Gli spermicidi non sono certo tra i contraccettivi più amati. Il problema di usarli, infatti, è che oltre agli spermatozoi tendono a danneggiare anche tutte le altre cellule che si trovano nelle vicinanze, provocando spesso gravi irritazioni alle mucose.
In questo caso ci viene in aiuto un vecchio amico dell’industria metallurgica: il metallo di transizione vanadio—per gli amici V, numero atomico 23. Di colore bluastro, lucente, il vanadio attacca la parte mobile della coda degli spermatozoi impedendo loro di muoversi. Conseguenza: gli spermatozoi perdono la motilità e non possono fecondare l’ovulo, mentre le altre cellule restano salve.
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Il vanadio, con le sue diverse strutture cristalline. Immagine: Alchemist-hp, CC BY-SA 2.0 de
Il vanadio è presente in ricchi giacimenti della crosta terrestre continentale, in diverse specie di ascidiacei e in un particolare tipo di fungo. Persino noi umani abbiamo una quantità di vanadio nel corpo, che corrisponde a 0,3 mg per chilo che ci aiuta con le sue straordinarie proprietà metaboliche. E c’è dell’altro, il prezzo del vanadio sul mercato globale delle materie prime da cinque anni a questa parte è piuttosto basso.
Ma come spesso accade quando si parla di sesso, c’è una controindicazione. Se assunto in quantità eccessive, il vanadio colora la lingua di verde—senza contare il sapore metallico che ti lascia in bocca. Inoltre, questo metallo fa così bene il suo lavoro nel metabolizzare il glucosio che potrebbe avere dei risvolti non da poco sull’indice glicemico—non proprio l’ideale per un incontro erotico spensierato e piacevole. Forse è meglio continuare con il Vasalgel.
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