Björk ci spiega perché non bisogna aver paura della televisione

Da giovane temeva che fosse uno strumento per il controllo mentale, ma poi ci ha guardato dentro e ha scoperto che non era vero.
1.6.16

Negli anni Novanta un poeta islandese deve aver istillato nel cervello di Björk l'idea—nemmeno del tutto assurda—che all'interno della televisione fosse contenuto il germe di ogni male del mondo e che, attraverso migliaia di piccoli schermi accesi, il sistema prendesse possesso del nostro cervello e ce lo friggesse completamente. Questo portò Björk a prendersi male ogni volta che si avvicinava a un televisore, con tanto di tremendi dolori alla testa. Immagino quanto si possa pigliare male oggi, che passiamo non più solo qualche ora, ma la stragrande maggioranza del tempo a fissare piccoli schermi illuminati.

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Negli anni Novanta, però, bisognava sempre fare i conti con una certa dose di allarmismo, oltre che con una minore consapevolezza dei danni comportati dalla sovraesposizione ai mass media. Mossa probabilmente da un qualche intento pedagogico, Björk pensò di registrare questo video in cui, oltre a intavolare un discorso un po' strano sui programmi che passano per la televisione islandese nel periodo natalizio, scoperchia materialmente l'apparecchio togliendone la parte anteriore. Una volta aperta la televisione, passa a illustrare "la zona in cui si trova la città con le sue piccole casette" ed espone la sua teoria su come "gli ascensori di rame" permettono che migliaia di particelle si espandano sullo schermo.

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Nonostante la sua spiegazione sia abbastanza vaga, siamo grati a chiunque abbia scritto il manuale su cui si basano i ragionamenti di Björk, perché in qualche modo le ha permesso di far pace con la tecnologia e di trasformarsi, dalla timida ventiduenne spettinata che teme l'influenza dei media, all'artista che domina la realtà virtuale e gira video in 3D che conosciamo oggi.

"La televisione mi faceva molto paura, la testa mi faceva sempre male quando la guardavo," racconta Björk poco dopo aver dimostrato che in realtà quell'apparecchio non era un vero strumento di controllo mentale. La sua spiegazione termina con un consiglio avveduto: "Dopo aver letto questo manuale danese sulla televisione, ho smesso di averne paura, perché ho letto la verità. La verità scientifica è molto meglio. Non dovreste lasciarvi fregare dai poeti."

Guarda tutto il video qui sotto: