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La band IL VOLO spiegata con gli aforismi di Fabio Volo

Nessuno meglio del Volo è in grado di spiegare il successo del Volo.

Devo essere onesta, ho scoperto dell'esistenza di questi tre giovani fustacchioni soltanto in seguito alla loro partecipazione a Sanremo, conclusasi con una vittoria. Il fatto che abbia vinto un trio sconosciuto in Italia ma Big a Little Italy mi lascia pure abbastanza indifferente, dato che non sono mai stata convinta che il vincitore di Sanremo sia una cartina tornasole della qualità del Festival, così come il Festival stesso non è una cartina tornasole della qualità della musica in Italia (più che altro lo è di quanto sia oramai assurdo e totale il distacco della parola festival dal significato di musica). Il concetto di rette parallele tra la musica di Sanremo e la musica italiana è spiegato molto bene in questo articolo di Valerio Mattioli, mentre non vorrei addentrarmi di nuovo nel secondo, più grave, parallelismo tra musica italiana e Musica Italiana. Immaginatevi un divario enorme tra ogni prodotto del pop italiano e quelli del pop internazionale, che va a sovrapporsi al divario tra ciò che va in Italia e ciò che va a Sanremo.

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Il Volo è al margine estremo di questo schema, e non riesco a capire perché ci si incazzi così tanto se hanno vinto, sono esattamente un prodotto da festival di Sanremo. Ok, anche la mia reazione è stata "fanculoooo l'Italia fa cagare! Doveva vincere Nek!" quando, in cuor mio, sapevo che lo stupore provocato all'italiano mummia dalla cassa dritta della dance/EDM di Nek era uno stupore pur sempre provocato da Nek... Il cavaliere della luce antiabortista che scrive canzoni del cazzo da quando ha calcato il palco di Sanremo. Possiamo riderci su, ma non stiamo parlando comunque di musica.

Quindi insomma io ora sono del partito "difendiamo il Volo", altrimenti detto LIPU. Ovviamente difendo questi tre bambocci solo all'interno del contesto sanremese, al di fuori del quale lascio volentieri che vengano bullizzati come si meritano, anche solo per come si atteggiano con quei frac e quei microfoni in mano. Tantopiù che non riesco a spiegarmi come le giovani sudamericane possano impazzire per tre sex symbol che sembrano i Goonies al Pavarotti & Friends.

Per amore di cronaca, dunque, ho deciso di documentarmi e di ascoltare tutto l'ascoltabile prodotto da questo trio di ragazzini destinati alla calvizie, che rappresenta il meglio della musica italiana, quella che vende le copie. E ho pensato: chi altro vende così tante copie e si chiama Il Volo? Con questa semplice equazione ho scoperto che il significato profondo dei loro pezzi potesse essere colto a pieno soltanto tramite le parole del loro omonimo. Ecco perché ho passato la mia mattinata ad accostare ogni brano del Volo a un aforisma del Volo. Buona lettura.

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GRANDE AMORE - “Ci sono bellissime storie d’amore nel fondo delle borse, tra i pacchetti di sigarette e le chiavi. Per questo a volte si fa fatica a trovarle, semplicemente perché tentano di nascondersi per poter rimanere lì.” Con questa terribile sentenza pronunciata dal Volo si riconosce che l’amore, se è piccolo, è più difficile da trovare, per cui si incentiva a cercare un Grande Amore, in modo che quando lo si mette in borsa alla prima manata si riesca ad acciuffarlo.

IL MONDO - “Ho letto da qualche parte che il vero motivo per cui si sono estinti i dinosauri è perché nessuno li accarezzava. Bisogna sperare che l’uomo non faccia lo stesso stupido errore con le donne”. Questa è la frase del Volo in merito a questo brano di Jimmy Fontana reinterpretata in chiave apocalittica, ricordando il momento in cui il Mondo non si è fermato, nemmeno in quella tragica occasione altrimenti detta glaciazione.

E PIÙ TI PENSO - “Non so perché ma quando pensavo a lei i miei pensieri non avevano mai il punto. Solo virgole. Erano una valanga di immagini e parole senza punteggiatura.” Con questa frase del Volo si intende il procedimento mentale altrimenti detto “stream of consciousness”, conosciuto anche come scrittura creativa, quello per cui i bambini che frequentano la scuola steineriana si sentono autorizzati a imbrattare i muri di casa e scrittori come Fabio Volo si sentono autorizzati a non autocensurarsi, in barba alla punteggiatura.

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O’ SOLE MIO - “Non sto perdendo i capelli, mi si sta allargando la testa”, frase simbolica pronunciata dal Volo in merito a questo pezzo, che parla di un Sole che sta in fronte aspettando solo il momento che tale fronte, grazie alla imminente ritirata dei bulbi piliferi della testa dei tre tenori, diventi una meravigliosa superficie riflettente.

UN AMORE COSì GRANDE - “Ogni volta che ho visto una donna che mi piaceva, ho sempre cercato di conoscerla, ma soprattutto di farci l’amore.” Un amore così grande, secondo il Volo, che trascende ogni conoscenza razionale.

EL RELOJ - “Spesso si vive come se fosse per sempre e ci si dimentica degli attimi”. Una splendida frase del Volo sull’ora legale, poi mutuata da quel ladrone di Nietzsche che ci ha pure lucrato su con un paio di libretti.

SMILE - “È stata quella volta che scherzando mi ha detto che ero un erotomane romantico. Non so esattamente cosa volesse dire. Ho immaginato di essere uno che compra una rosa, ma poi cerca di infilarla nel sedere.” Secondo il Volo, quando si parla di sorriso verticale, il senso dell’umorismo sia la chiave del successo.

PER TE - “Una volta mi sono presentato ad un compleanno senza regalo. Senza perdermi d’animo ho raccolto della semplice sabbia dal mare e l’ho regalata alla festeggiata. La cosa che conta è il pensiero.” Per non parlare di quella volta che il Volo ha preparato una torta di feci.

LA LUNA HIZO ESTO - “Che begli occhiali da sole che hai, Carlo”. “Oh grazie”. Non ho mai capito perché alcune persone ti ringraziano per un complimento fatto a qualcosa che possiedono. Mi verrebbe da dirgli: “Mica li hai disegnati tu, gli occhiali! Svegliaaaaaa!” La Luna hizo esto.

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È LA MIA VITA - "Mi sono seduto sul bordo della vita e con i piedi a penzoloni ho guardato l'infinito respirando il suo profumo." Sicuramente il profumo della vita e quello dei piedi sono molto simili.

NOTTE STELLATA - "Che freddo. Sono raffreddato. Del resto lo sapevo.
Si è fermata da me per la notte, e ho voluto dormire nudo, perché mettere la maglietta mi sembrava poco macho. Pensare che lo so che se non mi metto la magliettina poi prendo freddo. Ma a volte mi piace fare il figo, mi piace fingere di essere quello che non sono. Faccio il duro a torso nudo e la mattina dico: «Babba bia che freddo». Ma mi sa che questa è stata l'ultima volta." In una notte stellata la canottiera non va dimenticata.

PAINFULLY BEAUTIFUL - "La cosa più fastidiosa quando mandi un messaggio a una persona a cui tieni è che dal momento dell'invio parte il conto dei minuti. Rispondi, rispondi, rispondi. Non ha risposto. Magari ha il telefono spento. Che faccio chiamo, faccio uno squillo per vedere se è acceso? E se poi è acceso? Messaggio più chiamata: divento pesante. Chiamo con anonimo. Solo che se faccio uno squillo e poi metto giù capisce che sono io che controllo. Lo capisce? Sì, lo capisce. A volte i minuti non sono solo minuti, sono reincarnazioni di vite." La parte beautiful è che adesso c'è la doppia spunta di whatsapp.

THIS TIME - "Michela da troppo tempo indossava la mia curiosità." Sempre detto che quando presti una roba a Michela avoja a rivederla.

Ok, ora sapete come funziona il gioco e potete divertirvi anche voi ad accostare ad ogni canzone del Volo un aforisma del Volo. Questo divertimento non ha regole, lasciate volare la fantasia. L'unica cosa che dovete tenere sempre in mente è che questa è l'eccellenza italiana. Divertitevi!

Segui Virginia su Twitter: @virginia_W_