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Impara a vivere con Frank Ocean

Abbiamo redatto una biografia di Frank Ocean, ma probabilmente potete anche ricavarne qualche insegnamento, tipo che i vostri sogni sono delle cacate senza valore.
Mattia Costioli
Milan, IT

Io Frank Ocean l’ho conosciuto per colpa delle sale d'aspetto e dei corridoi di qualche ufficio pubblico: luci al neon bianche, rumori ripetitivi e una noia pesantissima. Potremmo dire che l'ho conosciuto alle Poste quando quel coso luminoso fa girare tutte le lettere tranne la tua e ci metti quattro ore a pagare una multa. In realtà lui si trovava in uno stato mentale riconducibile a questo tipo di disagio (Poste Italiane state of mind). Umanamente parlando era rimasto incastrato in uno schifo di situazione così, fatta di attese snervanti e di priorità che non riesci a capire in nessun modo. Oppure è soltanto che io ero in fila alle Poste e nel frattempo lui ha deciso di regalare al Pianeta Terra il suo primo album.

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Prima di allietare la mia coda in posta Frank ha fatto altre cose, ad esempio è nato: nel 1987 a Long Beach, California, all'inizio non si chiamava nemmeno Frank, era Christopher Lonny Breaux, e la famiglia Breux si è trasferita a New Orleans poco dopo la sua nascita. È cresciuto lì, passando la sua adolescenza vicino immerso nella scena jazz più pura e intensa degli Stati Uniti, non che l'abbia assorbita più di tanto, almeno sul momento. Ero il tipo di ragazzino che tappezzava le pareti di camera sua con poster di belle auto e ragazze in bikini. Non è chiaro quando la sua musa ispiratrice l'abbia toccato, probabilmente la musica era soltanto il mezzo più veloce che aveva individuato per ottenere quello che c'era nei suoi poster. In qualche intervista ha dichiarato che da bambino sua mamma gli faceva ascoltare i suoi dischi R&B, ma non credo molto nel valore di queste cose, voglio dire, mio papà mi faceva ascoltare Bennato, eppure non è che sono qui a spiegarvi come ci si tingono i capelli. Quindi dopo essersi diplomato, nel 2005, Christopher si iscrive alla University of New Orleans, con l'obiettivo di utilizzare le strutture del campus per registrare alcune idee che aveva in testa già da qualche tempo, ma l’uragano Katrina spazza via quella parte di campus, e demolisce anche le fievoli velleità accademiche di Chris: decide di andare a stare a Los Angeles, per un breve periodo, almeno nelle intenzioni, quello necessario a dare una forma alla musica che ha in testa. Per mantenersi inizia a collaborare con alcuni produttori e lavora come scrittore ombra per diverse canzoni pop, è uno dei co-autori dei testi di “Bigger” di Justin Bieber e “I Miss You” di Beyoncé, ma collabora anche con John Legend e Brandy. Un lavoro ben retribuito, immagino, ma che non augurerei nemmeno al cane del mio peggior nemico. La parte positivia di questa esperienza è che lo aiuta ad avvicinarsi al giro giusto, abbastanza da intravedere quelli che se ne tengono al largo, è così che conosce i ragazzi della OFWGK†Δ (Odd Future Wolf Gang Kill Them All).

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Foto via Frank Ocean

Sono come una famiglia. Li conoscevo già da prima che ricevessero l’attenzione del pubblico. Li ho incontrati alla fine del 2009. Non tengo un diario o cose del genere, quindi non mi ricordo di preciso le circostanze in cui ci siamo conosciuti, tutto ruota intorno alla creatività. Ci siamo beccati così. È come quando conosci una qualsiasi persone. Cioè, suppongo che i social network ormai siano una parte dei processi sociali che avvengono tra le persone, ma per noi non è stato così.

Tra gli altri è soprattutto Tyler, the Creator che spinge Christopher a concentrarsi sulla sua musica e scrivere le sue cose anziché quella robaccia per Bieber. Nello stesso periodo, attraverso il suo lavoro di ghostwriter, conosce Tricky Stewart, un discografico dietro almeno 5 dei tormentoni mondiali più beceri che hanno straziato il pianeta negli ultimi dieci anni, lo mette in contatto con alcuni dei ragazzi di Def Jam Records e firma un contratto da artista solista. Poco tempo dopo avvia le pratiche per cambiare ufficialmente il suo nome in Cristopher Francis Ocean, lo fa su LegalZoom per una cifra attorno ai 100$. Non so come funzioni per voi ma io pagherei anche i miei stessi soldi a uno con un nome così, e in realtà era più o meno questo il ragionamento dietro la sua scelta: "Frank Ocean" sarebbe stato meglio sulle copertine delle riviste. All'inizio del 2010 il contratto con Def Jam diventa ufficiale, ma è una situazione di merda, forse ancora più alienante che scrivere le canzoni per Justin Bieber. A parte il contratto non c'era nessun altro legame con l'etichetta. Non ho mai nemmeno fatto un giro dei loro uffici o qualcosa del genere. Non ho mai avuto nemmeno la possibilità di lavorare direttamente con loro per via di alcuni cazzi che stava passando la società. Sapevo soltanto che ero un loro artista, ma non potevo avere un rapporto diretto con la mia etichetta. È a questo punto della storia che succedono due cose contemporaneamente: io mi dimentico di spostare la macchina e il solito vigile mi molla il bollettino, nel frattempo la frustrazione di Frank Ocean raggiunge un punto di non ritorno. Ed ecco qui che la mia coda in posta non è nemmeno così spiacevole.

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questo.l'ho.fatto.io. non ISLAND DEF JAM. questo è il motivo per cui non vedete il logo dell'etichetta sulla copertina che HO FATTO IO. suppongo sia colpa mia essermi fidato di quell'idiota del mio avvocato e aver firmato per affidare la mia carriera a una compagnia in fallimento. si fotta la Def Jam & qualsiasi altra compagnia che mette sotto contratto un ragazzo con sogni e talento senza avere alcuna intenzione di seguirlo nel suo processo. che si fottano. ora, tornando alle cose che mi riguardano. voglio un po' di cereali e un toast. brunch swag.

Sostanzialmente regala in free download nostalgia,ULTRA, il disco a cui Def Jam non ha avuto voglia di lavorare, uno degli esempi più chiari dell'incapacità delle major di capire come funziona la scenatm (chiedo scusa) e più in generale come funzionano i social network. Il disco è bello, e sono certo che da qualche parte potete ancora scaricarlo gratuitamente, purtroppo il link originale è stato rimosso da Def Jam, perché 'sti cazzi, legalmente è roba di loro proprietà. È così bello che Pitchfork non lo spinge con la tipica enfasi che riserva solitamente ai mixtape, ma centra il punto della questione sul finale, quando descrive Frank come un'alternativa agli alternativi, un modo diverso di raccontare quel disagio che muove gli artisti della Odd Future. Senza voler necessariamente spiegare quanto sia alta la mia considerazione del lavoro fatto dal collettivo di Los Angeles, credo sia evidente che sono forse tra gli artisti più capaci di raccontare un disagio orizzontale da cui sono (siamo?) stati schiacciati negli ultimi dieci anni, e a cui hanno cercato di oppore una resistenza che si è trasformata in una ribellione distruttiva. Distruttiva verso qualsiasi cosa, compreso il proprio corpo, ma non per questo priva di valore. Per quanto attraverso un'estetica totalmente diversa (e mi riferisco alla copertina di nostalgia,ULTRA), Frank sta raccontando lo stesso identico disagio. Quella BMW è la macchina che sognava da ragazzino e di cui appendeva i poster in camera, ed ha lo stesso valore simbolico sia che vogliamo considerarla un sogno consumistico inculcato a forza dai media sia che invece rappresenti l'aspirazione reale e naturale di un ragazzino cresciuto a New Orleans di avere una BMW arancione da esibire. Il vero problema è che prima (non so quando, è quel prima di si stava meglio prima) si realizzavano i propri sogni per essere felici, poi realizzare i propri sogni (aka realizzarsi e basta, lavorativamente, sentimentalmente e tutti gli altri -ente che volete) è diventato un pochino più difficile, e alla fine si è arrivati al punto di pensare ma realizzando questo sogno sarò davvero più felice? Sostanzialmente se ti impegni puoi farcela è diventato una roba tipo impegnati, coglione, perché l'unica cosa che puoi fare è seguire i tuoi sogni. Da questo limbo nasce tanto nostalgia,ULTRA quanto Doris. Almeno, questo è quello che penso io, poi magari si scopre invece che uno è un demente che aveva voglia di fare una cover degli Eagles e l'altro uno a cui non piace tagliarsi le unghie e quindi se le fa cadere dalle dita ingerendo droghe e liquido refrigerante.

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Dopo nostalgia,ULTRA la carriera di Frank subisce una svolta, mediaticamente e artisticamente. Il contratto con Def Jam resta valido, e l'etichetta si rende conto dei suoi errori (o quantomeno deve, a livello di immagine, cercare di porvi rimedio). Si cerca in tutti i modi di fare una ristampa del disco in una maniera più ufficiale di quella uscita gratis su Tumblr, un paio di singolo vengono mandati alle radio e messi in vendita su iTunes. lo stesso Frank si chiede perché cazzo qualcuno dovrebbe mai comprare la ristampa di un disco che poteva scaricarsi gratis 4 mesi prima. Ed effettivamente questa ristampa non si farà mai. Nel frattempo però collabora con Kanye West e Jay Z in quel gigantesco pacco che è stato Watch The Throne, canta la parte salvabile di "No Church In The Wild" e secondo me è abbastanza curioso che il video di questo pezzo mostri una rivolta (così come se la immaginano Kanye e Jay Z, chiusi nelle loro ville d'oro), mentre il ritornello proclama che cos'è Dio per chi non crede a nulla? Si esibisce in qualche concerto tra New York e Los Angeles, compare sulla copertina The Fader e partecipa al Coachella, durante l'estate del 2012. Organizza anche un tour con i Coldplay, (e lo cancella pure) Nel frattempo Channel Orange prendeva forma.

Sono i mesi in cui Earl è in disintossicazione alle Isole Samoa, quando fa ritorno a Los Angeles lavorano insieme a "Super Rich Kids" che oggi sta facendo scuola sui risvolti legali legati all'utilizzo di campioni e stems, una questione noiosa come una corsa di macchine, potete informarvi qui. Channel Orange esce il 10 luglio 2012, anticipato da "Pyramids," che viene postata da Frank sul suo Tumblr, alla Def Jam vanno nel panico e memori di quanto successo un anno prima anticipano l'uscita di una settimana, ma solo in digitale, perché la distribuzione delle copie fisiche non era ancora finita. Questo aneddoto è sufficiente per capire quanta voce in capitolo abbia avuto l'etichetta sulla direzione artistica del progetto. Il risultato è accolto molto favorevolmente da ogni parte, ma l'attenzione dei media è tutta incentrata sulla sua lettera:

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BasedGod aveva ragione. siamo un branco di bambini milionari. la mia speranza è che i bambini che nascono oggi possano ereditare qualche stronzata in meno di quelle che abbiamo fatto noi. comunque, quello che sto per postare è per chiunque abbia voglia di leggerlo. era stato pensato per riempire la sezione dei ringraziamenti sul mio album, ma con tutti i pettegolezzi che stanno girando.. ho immaginato che fosse una buona cosa chiarire..

Il resto potete leggerlo a questo link.

Channel Orange è un ritratto della società a tinte casuali, è come se non ci fosse una presa di posizione per la scarsa voglia di doversi confrontare con qualcun altro, più che altro è un affresco di desolante rassegnazione culturale e di sfogo nei confronti di una società a cui Frank recrimina qualcosa, anche se non sa esattamente cosa. La stessa "Pyramids," che potete ascoltare qua sopra (e godervela appieno ignorandone il significato, ben inteso) non è una critica a questo o quel costume, nemmeno una denuncia della condizione femminile, è soltanto una storia, raccontata con quel solito rancore per la mancanza di aspettative, di un futuro migliore, che dovremmo rincorrere e cercare in nome di cosa?

Dal 2012 a oggi Frank sostanzialmente non ha più mosso un dito (anche per via di Chris Brown, che sinceramente non ho mai capito cosa abbia in testa, lui e i suoi 35 milioni di fan.) Nel 2013 ha fatto un tour mondiale e di recente ha avuto una discussione con Chipotle, una catena di ristoranti messicani, sostanzialmente c'è un contenzioso perché la società sostiene di avere pagato a Frank un anticipo di 212,500 dollari, un anticipo dei 500mila totali previsti per la realizzazione di una canzone promozionale, che (ma va?) lui non ha alcuna intenzione di cantare. L'ha risolta in maniera equa, diciamo:

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Mi piacerebbe potervi raccontare qualcosa sul nuovo album, previsto (più dal cuore dei suoi fan che da qualche notizia realmente attendibile) per la prossima estate, ma la verità è che è tutto molto vago. Si vocifera di una collaborazione con Pharrell, come se oggigiorno potesse uscire un disco senza che spuntino Pharrell e il suo cappello (la speranza è comunque l'ultima a morire.)

Comunque, se eventualmente non foste d'accordo con qualcosa di quanto avete letto, vi lascio una foto di Everest, il suo cane. Potete spiegare tutto a lui.

Se anche tu vorresti una base intellettuale per il tuo essere un fanboy, contatta Mattia su Twitter — mattia__C