Le desolanti reazioni al caso Fausto Brizzi

L'abbiamo già detto che i media italiani hanno un problema con le notizie sulle molestie sessuali?

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13 novembre 2017, 3:48pm

Screenshot via

Ieri è andato in onda un servizio delle Iene di Giarrusso in cui dieci donne dello spettacolo hanno accusato in forma anonima—eccetto la modella Alessandra Giulia Bassi e la ex miss Italia Clarissa Marchese—il regista Fausto Brizzi di condotte sessuali inappropriate lungo il continuum che va dalle molestie sessuali allo stupro.

Dalle testimonianze delle attrici e modelle intervistate, sembra emergere un pattern piuttosto circostanziato e coerente: le donne descrivono il loft-studio lussuoso dove venivano invitate—ufficialmente per un provino—e proseguono raccontando del momento in cui Brizzi si sarebbe improvvisato un esperto massaggiatore o avrebbe chiesto loro di recitare delle scene, a sorpresa, d’amore. Di solito dopo essersi spogliato completamente, riferiscono le attrici e modelle, mentre queste erano girate.

Ecco solo alcune delle dichiarazioni delle donne intervistate da Giarrusso:

"Abbiamo iniziato a improvvisare delle scene, mano a mano che le scene andavano avanti il contatto fisico diventava sempre maggiore."

“Lui ha cominciato a baciarmi, dal tenero è passato a più intenso, quasi aggressivo."

“Si è masturbato, fino a raggiungere l’orgasmo guardandomi negli occhi. Ha eiaculato sul divano accanto a me."

“Mi ha spogliata tutta, mi ha buttata con violenza sopra il letto [...] ha preso il suo pisello, me lo voleva infilare dentro, cioè mi voleva proprio allargare le gambe con la forza."

“Era ingestibile, nel senso che io cercavo di spostarlo con la spalla dato che era dietro di me, e niente…."

Ognuna delle donne in questione ha reagito in modo diverso: qualcuna ha riferito di essere riuscita ad andarsene, qualcun’altra di essere rimasta lì, atterrita e immobile. Una delle testimoni racconta anche di una penetrazione non consensuale, quindi di uno stupro, e tutte alla fine vengono chiamate a rispondere alla solita domanda ritrita: “E allora perché non l’ha denunciato subito?” “Mi sono sentita stupida,” racconta l’ultima attrice. “Me la sono cercata, una ragazza normale se ne sarebbe fregata di tutto questo. Quindi è colpa mia.”

Ecco, questo succedeva nel servizio di ieri delle Iene, il cui stile d'inchiesta non è esente da critiche, ma del resto se nessun altro nell'ambito dei media mainstream se ne occupa, non è che possiamo lamentarci di chi invece lo fa.

Venendo agli altri: è curioso notare che a occuparsi delle voci che correvano sul regista (i cui legali avevano allora respinto ogni accusa in una nota) non siano stati i grandi quotidiani italiani, neanche con l'ondata di interesse dell’ultimo mese per questi temi. E penso sia importante insistere su questo punto perché l’impressione è che certi temi siano ancora inguainati in una patina di “scandalo” da tabloid da due lire.

Non è una vera notizia: è costume, è gossip. A tal proposito mi torna in mente la frase di un mio amico giornalista molto più grande di me che a cena, poco tempo fa, mi ha rimbeccato dopo una mia leggerezza: “Irene, stai attenta però,” mi ha detto, “il femminismo e tutto ciò che gli orbita attorno non è costume. È politica”.

Oggi, comunque, è un altro giorno. È il giorno in cui tutti i giornali hanno riportato la notizia del servizio delle Iene, in cui le radio hanno ascoltato gli amici di Brizzi e si stanno impegnando per ottenere dichiarazioni a destra e a manca. Insomma, il giorno in cui molti hanno voluto dire la loro. Ho provato a raccogliere un po’ di rassegna stampa e dichiarazioni, più o meno autorevoli, giusto per capire a che punto siamo.

Il Corriere, per esempio, sembra concentrarsi non tanto sull’accusa di molestie, quanto sul dimagrimento dell’attore.

Citando letteralmente dall’articolo:

Il capitolo più doloroso è quello privato. La moglie Claudia Zanella lo avrebbe lasciato. [...] Gli amici del regista però gli stanno vicino e starebbero cercando di convincere la moglie a fare un passo indietro, a tornare sulla sua decisione, a farsi forza per dargli forza. Brizzi nel frattempo non riuscirebbe a darsi pace, dorme poco e mangia ancora meno, sarebbe dimagrito sensibilmente (c’è chi parla addirittura di 10 chili).”

Riformulando: il capitolo più doloroso di tutta la faccenda non è quello in cui dieci donne sarebbero state molestate o violentate, ma è quello che riguarda la disperazione, il sonno e l’inappetenza dell’accusato.

Per giunta la notizia di molestie e stupro per il Corriere sembra non essere abbastanza accattivante così com’è, quindi ecco a corredo il commento di Nancy Brilli. Per intenderci, Brilli definisce Brizzi un gentiluomo perché con lei è sempre stato irreprensibile.

Intanto è intervenuto anche Neri Parenti. Repubblica riporta lo spezzone dell’intervista in cui il regista non si raccapezza di come mai queste donne abbiano voluto accusare il suo amico in forma anonima. Non si pone il dubbio che delle accuse così circostanziate e coerenti tra di loro possano essere fondate. Per lui lo scenario in cui una donna accusa un uomo di violenze perché è quello che è successo va oltre il suo orizzonte degli eventi. “Parlare a volto coperto non porta notorietà e non è neanche utile per far carriera. Sinceramente non capisco perché lo facciano,” ha infatti dichiarato stupito.

Nella stessa intervista, Neri Parenti ci tiene a ricordare una cosa a queste dieci attrici:

Se non fosse abbastanza, che succede? Succede Il Foglio.

Lo so, è un po' sparare sulla croce rossa, ma per la redazione del Foglio è molto importante che certe cose escano fuori perché se no non si giustifica il sudore sulla fronte di chi ha prodotto questo articolo e il connesso video che tutti ricorderete e che ora, grazie alla terrificante, isterica e moralista "caccia alle streghe" può essere riproposto a tweet alterni:

Quando esce una notizia del genere e uno dei due quotidiani più letti del paese decide di occuparsi del dolore di colui che avrebbe molestato e stuprato svariate donne, e l'altro di attaccare alla notizia un commento di quel tono dell'amico famoso dell'accusato, emerge con molta chiarezza la situazione del giornalismo italiano di vecchia generazione.

Esiste infatti un circolo vizioso per cui finché certi argomenti rimarranno relegati alla sfera del costume, gli unici a occuparsene saranno i giornali e i programmi scandalistici. Non intendo minimamente sminuire il lavoro svolto da Giarrusso, al contrario, sminuisco la negligenza di quelli che avrebbero il compito di legittimare—grazie alla loro autorevolezza—temi fondamentali investendo tempo e risorse per smascherare abusi sessuali e di potere.

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