FYI.

This story is over 5 years old.

Noisey Mix: Broke One

Il nemico numero uno della trap ci ha raccontato di quando credeva di saper rappare, e ci ha regalato un bellissimo mix.
31.1.14

Il sole splende sfacciato sul ramo underground del Lago di Como, mentre io scorrazzo per la casa con la stessa frenesia di un gatto epilettico. Devo andare a recuperare Broke One, aka Fabio Brocato, alla fermata dell’autobus, perché a quanto pare si sposta “come le pensionate”, ma mancano due minuti all’appuntamento già posticipato di mezz’ora e io sono ancora in pigiama. Stranamente la cosa non mi sorprende. Comunque, cinque minuti e un attacco d’asma dopo, me lo trovo davanti ad aspettarmi in stazione. Gli chiedo dove vuole andare per la nostra chiacchierata, al che lui mi risponde “Decidi tu, tanto a me Lecco fa cagare ovunque”. È simpatia istantanea. La scelta come si potrà intendere è ristretta dalle nostre parti, e finiamo nel posto in cui Broke ama bersi le centrifughe, che sappiamo tutti essere la bevanda preferita dei DJ.

Spero vivamente che durante questo lungo e farneticante prologo non vi siate domandati “E chi è Broke One?”. Se così fosse, vi suggerisco di rinunciare provvisoriamente alla vostra vita sociale e di chiudervi in casa ad ascoltare musica. Io l’ho fatto, e non sono uscita tanto male…Più o meno. Ma se siete troppo affezionati ai vostri apericena, allora va bene, ve lo dico io. Broke One è nato in quell’adorabile buco nero chiamato Lecco, dotato di sufficiente talento e fortuna per riuscire ad andarsene, approdando alla Red Bull Music Academy. A partire da quel momento tutti si rendono conto che ai piatti ci sa proprio fare, e inizia così a girarsi mezza Europa a suon di serate, aggiudicandosi remix da parte di artisti certo non da poco, Russ Chimes e Treasure Fingers per dirne un paio. Ora che il suo nuovo e vellutato Ep Lovefool/Ray Batty ha iniziato a circolare tra gli internauti, sussiste un fatto paradossale: perché al di fuori dei nostri confini catalizza un consenso pressoché generale, mentre qui a casa rimane relegato nella propria dorata nicchia?

Questo controsenso non mi faceva dormire la notte e ho deciso di chiedere al diretto interessato qualche possibile motivazione, cogliendo l’occasione per arraffare un suo bellissimo mix. (Sappiate che nascosta in quel ben di dio sonoro trovate anche una sua traccia inedita, "A Parsec From Here") Sentite un po’ com’è andata:

Noisey Vieni da una realtà, quella di provincia, che non offre grandi stimoli. Quando, come e perché hai iniziato a fare musica?

Broke One: Ho iniziato intorno agli 11 anni. Ero alle medie e c’era questa moda dell’hip hop, com’è tornata adesso. Ascoltavo Neffa, Sangue Misto, OTR tutte quelle cose lì. Ho iniziato quindi a fare basi hip hop pensando pure di poter rappare, anche se questa è una cosa che non sa nessuno.

E lo sai che invece ora lo sapranno tutti, vero?

Sì sì tranquilla. Comunque anche mio fratello faceva il dj, per cui guardavo quello che faceva lui e andavo a clonare le sue mosse.

[A questo punto nella registrazione spunta la voce di Rosario, il venditore di rose di Lecco. Broke mi aveva promesso di campionarla per il mix, ma purtroppo non ha mantenuto la parola.]

Mentre questo fatto di ricevere molta più attenzione dall'estero che da noi? Come te lo spieghi?

È verissimo, non so spiegarmi esattamente il perché. Forse quello che faccio io non è quello che funziona al momento in Italia, tra il ritorno dell’hip hop e tutti i generi derivati, tra cui la trap, che mi sta proprio sul cazzo, ci tengo a dirlo. Quindi magari vengo visto come più di nicchia. O comunque come al solito non viene data la stessa importanza a un artista italiano piuttosto che a uno straniero. Se si pensa a Londra o Parigi, lì non c’è una scena, ma una famiglia, si supportano l’uno con l’altro.

E ritieni che in Italia questo non ci sia?

No, assolutamente.

Sei riuscito ad andartene da un paesino di provincia come Lecco, che tende a soffocare ogni libera iniziativa. Consigli per quelli che si trovano nella situazione in cui ti trovavi tu?

È stata tutta fortuna, sono saltato fuori nel momento in cui l’unica piattaforma musicale disponibile era l’ormai defunta MySpace. Fondamentalmente quello che posso dire io è che, purtroppo, bisogna sapersi vendere, prima ancora di saper fare musica. È bruttissimo da dire, ma bisogna essere una puttana.

Quand’è la prima volta che hanno parlato di te all’estero?

Penso nel 2008, avevo fatto un remix per un gruppo brianzolo, i Phonograph, che avevano contatti con vari blog e da lì si è sparsa la voce.

E la Redbull Music Academy com’è stata?

Esperienza bellissima, sono successe un sacco di cose in un lasso di tempo brevissimo, due settimane. Penso di essere riuscito a fare tutto ciò che un artista vorrebbe fare nella musica, e tutte concentrate. Anche adesso continuo a pensare a quello che ho fatto, a quello che potevo fare…

Tipo?

C’erano 30 persone partecipanti come me all’Academy, e ovviamente non ho potuto collaborare con tutte. Le collaborazioni che ho fatto sono uscite su una compilation della Red Bull, ne ho fatte tre in totale, più altre non completate. Ho collaborato anche con artisti come Krystal Klear o Ghost On Tape e altri artisti internazionali…Una di esse è più vicina a quello che faccio io, mentre le altre sono proprio distanti dal mio genere.

Il che ha avuto un buon effetto sulla tua musica, o no?

È stata una figata, sì. Anche perché ho fatto qualcosa che fondamentalmente non faccio di solito.

Lo scorso dicembre è uscito il tuo nuovo Ep, Lovefool/Roy Batty, che è apparso direttamente sul web, senza appoggiarsi ad alcuna etichetta, come mai questa scelta?

Ho voluto provare ad "arrangiarmi" nel creare, fare il master, distribuire e promuovere l'ep. È una cosa che molti fanno, spesso non si riesce a trovare il canale giusto dove poter "comunicare" quindi si cerca di crearsene uno proprio.

Mentre la prossima uscita, “I Can See You And Me / A Parsec From Here”, uscirà per la Magic Wire Recordings, giusto?

Sì, ma sta andando piuttosto per le lunghe, tra trafile burocratiche e non.

Come hai iniziato a lavorare a questo Ep?

Mi piace pensare a un tema, anche vago, per poi tradurlo in musica. Il processo è stato questo, ma è una cosa talmente istintiva che ora non ricordo più nemmeno com’è sorto il tutto. Per Roy Batty, come si può capire subito dal titolo, mi sono ispirato a Blade Runner.

Qualche consiglio musicale? Artisti che ascolti e che secondo te anche noi non possiamo fare a meno di ascoltare?

Vabeh, Boards Of Canada e Machinedrum in primis, poi cosmin trg, Robert Glasper, Hiatus Kaiyote, Furtherset e Panoram. Credo che questi vi possano bastare per un po’.

Il set più fico che hai fatto finora?

Quello con Nathan Fake, alla Fabbrica del Vapore. Io chiudevo, ma la gente è comunque rimasta lì, mi è piaciuto l’atteggiamento della gente che era lì a sentire il set.

[Anche io ero lì, nel senso più generico del termine. Mia sorella ci aveva dato dentro con la vodka e le stavo reggendo la testa di fianco a un’ambulanza. Però sono sicura che è stato bravissimo. NdR]

N.B.: l'illustrazione dell'album è stata disegnata da Marco Menaballi, disegnatore di talento che ha venduto l'anima all'electroswing.

TRACKLIST:

Broke One - Lovefool

Nautiluss - Corvus (Lost In Space Mix)

Graze - Skip/Crush

Special Request - Vapour

Bambounou - Ignition

Bleak - Keep Me Close

Broke One - Roy Batty

NT89 - Subsequent

Broke One - A Parsec From Here

Clip! - Ash (Kommune1 Remix)

Skudge - Fingers

Boska - Brute

R-Zone - nRG Zone (Happy Mix)

Tessela - Hackney Parrot