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Che musica ascoltano le persone che mi matchano su Tinder?

Il rock 'n' roll classico va per la maggiore, ma anche David Guetta, i Linkin' Park, la tekno con la k e Vasco Rossi. Ora che lo so posso pure cancellarmi.

di Sonia Garcia
06 maggio 2016, 8:02am

Non ho mai davvero considerato Tinder un reale strumento di socializzazione e ne è responsabile il profondo senso di disgusto un po' senile che fiorisce in me e colonizza ogni parte del mio cervello, ogni volta che viene nominato. Tutte (ma tutte) le volte in cui mi ritrovavo a riflettere seriamente su come e quanto sarebbe potuta cambiare la mia vita, per ironia e metaironia naturalmente, cioè per ridere della situazione stessa, ecco che il Disgusto si stagliava nitido e puro e dava un senso alla mia confusione. L'idea di affidarmi a un circuito statistico-matematico di selezione di volti a cui mi era consentito reagire con un cuore o con una croce, è rimasta la proiezione di un qualcosa associabile al prossimo, mai alla sottoscritta. Più volte mi sono interrogata su come si possa costituire una coppia con qualcuno e avere calata sulla coscienza come un'ascia giustiziatrice la consapevolezza che: tutto questo è stato possibile grazie a Tinder.

Ho deciso di aspettare il momento più propizio della mia vita, cioè quello in cui godo della compagnia di un fidanzato, per scrollarmi di dosso senilità, ego, e tutte quelle sovrastrutture arroganti che avevano caratterizzato la mia in fondo mediocre vita da persona single. Ok mediocre mai, ma sicuramente era costellata da complessi inutili riguardanti tante cose tra cui appunto, l'umanità che popola Tinder. In fondo se i miei amici intelligenti e dai gusti comunque molto condivisibili ne hanno fatto uso, qualsiasi fosse la reale motivazione, una componente inoffensiva ci deve pur essere. Magari anche divertente. Magari Tinder non è la macchina dello squallore che credevo che fosse. Magari lo squallore è sì il leitmotiv di tutto questo annoso procedimento, ma con un po' di coraggio e determinazione può comunque passare in secondo piano. Se quindi l'elemento Disgusto se ne va, cosa rimane? Potrei mai condividere con qualcuno che mi matcha su Tinder la bellezza di questo podcast di Nkisi e Lexxi per Rinse FM?

Tinder + musica suona interessante. Chissà quali sono gli standard musicali di chi si affida alla garanzia di Tinder per conoscere i potenziali partner. Incurante del precedente tentativo ad opera dei nostri colleghi inglesi con Tastebuds, il "Tinder basato sui gusti musicali," mi sono attrezzata per ottenere il massimo con il minimo sforzo, aka usare Tinder e basta.

Con questa solenne bio, gentilmente suggerita dall'esperto Mattia Costioli, ho dato inizio alla mia missione. Tra le impostazioni ho messo ok sia a maschi che a femmine (21-35) perché sono per la fluidità etc, e perché ero sinceramente curiosa di vedere con quante fanciulle avrei avuto modo di interagire. Mentre già fantasticavo su queste situazioni, ho anche deciso di comunicare en passant la cosa al mio ragazzo, e la sua risposta mi ha prosciugato il buonumore: "Ahahah, ora lo faccio anch'io." Grazie, Marco.

Dopo aver rapidamente intuito che senza mettere cuori per primi le probabilità di interagire sono davvero basse, inizio a rastrellare di like TUTTI i faccioni che mi si presentano davanti. Sì, tutti. Tempo pochi minuti e finalmente, la gente si fa viva. Molte di queste persone, le più scaltre, hanno avuto il buon gusto di presentarsi elencando già i loro gusti. Scelta che ho apprezzato, se non altro per l'onestà intellettuale.

Alcuni sono pure stati soft-porno.

Tra i primi messaggi vagamente umani ad arrivarmi c'è quello di tale Luca, che mi chiede come mai conosco Sonido Tropico, da cui deduco che da Tinder è possibile visualizzare i like su Facebook. Piacevolmente sbigottita da una simile domanda, mi affretto a rispondere.

Naturalmente non ho mai più ricevuto sue notizie.

Mentre continuo a swipare, decido di desistere definitivamente dallo studiare—ero in biblioteca. Il ritmo con cui vengo bombardata di messaggi a partire da una riga di bio obiettivamente da persona svantaggiata, che ci tiene a sottolineare che "giudica in base ai gusti musicali," mi lascia sbigottita. I gusti in sé si iniziano anche a standardizzare, e in media posso dire di imbattermi in fan medi del ROCK e di elettronica alla David Guetta. Alessandro ci aggiunge pure il jazz e la fusion.

Federico mi stupisce sul finale nominando i divini Panic! At The Disco, poi aggiunge qualche nome di gruppi black metal satanisti (Gorgoroth) e mi tocca quindi bypassare.

Poi arriva Ferdinando.

Incuriosita dai Jesus, che non sentivo nominare da svariati anni, gli chiedo cosa abbia ascoltato oggi per ultimo. Mi risponde che "'The Cigarette Duet' di Princess Chelsea mi ronza nella testa da un paio di giorni. Forse un po' troppo indie pop, però ha una bella melodia." "Non mi piace molto l'indie pop." "È quel genere leggero che ci sta ogni tanto, troppo zucchero poi fa male." :(

Riprendo a swipare, spedendo gli screen qua sopra ad alcuni miei amici, uno pure al mio ragazzo. Sono lì che me la rido nel silenzio della biblioteca, quando ecco che viene pronunciata la parola magica.

TEKNO. Non ho potuto esimermi dal chiedergli se la k fosse voluta, e la risposta è stata sì. "Ma mi piace anche la techno. Ohm Killer, Mechanika, Teknomotive, tutte le crew underground della zona." Mi ha pure invitato a uno squat party sabato. Punto per lui.

Picchietto i piedi a ritmo della tekno e mi imbatto in Josef, un uomo che in due battute ha saputo farmi passare da stato di divertimento generico a furia assassina.

Chi cazzo sei, Josef? Che ne sai tu dell'anno e mezzo passato a prendere lezioni di tedesco, qui a Milano? Che schifo. In presa alla collera più cieca, mi rimetto a studiare. Dopo venti minuti sono ovviamente di nuovo col telefono in mano che interagisco con Gustavo.

Sul momento leggere "synthwave" mi ha spiazzata. "Chissà come è arrivato ad associare la synthwave con i fattoni, o con gli hipster," mi chiedevo, e intanto swipavo come una pazza. Risultato: mi sono dimenticata di rispondergli. Il giorno dopo, mi ha riscritto tutto impettito: "Non mi hai cagato, quindi vuol dire che sei stronza, ma la mia ragazza dice che ti conosce e che ti legge sempre. E che sei brava." Niente, mi ha fatto ridere.

L'accollo più grande, però, è stato Simone.

Mi specifica che ama i "Foo Fighters, The Who, Beatles, Bob Dylan, Neil Young, ma anche Chemical Brothers, Fatboy Slim. Conosci?" Aggiunge di essere anche lui selettivo musicalmente, e la cosa tutto sommato mi rassicura. Gli spiego che a me piace "elettronica di vario tipo, quasi sempre sperimentale." Purtroppo però non posso rivelargli che sto conducendo un'indagine sociologica, e che non sono davvero intenzionata a uscire con lui. E per inciso, la sua insistenza è uno dei motivi per cui ho deciso di sbrigarmi a portarla a termine, questa indagine.

Nulla di ciò che mi ero prefigurata—goliardia che ha la meglio sul disgusto, percentuale di persone umane conosciute superiore al 2%, spensieratezza, TIPE che mi contattano—ha avuto luogo. Mi hanno scritto solo maschi, uno più allupato dell'altro. Sono possibilmente ancora più annientata di prima, e in più ho anche buttato nel cesso ore in cui avrei potuto studiare o comunque guardare Game Of Thrones con il mio ragazzo che intanto se la ride fantasticando di farselo pure lui, Tinder. Che mostro ho appena creato? Decido che la finisco qui. Patriarcato 1 - Sonia 0.

Segui Sonia su Twitter, su Tinder no perché si è appena cancellata.

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