

" di Future, no? E invece ecco come vanno le cose nel 2016.





Occorre ricordarsi che i video di skate, da sempre, includono un'enorme varietà di stili musicali differenti, anche grazie a istituzioni come Transworld che marcano lo stile di tutta questa disciplina, tanto a livello sonoro quanto visivo. Da qualche tempo, però, questo passaggio generazionale è sempre più evidente. Guardate ad esempio la differenza tra le scelte di Spike Jonze per la musica che accompagna il video

Fully Flared

per Lakai e la colonna sonora di questo video per

Barrier Kult

.

Ecco, questo è lo stato attuale dello skateboarding, che si può riassumere tramite alcuni elementi essenziali: pezzi house, bucket hat, abbigliamento haute-couture, berretti rosa e, più in generale, prodotti che non sono a marchio Nike. Sicuramente, dato che ora nessuno ha più paura di cambiare le carte in tavola, ne vedremo delle belle. Tirate fuori la fantasia.

Occorre ricordarsi che i video di skate, da sempre, includono un'enorme varietà di stili musicali differenti, anche grazie a istituzioni come Transworld che marcano lo stile di tutta questa disciplina, tanto a livello sonoro quanto visivo. Da qualche tempo, però, questo passaggio generazionale è sempre più evidente. Guardate ad esempio la differenza tra le scelte di Spike Jonze per la musica che accompagna il video

Fully Flared

per Lakai e la colonna sonora di questo video per

Barrier Kult

.

Ecco, questo è lo stato attuale dello skateboarding, che si può riassumere tramite alcuni elementi essenziali: pezzi house, bucket hat, abbigliamento haute-couture, berretti rosa e, più in generale, prodotti che non sono a marchio Nike. Sicuramente, dato che ora nessuno ha più paura di cambiare le carte in tavola, ne vedremo delle belle. Tirate fuori la fantasia.