Non è ben chiaro cosa sia più irritante, i ragazzini straight edge o quelli che li prendono in giro (anche se a volte escono con delle robe abbastanza divertenti). Ad ogni modo a eclissare entrambi ci sta pensando il trend crescente dei ragazzini straight edge che si avvicinano alla trentina, abbandonano l’edge, e trasformano le loro vite in veri spettacoli di dissolutezza. È come lo springbreak a Cancun, ma invece di avere ragazzine diciannovenni che urlano e vomitano sostanze fosforescenti, sono omaccioni sudati con tatuaggi XXX sui polpacci che trincano Irish car bombs e ti urlano a un centimetro di distanza dalla faccia di “chiamare il tuo tipo” alla chiusura dei bar.
Ho fatto due chiacchiere con un gentiluomo che era edge a 14 anni ma che di recente ha risposto alla chiamata dell’alcol e ha abbandonato l’edge (ora ha 25 anni). Per gli ultimi quattro mesi, ha vissuto a dieta di pizza, caramelle, e liquori (i tipi che lasciano l’edge odiano la birra). Nel corso dell’intervista durata 45 minuti, ha finito una intera bottiglia di vino di merda e si è agitato sempre di più.
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Vice: Cosa ne pensi della gente che abbandona lo straight edge in età avanzata?
F: Non so se sia un trend, di certo la roba accade in cicli e le scene si adattano alle cose in modi diversi. È così che funziona la cultura, opera ciclicamente. Non credo sia più rilevante nella musica. Alcune persone rimangono edge anche a trenta, quarant’anni e lo rispetto, ma che te ne fai? Non puoi entrare nella scena punk o skate a vent’anni. Devi esserci dentro quando sei giovane abbastanza da capirla e viverla completamente e trarne vantaggio. Se la tua identità si basa ancora su qualcosa che ti piaceva da adolescente o a vent’anni, hai sprecato vent’anni della tua vita. Io sono proprio lì ora, ho difficoltà a crescere. In pratica sono lo stesso ragazzo che ero a 14 o 15 anni. Mi rendo conto che essere coinvolto in una determinata scena non mi soddisferà come persona. Avere un’identità che è interamente basata su qualcosa che marginalizza è controproducente. Quando hai 30 o 40 anni, per cosa sei arrabbiato? Non puoi avere ancora l’atteggiamento “fanculo al mondo.”
Quindi, eri un completo rompipalle con i fumatori e i bevitori prima di abbandonare l’edge?
Ho passato una fase in cui ero abbastanza stronzo. Dicevo un sacco di merdate. È solo un altro modo di dire “fanculo” a qualcuno. È una scusa per tirare il primo pugno. Quando sei alla ricerca di un’identità, ovviamente questa si sviluppa in relazione a ciò che ti circonda. Un paio dei miei amici era straight edge ma quando andavo alle superiori la gente veniva a scuola il lunedì mattina vantandosi di quanto si fossero ridotti a schifo nel weekend. Avevano la testa vuota, tipici fusti da cheerleader. Io sentivo quanto erano ritardati e pensavo, fanculo. Quando sei un outsider sei naturalmente antagonistico verso le cose e quando vedi qualcuno perpetrare uno stereotipo vuoi fare qualcosa per opporti. In pratica, l’hardcore è per i maschi bianchi di periferia quello che il gangster rap è per i ragazzini delle case popolari, per esempio. È un veicolo per l’identità.
Come hai rotto con l’edge?
Ho preso una manciata di Xanax. Ero da solo, ne ho preso una manciata e non l’avevo mai preso prima per scopi ricreativi. Sono stato stupido, avevo appena parlato al telefono con mio padre che è una delle persone più spiacevoli al mondo. Poi il buio per tre ore.
Non sembra molto divertente. Cosa è successo la prima notte che hai bevuto?
Una volta ho preso da solo una bottiglia di vodka. Non sapevo regolarmi così ne ho bevuto una metà. L’ho mixata con la Redbull e me la sono scolata perché volevo sbronzarmi. Poi ho incontrato degli amici e ho cominciato ad avere le vertigini. Stavamo andando in un bar e pensavo che avrei vomitato addosso ai miei amici. Quella sera ho sprecato 40 dollari per offrire da bere a delle ragazze stupide, al tempo mi sembrava una buona idea. Non avevo neanche i soldi per farlo, per una settimana non ho mangiato un pasto decente. Ricordo che sono andato al bagno e gattonavo per terra. Stavo proprio male. Però non ho vomitato.
Bleah.
Sì, quella sera ci ho anche provato con la collega di un mio amico. Ci ho provato quattro volte, ogni volta dimenticavo che era fidanzata. Il ragazzo era pure lui al bar. Ogni volta che mi avvicinavo lei mi indicava il ragazzo e io facevo “Ohhhhh.” Al tempo pensavo potesse essere una soluzione tappabuchi e che farlo mi avrebbe fatto sentire meglio. Il giorno dopo mi sono sentito un vero idiota. Volevo tagliarmi ogni parte del corpo. Volevo lavarmi con l’acido.
Qual è il tuo drink preferito?
Non mi interessa, qualunque cosa che mi faccia ubriacare. Odio la birra. Quella proprio non la riesco a bere. Il gin mi piace un sacco. Una volta ero fatto di gin e mi sono messo solo contro otto ragazzi. Mi avevano chiamato una checca emo.
Be’, pare che a volte gli ex-straight edger abbiano dei problemi di autocontrollo.
All’inizio sì, avevo difficoltà a controllarmi. Perché apri un abisso di indulgenza. Ora mi rendo conto che l’esaltazione che provavo per essermi allontanato dall’edge non c’è più. Questo stile di vita è una merda. Ti svegli alle quattro del pomeriggio e ti senti una merda. Ti senti così male che non puoi skateare, hai un sacco di roba da fare per l’università, hai delle responsabilità. I miei primi tre anni di università andavo bene, avevo il GPA di 3.5, poi è crollato. La visione romantica del bere che avevo non c’è più.
Quindi per te è una sensazione abbastanza nuova, no? Il senso di colpa post-sbronza?
Sì, è orribile. La gente dice che quando sei ubriaco sei la persona che vuoi essere. Se quello sono il vero io, mi faccio schifo. Ma non ho mai pensato di essere un idiota. Ho sempre avuto degli standard alti, anche se magari non si direbbe. Quando dici qualcosa alla gente apposta per cominciare una rissa. Quando sono ubriaco praticamente mi metto in gioco per qualunque cosa. Non scelgo le mie battaglie, le combatto tutte.
Allora perché cominciare a bere?
Era bello poter uscire e essere più rilassato, e essere carino con la gente che è carina con me. Sono diventato più interessato alle conversazioni, invece che sentirmi subito seccato. Ora mi rendo conto che è OK se la gente vuole drogarsi solo perché è divertente, ma so che non risolve niente. Il vuoto che cerchi di riempire è ancora lì, non hai curato niente. Anzi è peggio. Ho ancora sentimenti contrastanti a riguardo.
La tua personalità ubriaca com’è?
Lascia che ti parli delle mie quattro personalità da ubriaco. C’è il lato filosofico, il lato sarcastico, il lato voglio-incontrare-la-donna-della-mia-vita e quindi parlo con tutte le ragazze nel bar, e poi l’ultimo, quando mi rendo conto di essere l’ingrediente attivo del repellente femminile e divento maniaco-depressivo. Non voglio sembrare un hippie—anche perché odio gli hippie—ma credo che il mio problema sia il fatto che soccombo a una combinazione di romanticismo senza speranza e pateticità. Il giorno dopo mi sveglio e voglio solo spegnermi per un po’.
Come va con le donne? Ti piace la magica autostima che solo l’alcol sa dare?
Non aiuta. Ma vuoi veramente incontrare una ragazza in un bar e sentirti uno schifo il giorno dopo? Sono anche mega ossessivo-compulsivo e anche ipocondriaco. La cosa del bere è che ti svegli con quella senzazione di sporco. Prima avevo fantasticato sul rompere con l’edge. Ma quando ho smesso, ho smesso pesantemente, prendevo un sacco di pillole. Avevo questa fantasia delle droghe pesanti come Johnny Thunders, eroina, cocaina, rock and roll, cazzo.
Dimmi della tua ragazza ideale.
OK, OK, OK, [sempre più ubriaco] dunque, la mia ragazza ideale. Ho tipo, sei caratteristiche. A.) Mi piace un sacco la tipa molto femminile. Con la gonna. Non sono abituato a quello. Non voglio dire la ragazza femminile perché magari è offensivo, ma una ragazza cui piace vestirsi bene e in modo femminile. Mi piace un sacco il tipo Audrey Hepburn. Mi piacciono le ragazze di classe. Anche quelle assertive. Devono avere un buon senso dell’umorismo. Il peggio è quando fai una battuta e la gente ti guarda come se non l’hanno capita perché sono idioti. Mi piace l’arguzia e i giochi di parole. Come se vai da qualcuno e dici, “È un braciere conoscerti” e loro non capiscono perché pensano tu abbia detto “piacere.” ESILARANTE.
Sicuro amico. Quindi cos’altro ti piace?
Mi piacciono le ragazze che, tipo, hai un pezzo del puzzle, giusto? E combaciano perfettamente. Tutte le tue mancanze—lei le compensa. Odio citare i Blink 182, ma in quella canzone “Josie” fa, “…and I see her pretty face, it takes me away to a better place,” è quello che voglio. Ah, e una faccia carina! Spesso quando i ragazzi parlano di una bella ragazza parlano del suo corpo. Quei ragazzi mi fanno schifo. La bellezza è nel viso. Non vorrei essere fuori luogo. Sono abbastanza ubriaco. Sono sempre stato un tipo da viso. Accadono così tante cose nella vita e nel mondo. Un’altra cosa che mi piace, non voglio dire che sono il cocco di mamma, ma sono stato cresciuto da mia mamma. Sono un femminista. Sono sensibile, OK mi fa sembrare un frutto, ma con le ragazze mi relaziono molto meglio che i miei amici maschi…[se ne va trascinandosi tutto ubriaco]
KRISTINA MAHLER


