Music by VICE

La gentrificazione sta uccidendo la club culture europea

Lo dicono le statistiche. Ma la colpa è anche dei clienti "astemi" e dei festival.

di Michael Scott Barron
12 gennaio 2016, 10:42am

A quanto pare i locali notturni d'Europa non stanno cogliendo i frutti del rinascimento della musica elettronica in corso.

L'Economist, accorpando i dati raccolti da Resident Advisor, ha pubblicato un articolo piuttosto inquietante sul declino delle discoteche, in particolare quelle che occupavano spazi come banche in disuso, magazzini e fabbriche, come d'uso nell'Europa post-muro di Berlino.

La mappa qua sopra riporta tutti i locali europei che hanno chiuso prima di gennaio 2016. La causa principale? La gentrificazione. "Tra il 2001 e il 2011", spiega l'articolo, "le discotheken olandesi sono diminuite del 38%. In Gran Bretagna nel 2005 c'erano 3.144 club, ma dieci anni dopo ne sono rimasti soltanto 1.733, dice l'Association of Licensed Multiple Retailers; nel 2015 le entrate sono diminuite di trecento milioni di sterline (quattrocento milioni di euro) rispetto al 2010. A Berlino, nonostante il numero di locali in cui si fa musica sia rimasto stabile a circa 350 (di cui 120 discoteche), molti pilastri storici della vita notturna hanno dovuto chiudere definitivamente le porte.

L'articolo riporta le testimonianze di Eelko Anceaux, proprietario del De Marktkantine ad Amsterdam e di Dimitri Hegemann, fondatore del Tresor di Berlino, che lamentano la perdita di spazio, che rimane inutilizzato, i prezzi degli immobili fuori controllo, e l'emergere delle "famiglie yuppie" che denunciano in continuazione i rumori molesti.

L'articolo incolpa anche la nuova generazione "astemia". Una giovane americana di stanza a Londra "si lagna" del fatto che "i drink sono davvero troppo costosi". Pone anche il problema di alcuni clienti di sesso maschile che sarebbero "stronzi". La goccia che fa traboccare il vaso, poi, sarebbe l'ascesa dei festival musicali che rubano il pubblico ai club. "Molte persone preferiscono risparmiare per andare a due grossi festival all'anno, invece di andare in discoteca tutti i mesi', ragiona il DJ Iason Chronis. La scala economica dei grandi festival, in cui il pubblico prigioniero è costretto a spendere soldoni in cibo e bevande, rende più facile per gli organizzatori pagare DJ famosi come Calvin Harris o Jamie xx. Questo, di conseguenza, mette in difficoltà i locali che non se li possono permettere."

Anche se l'ultima dichiarazione è un po' come dire che i posti punk autogestiti chiudono perché non possono permettersi di far suonare i Green Day, rimane inevitabile il danno che la gentrificazione sta portando alla cultura della vita notturna. Alcuni locali diversificano la proposta aprendo un ristorante o un mercatino dell'usato di giorno, oltre alla discoteca di notte, per accontentare gli abitanti del quartiere e mantenere la propria clientela. A difendere i diritti dei locali notturni è nata la nuova figura del "sindaco di notte", che sostiene con chi di dovere la causa di chi vive grazie alla nightlife.

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