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Ho scoperto tutta la musica che amo grazie ai videogame, e non sono l'unico

Senza GTA, FIFA e i giochi di Tony Hawk e Dave Mirra, probabilmente la mia cultura musicale sarebbe inesistente.
7.3.16

Cammino lungo una strada ricoperta da uno strato di polvere centenario, aspettando che finalmente passi una macchina. Quando ne vedo una lontana all'orizzonte, mi metto immediatamente sul suo cammino. Come se fosse tutto programmato, la macchina—un pick-up mezzo distrutto—si ferma a uno stop. Mi dirigo verso il lato del conducente, gli punto la pistola addosso, spingo fuori gli occupanti della macchina e me ne vado sgommando. Mentre accelero verso il sole che lentamente tramonta su Blaine County, Radio X suona a tutto volume sullo stereo della macchina.

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Questo ovviamente non mi è successo nella vita reale: non ricordo di aver rubato mai una macchina. Sono qui seduto in mutande che mangio patatine e gioco a Grand Theft Auto. Ciononostante, i pezzi che compongono la colonna sonora del videogioco, che vanno dalle All Saints, a Jai Paul fino a Suicidal Tendencies e Bob Seger, mi riportano alla mente quegli attimi di ultraviolenza virtuale. Più tardi nella stessa giornata avrei affrontato un inseguimento con quasi tutte le forze dell'ordine di Los Santos mentre "Applause" di Lady Gaga mi accompagnava in sottofondo. Ma poi mi dico basta con questa vita sempre di corsa, salto su un taxi e mi faccio finalmente una sigaretta. Lì sento per la prima volta "El Sonidito", pezzo della Hechizeros Band, con tutti quei suonini di cui mi innamoro follemente.

Questi sono solo un paio degli assurdi scenari con cui queste canzoni sono entrate nella mia vita. Oggi ascolto quotidianamente un sacco di quei musicisti, roba che non credo avrei mai considerato se non avesse fatto da colonna sonora ai miei videogiochi preferiti. Non credo ci sia modo migliore di far amicizia con un pezzo.

Non sono l'unico ad aver scoperto musica nuova grazie ai videogame. Un sacco di giocatori come me si sono innamorati di una canzone grazie al gioco in cui stava. E questo fa parte di una corrente di mercato che spinge prodotti musicali grazie a questa strana combinazione tra realtà, internet e radio che è il mondo dei videogiochi. Pensate a quanto sia servito, per rilanciare roba di un po' di tempo fa o più attuale, passarla su una delle radio di Grand Theft Auto.

Da dove è iniziato il rapporto tra industria musicale e videogame? Sicuramente i nomi grossi come Grand Theft Auto, FIFA ed NBA hanno inaugurato l'epoca d'oro delle colonne sonore, ma la roba buona era già nei videogiochi almeno una decina di anni prima dell'invasione di massa. Moonwalker di Michael Jackson—un gioco in cui c'erano le versioni synth delle sue hit più famose, tipo "Beat It" e "Smooth Criminal"—è forse stato il primo videogioco in cui la colonna sonora fosse pop, nonostante il riadattamento 8-bit per la consolle Sega Genesis del 1989. Giochi come Wipeout 1097 (che aveva sia i Chemical Brothers che i Prodigy nella colonna sonora) o Quake (la cui musica era curata da Trent Reznor dei Nine Inch Nails) arrivarono sul mercato poco dopo, e con loro si cementò l'idea che tra videogame e musica pop ci fosse qualcosa in più di una relazione passeggera. Per me il culmine di questa relazione fu raggiunto nel 1999, con l'arrivo di Tony Hawk’s Pro Skater. Con quel gioco le mie orecchie iniziarono ad aprirsi a un universo tutto nuovo.

Ricordo che, finita la scuola, mi precipitavo a casa, tiravo lo zaino per terra e mi buttavo sulla Play per finire il secondo livello, quello della scuola. Ora non vorrei sminuire le caratteristiche del gioco di Tony Hawk: adoravo far tutti quei numeri comodamente seduto sul divano—diciamo però che la parte più divertente era la colonna sonora, senza dubbio. Dai Goldfinger ai Vandals, si aprì davanti a me tutta una scena punk che non avevo nemmeno idea esistesse.

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La storia continua e pure io passo dalla Playstation alla Playstation 2, ma l'eredità musicale del gioco di Tony Hawk rimane con me. Tony per me è stato un po' come il fratello maggiore che ti fa conoscere le sue band preferite: Bouncing Souls, Less Than Jake, ma poi anche roba più seria, come Frank Sinatra, Gang Starr e Public Enemy—mi ha aperto le orecchie a nuovi panorami musicali, mentre in Svezia ancora si stavano sognando Spotify. Non sono certo l'unico ad aver amato le colonne sonore di quel gioco: è un bagaglio culturale di importanza incommensurabile, una pietra miliare per molti della mia generazione, tanto che YouTube è infestata di playlist a tema, nonostante siano passati decenni dall'uscita del gioco. E queste colonne sonore non hanno contribuito soltanto a formare i gusti di una generazione, ma hanno cementato più di una scena e hanno fatto sì che un sacco di band vendessero un sacco di dischi.

Tim Riley, che lavorava per Activison ed è stato il responsabile di gran parte della musica che popolava i videogame di Tony Hawk, sostiene che i Fall Out Boy vendettero 70.000 copie del loro album in una sola settimana, dopo che una delle loro canzoni entrò a far parte della colonna sonora dell'edizione 2005 del gioco. "Superman" dei Goldfinger rimane il loro brano più famoso, anche perché per molti è il pezzo-simbolo di tutta la serie. Grazie alla sua colonna sonora, il gioco di Tony Hawk segnò l'amore di un'intera generazione per quel tipo di punk, e senza quel videogame parecchie band non avrebbero nemmeno visto la luce del sole.

Dall'arrivo della serie di Tony Hawk, nessun video game fece più a meno di una colonna sonora esplosiva. Oggi possiamo sentire un pezzo di Lorde dentro Assassin's Creed (o perlomeno nel suo trailer) come lo sentiamo alla radio. E non dimentichiamoci che per The Sims 3 artisti come Damian Marley, i Flaming Lips e Katy Perry hanno addirittura ri-registrato le proprie hit in lingua Sims. Ma non sono solo questi grandi nomi ad aver catturato l'attenzione dei gamer. Pensiamo ad un gioco "underground" come Life Is Strange: un'avventura in terza persona, uscita lo scorso anno, che parla di argomenti scomodi come spaccio e abuso di sostanze. I suoi sviluppatori hanno curato nel dettaglio la colonna sonora di questo gioco, in modo che il carico emotivo del gameplay fosse decisamente amplificato.

[ATTENZIONE: SPOILER] Nel quarto episodio il giocatore si trova davanti ad una scelta: può decidere se alleviare le pene di uno dei protagonisti concedendogli l'eutanasia oppure continuare a giocare senza far nulla. Chiaramente stiamo parlando di una realtà virtuale, ma il pezzo che parte in quel momento—"Mountains" di Message To Bears—contribuisce a rendere più viva e reale l'angoscia di quella decisione. Il tutto è così denso che molti giocatori ammettono di aver pianto a dirotto mentre affrontavano quella scena. Alcuni hanno scritto a Message To Bears per comunicargli quanto fossero rimasti sotto con il suo pezzo. Lui mi racconta che, grazie al gioco, ha trovato un sacco di nuovi fan e la traccia in questione è stata ascoltata più di un miliardo di volte su YouTube.

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Che si tratti di un giretto sulla freeway di Los Santos o di quel terribile istante in cui devi decidere se iniettare una dose letale di morfina nel protagonista del gioco, la correlazione emotiva tra alcune scene dei videogame e la loro colonna sonora è un grosso motore di vendite. Dan Croll è un musicista elettronico i cui pezzi sono apparsi sia in FIFA 14 che in GTA V. Una delle sue tracce sta anche in una playlist di Justin Bieber, ma è stato il passaggio nelle radio di Grand Theft Auto a portargli un'infornata di fan—molto più che l'endorsement di Bieber. "Grazie alla spinta di GTA V, sono stato catapultato fuori dall'underground," mi dice. "Giocatori di ogni angolo del mondo mi scrivevano per raccontarmi di quanto adorassero la mia traccia."

Non mi sorprende che oggi i videogame siano considerati un'importante vetrina per i musicisti. Zach Horowitz, ex CEO di Universal Music, aveva rivelato che l'inclusione nella colonna sonora di Guitar Hero aumentava le vendite, in media, del 200-300%. Il boss di Activision Bobby Cotick ci aveva tenuto a precisare come gli Aerosmith avessero guadagnato più da Guitar Hero che da qualsiasi loro album. È come una reissue in vinile, ma virtuale. Lo scorso novembre, le vendite digitali del tema di Inon Zur per Fallout 4 avevano superato le 17.000. Potrebbe sembrarvi un numero ridicolo in confronto alle vendite delle popstar, ma è un numero spaventoso se consideriamo che è legato unicamente ai giocatori che hanno cercato il tema e hanno deciso di acquistarlo.

Una volta compreso che questi blockbuster del gaming hanno il potere di far conoscere un pezzo molto più di una playlist di Justin Bieber, ci è chiaro il motivo per cui lo Universal Music Group ha deciso di investire nella Nuday Games, una società svedese di sviluppo videogiochi per smartphone. Il primo gioco uscito da questa casa di produzione era stato un quiz chiamato Rock Science: The Rock Game of the Century. Le domande mettevano alla prova la conoscenza del giocatore del panorama rock e di band come Motörhead e Korn.

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Molti sono scettici riguardo al coinvolgimento delle major nell'industria del gaming. Alcuni sviluppatori inseriscono una determinata traccia nei propri giochi per rimpolpare la qualità artistica del proprio prodotto, altri invece approfittano di un pezzo famoso per far promozione—motivo per cui Jason Derulo aveva il compito di presentare Just Dance 3 all'international gaming conference dello scorso anno. Quando le cose sono fatte per bene, però, i videogame sono fondamentali per formare il gusto di chi li gioca, che è il motivo per cui ci sono puristi dell'hardcore che non mollerebbero la propria consolle per niente al mondo.

Dal canto mio, ho scoperto alcune delle mie band preferite grazie a giochi come quello di Tony Hawk, GTA o Dave Mirra Freestyle BMX. Ascoltare All Hallows EP degli AFI mi riporta subito alla mente i momenti passati a giocare a Tony Hawk’s Pro Skater 3, alla prima volta che ho fatto il 100% al livello della fonderia. Nell'ultimo mese, dopo la tragica morte di Dave Mirra, mi sono ritrovato ad ascoltarmi in loop le playlist di YouTube legate al suo gioco—in particolare “What I Got” dei Sublime. Appena ho sentito la notizia mi è comparsa una voragine in petto, una voragine direttamente collegata alla mia infanzia. A tutto il tempo dedicato a fare numeri con la BMX nel gioco di Dave Mirra, quel gioco che mi aveva fatto scoprire band del calibro di Pennywise, Sublime e Deftones, tra le altre.

L'influenza che quelle colonne sonore hanno avuto non si limita al mondo del gaming. In un certo senso quei videogiochi hanno forgiato il gusto musicale di una generazione, e spianato la strada per l'arrivo di altre sonorità ed altre band. Dal grime all'hip-hop, non si conta il numero di musicisti che nei propri brani citano Music 2000 della Playstation come ponte tra gaming e produzione musicale. Band come The Reign of Kindo e BadBadNotGood hanno suonato cover delle loro tracce da videogame preferite. Per non parlare dei tour che portano nei teatri le versioni orchestrali delle colonne sonore di alcuni videogame, come quello dei Pokemon.

In pratica, la relazione tra musica e videogame è così vivida che a parlarne divento quasi sdolcinato. I videogiochi hanno portato la musica nella mia vita: senza di loro la mia cultura musicale probabilmente sarebbe inesistente e nella mia libreria sarebbe rimasta solo quella traccia di David Bryne che ti davano in omaggio con la tua copia di Windows 98. E, come sanno tutti quelli che giocano al PC, non sarebbe stato piacevole rimanere fermi lì.

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