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The C2C Experience By Absolut

Un modo di vivere il festival molto particolare, tra gelatine blu, hamburger e, be', James Holden
13.11.13

Come tutti sapete lo scorso fine settimana lungo c'era il C2C Alfa Romeo MiTo a Torino, che è il più importante festival italiano della musica elettronica e su Noisey la musica elettronica ci piace un sacco e l'altra cosa che ci piace un sacco è quando i nostri amici di Absolut ci mettono del loro non solo per sponsorizzare la festa e dissetare gli assetati a bordocampo ma anche per portarci fisicamente all'evento. Siamo stati invitati al loro party in movimento e non ci sarebbe stato modo migliore di cominciare.

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Insieme agli altri fortunati scelti in seno alle redazioni tra i migliori giornalisti e più fedeli appassionati di vodka ci siamo ritrovati nel piazzale di Porta Genova giovedì sul far della sera, e siamo partiti alla volta di Torino avvisati che quello non era un semplice trasporto, ma una vera e propria "trasformazione", una festa che ti prepara mentalmente al fare festa come un addio al celibato prepara al banchetto di nozze, un evento che prelude a un evento—una roba alla Sabato del Villaggio. Ciao colleghi che il giorno dopo lavoravate by quelli rimasti al C2C.

Mentre la selecta musicale spinge la nostra nave sulle onde del ritmo fino alla capitale del Regno sabaudo, veniamo riforniti di adesivi motivazionali come "The Future is Yours to Create" e appena superato lo scoglio del casello autostradale andiamo alla deriva per un'uscita del Varesotto dove ci areniamo tra villette a schiera e fabbriche dimesse per il primo dei parecchi brindisi della serata. Il cordiale ci viene proposto in una location che preannuncia gli spazi industriali entro cui si muoverà il festival, perché tutto il nord Italia è paese e soprattutto è paese operaio. Le sapienti mani di un bel barista con caschetto da operaio mescono un cocktail a me nuovo, colore blu curaçao e raffinato retrogusto Pepsi, mentre un altrettanto bel tecnico delle luci illumina di fuochi d'artificio ad hoc il magazzino.

Ma le sorprese sono solo all'inizio, e la cura che Absolut ha per la nostra pancia e le nostre orecchie è senza pari: devono essere assai consapevoli che non si può apprezzare l'arte se lo stomaco brontola. Perciò, appena mettiamo il cofano a Torino il nostro pullman si riempie di sacchetti old-skool della Burgheria, che è il corrispettivo made in Italy del McDonald's e della sua carne genuina—nel senso che il McDonald's sta al vitellone pura razza piemontese della Burgheria come una cinesata sta a una borsa di Prada.

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Come nelle migliori gite fuori porta nei film, delle signorine bionde e belle si assicurano che abbiamo a sufficienza hamburger e patatine e MoleCola (che è la Coca Cola che fanno a Torino perché si sa che i piemontesi credono nella monarchia e di poter fare anche tutto il resto a modo loro—ciao nonna) per essere grassi e felici, e noi grassi e felici non chiediamo di meglio per digerire che lo shottino di vodka blu molecolare che ci viene servito proprio fuori dal Teatro Carignano, cioè proprio a cinquanta metri da dove il nostro pullman-trasformatore ci ha scaricato. Satolli, iniziamo a sperimentare vari metodi per convincere la gelatina alcolica ad abbandonare il suo bicchierino e lasciarsi trangugiare.

Appagate le necessità primarie, in virtù del nostro pass siamo ammessi nel teatro Carignano al cospetto di James Holden e del suo batterista. Il live è una bomba psichedelica e un po' sonnambula, come se i Silver Apples si sedessero sul vostro lettino per cantarvi la ninnanna: anche volendo dormire, e così rimpinzati la tentazione poteva anche esserci, eravamo trascinati dal pifferaio Holden nel suo mondo, che forse era un mondo di sogni migliori di quelli che avremmo potuto sognare noi durante la digestione. Pubblico in visibilio, poi succede una cosa molto carina che quando deve riuscire per i bis a Jamesino il timido si inceppa qualche meccanismo della sua macchina e mentre ci smanetta questa emette un costante e cadenzato bum, bum, bum. Il pubblico adorante ed empatico inizia ad applaudire in contro tempo, ci si mette il batterista a fare un po' di accompagnamento, il pubblico si lancia nel virtuosismo, ed è subito performance collettiva. Jamesino collega i fili giusti e si riparte.

Dopo aver mangiato e chiesto il bis era chiaramente il momento del dessert: trasportati sul nostro torpedone vagamente rifritto per le lunghe fughe delle vie torinesi approdiamo a ConoGelato, un'istituzione della nuova gastronomia locale che propone gelato soft con latte di vera bufala piemontese. E questo, sia chiaro, era il preludio alla vera serata, quella alle OGR. Dove siamo stati ancora una volta accompagnati, riempiti di sorrisi e di incoraggiamenti, riforniti di free drink come di soldini per le caramelle alla domenica e invitati a presentarci per essere ritrasportati a Milano in tarda notte, se necessitavamo di essere in ufficio il giorno dopo. Non ho mai avuto un fidanzato che mi ha mai trattato così bene.

Siamo entrati, ci siamo goduti Dinos Chapman e soprattutto i Factory Floor che hanno spaccato il Factory Floor, abbiamo bevuto Absolut. Non c'era tantissima gente perché era giovedì e la serata era solo su invito ma se vedeste il girato della troupe di VICE/Noisey che era lì presente vedreste tutti quelli con il badge di Absolut come erano felici. Non lo vedrete perché ho fatto eliminare quegli spezzoni. Fossero tutti così gli advertorial che mi danno da fare….

Segui Elena su Twitter — @GabbaGabbaHeil