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Fis - The Blue Quicksand Is Going Now

Il nuovo album esce oggi ed è una nube psicoattiva di materiali digitali.

Quando nel 2013 è uscito per Tri Angle l'EP Preparations, chi ci capisce si è accorto che il neozelandese Olyver Peryman AKA FIS aveva una maniera molto particolare di rimpastare delle influenze post punk e industriali con altre derivanti dal lato oscuro dell'hardcore continuum, abusando di basse, casse e beat dimezzati quanto di rumorismi asciutti e metallici. Una sensibilità che l'ha affratellato con gente come Raime, Vessel, The Haxan Cloak, tutti con le mani nella stessa pasta oscura, per quanto ognuno in maniera piuttosto diversa dagli altri. E così anche lui, dalla provincia dell'impero britannico ma potente quanto tutti gli altri.

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Quell'energia ha trovato un nuovo sbocco in The Blue Quicksand Is Going Now, LP che esce oggi su Loopy, la stessa misteriosa label che aveva licenziato il suo ultimo EP Speech Spirits. I beat se ne sono andati quasi del tutto, le basse restano ma hanno assunto la forma di colossali droni infra-cosmici crivellati da raggi di rumore melancolico e da un lancinante spaesamento HD, con solo le modulazioni di frequenza a scandire il groove in maniera incalcolabile. Una trance digitale che si re-impadronisce del presente, schiacciata tra un futuro distopico e un presente sprecato. Avevamo già avuto modo di assaggiarne un po' con "Happy Alone" piazzata online da Oliver circa un mese fa come anteprima, ma oggi esce il disco nella sua interezza, e il ragazzo ha deciso di farci ascoltare l'altrettanto feroce e splendida "Sternum Sanctum", che potrà essere vostra solo se comprate l'album su Bleep. Fatelo.