Da tempo, gli eSport hanno ottenuto un riconoscimento ufficiale in Italia, anche grazie a iniziative come GEC (Giochi elettronici competitivi), settore dell’ASI—l’ente di promozione sportiva legittimata dal CONI—che si occupa di disciplinare e organizzare le sportive elettroniche.
Da oggi, invece, la Sampdoria è ufficialmente la prima società calcistica italiana a tesserare un videogiocatore, provando a seguire, almeno in parte, l’esempio dello Schalke 04 che ha recentemente acquistato un intero team di League of Legends e intende espandersi ulteriormente. Mattia Guarracino, noto con il nickname Lonewolf92, è sei volte campione nazionale di Fifa e rappresenterà la squadra alla prossima Fifa Interactive World Cup, prestigioso torneo internazionale della disciplina.
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“Il West Ham è diventato il primo club del Regno Unito a mettere sotto contratto i videogiochi,” ha dichiarato il presidente Ferrero all’Ansa, come riportato dai principali siti sportivi. “La stessa cosa è già accaduta in Germania col Wolfsburg che ha messo sotto contratto due giocatori e lo Schalke04 che ha preso un intero team. Io ho deciso di mettere sotto contratto Mattia, che è il più grande giocatore di videogiochi d’Italia e voglio far diventare la Samp il primo club italiano a imboccare la strada dei videogiochi dei professionisti, che sarà il futuro del calcio”
Anche l’atleta ha avuto modo di esprimersi sullo stato degli eSport e i progetti futuri, dichiarando all’ANSA: “In Italia il movimento non è ancora partito, ma insieme con il presidente Ferrero stiamo cercando di farlo decollare.” Ferrero, infatti, si è detto interessato all’organizzazione di un torneo nazionale, per cui la Sampdoria avrebbe iniziato a muoversi d’anticipo.
Non possiamo che accogliere con favore la notizia, dal momento che come ci aveva già spiegato Michele Bertocchi, in Italia uno dei problemi più sentiti nell’ambito è la mancanza di organizazzione, “Ad oggi tutti i tornei organizzati sono “slegati” tra loro […] se imbroglio e vengo squalificato nel torneo A posso partecipare il giorno successivo ad un torneo B senza che mi vengano applicate sanzioni di alcun tipo. Diciamo che è stata un’operazione dovuta e volontariamente non legata a realtà commerciali ma istituzionali, per mettere al primo posto i player e non i brand.” Per questo senza dubbio un’iniziativa del genere non potrà fare altro che aiutare a dare corpo alla disciplina.
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da VICE
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