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Per Robert Hood la Techno viene da Dio

Ed anche una forza che può incitare alla rivolta.
16.4.15

Che lo vogliate chiamare Floorplan, Monobox o, più semplicemente, il meglio di Detroit, la reputazione di Robert "Noise" Hood lo precede: dal radicalismo di Underground Resistance nei primi anni Novanta a oggi, Hood è nel gotha degli artisti più rispettati nella musica elettronica tutta.

Questo mese il nsotro ha fatto una cosa che non aveva mai fato prima, il che ci ha sorpreso, dato che pensavamo le avesse davvero provate tutte: ha messo da parte la sua M-Plant per un'uscita su EPM che combinasse la personalità minimale e futuristica delle uscite firmate col suo nome e cognome con quella romantica che esibisce come Floorplan. "Mi pareva una cosa giusta da fare. Era da un po' che volevo fare una 'collaborazione' tra Robert Hood e Floorplan", ci spiega per telefono dalla sua casa nelle campagne dell'Alabama "ma non so se la rifarò in futuro".

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Hood ci svela che gli elementi gospel, discoe house nel suo nuovo EP erano ispirati direttamente da Lil Louis, il producer di Chicago dietro a classici della house come "French Kiss", nei tardi anni Ottanta e primi Novanta: "Ero innamorato dei suoi lavori, ricordo che lo ascoltavo e pensavo 'questo sì che è un artista'. Ero molto attirato dal modo in cui rendeva certe atmosfere disco e spirituali."

La spiritualità è una cosa particolarmente importante per Hood, anche se non si considera una eprsona religiosa: "La religione, i falsi profeti, accecano la gente dalla verità. Cerco di guardare al mondo con amore e grazia, quando capisci che è quella la chiave della salvezza, capisci anche che siamo tutti uniti in questo", dice.

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Foto di Marie Staggat

Chiedo a Hood che ruolo possano avere le sue credenze spirituali e le sue idee politiche radicali nell'America di oggi, una nazione in cui la polizia trucida quotidianamente a sangue freddo cittadini neri disarmati. Che posizione dovrebbe assumere la musica in una società così divisa?

"La musica è una forza universale di purificazione e risanamento" risponde dopo essersi fermato a pensare "ma può anche generare rivolte. È una forma espressiva talmente potente che può aiutarci a superare tempi duri come questi. Ricordo che ascoltavo una canzone di Pharoahe Monch intitolata 'Clap', che diceva che un giorno la gente, invece di applaudire, inizierà a sparare. Si è visto a Ferguson, dopo che il ministero di giustizia ha rivelato a tutti quanto le forze di polizia americane siano amministrate in maniera assolutamente razzista".

"Ci sono giovani neri che vengono ammazzati costantemente dal 2008, l'anno in cui è stato eletto Obama. C'è un livello di rabbia sempre crescente, e i gruppi che incitano all'odio sono cresciuti dell'ottocento percento. Ci sono college in cui questi gruppi girano cantando cori razzisti, e c'è rabbia su tutti i froni. Nessuno si fida più della polizia, hanno compeltamente perso il rispetto della gente. Il rispetto si guadagna, dobbiamo riguadagnarlo l'un l'altro.

Ma la risposta di Hood non è strettamente politica, quanto superumana: Gesù. "La bibbia dice 'il mio popolo è distrutto dall'ignoranza' ma non è tanto quello che non sappiamo quanto ciò che non riconosciamo a renderci ignoranti. La musica per me è una maniera di diffondere la buona novella, il vangelo. Hood sente che il suo ruolo di pioniere gli ha dato la responsabilità di educare le nuove generazioni "l'anima della techno si è completamente persa tra il 1997 e il 2007" dice. "Solo negli ultimi anni la techno ha ripreso a concentrarsi sulla sua essenza, liberandosi da tutto ciò che non era necessario. Ora la dcena è forte e in salute, erano anni che non la vedevo così, ma è importante non esserne troppo compiaciuti. Dobbiamo fare un attento controllo-qualità, io per primo lo voglio fare: il 'cibo' che servo deve essere buono e genuino perché i ragazzi crescano sani, per cui mi trovo a scegliere le tracce di un set molto attentamente, prima di decidere il menu".