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Il M5S è in piena sindrome di Stoccolma nei confronti di Salvini

Dopo i centrifugati e le piadine di Luigi Di Maio, ora arriva il giubbotto della polizia penitenziaria del ministro della giustizia Alfonso Bonafede.

di Leonardo Bianchi
15 gennaio 2019, 3:58pm

Foto via Facebook.

Una delle frasi più ricorrenti degli esponenti di questo governo è “lavoriamo benissimo insieme,” anche se ogni settimana i giornali riferiscono di screzi e crisi e le divergenze su diversi punti—tipo grandi opere, autonomie, reddito di cittadinanza—sono più che note.

L’obiettivo è fornire una sensazione di armonia post-trattamento di Marie Kondo, perché se le cose vanno male è sempre e comunque colpa degli altri—la Casta, l’Europa, le bugie dei giornali o Claudio Baglioni. Dietro questa facciata, tuttavia, ci sono le elezioni europee che incombono e un divario nei sondaggi che si fa sempre più ampio: secondo le ultime rilevazioni, la Lega ormai veleggia oltre il 32 percento, e il M5S tra il 25 e il 26.

E questo risulta ancora più lampante a livello comunicativo, dove il Movimento sta soffrendo la predominanza di Matteo Salvini e del suo “social-megafono” Luca Morisi. Solo che, per correre ai ripari, il M5S ha pensato bene di rincorrere il Capitano e copiare tutte le sue tecniche da influencer dell’Eurospin.

D’accordo: nel corso della scorsa legislatura—per far vedere di Essere Del Popolo—Di Maio e Di Battista (giusto per fare due esempi) venivano ritratti spesso a mangiare o servire pizze. Tutt’altro conto, però, è postare su Instagram a tutto spiano centrifugati, cellulari rotti, piadine, formaggi, “megababbà a forma di Vesuvio” e fotomontaggi con il cast di Vacanze di Natale ’83.

Se sul lato gastronomico il M5S è coperto, sul versante cosplaying delle forze dell’ordine—altro grandissimo cavallo di battaglia di Salvini—è decisamente più carente. Ci aveva provato qualche tempo fa il deputato Angelo Tofalo indossando una mimetica dell’esercito e imbracciando un fucile, ma evidentemente non era abbastanza.

Così ora è arrivata questa foto di Alfonso Bonafede con un giubbotto della polizia penitenziaria:

C’è da dire che la foto non fa parte della comunicazione ufficiale del ministro: è stata infatti postata originariamente dalla pagina non ufficiale Polizia Penitenziaria, per poi essere diffusa da Giuseppe Civati e molti altri.

Stando a quanto riporta Giornalettismo, starebbe circolando nelle chat degli agenti della penitenziaria, mentre dall’ufficio stampa del Ministero della Giustizia fanno sapere che “non c’è niente di male” nell’indossare quel capo. Lo stesso Bonafede aveva detto a Otto e mezzo di non aver alcun problema con la passione di Salvini per le divise, e che anzi “io spesso metto la spilla della polizia penitenziaria.”

L’intento, spille o giubbotti, è lo stesso: mostrare vicinanza alle forze dell’ordine, apparire tutti d’un pezzo, veicolare l’immagine di Legge&Ordine. Tuttavia, più che ad una strategia di comunicazione, i Cinque Stelle sembrano essere affetti da una forma acuta di sindrome di Stoccolma.

Questa rincorsa un po’ mi ricorda gli errori fatti dal Partito Democratico nella fase crepuscolare di Renzi, quando si era buttato sull'emulazione del linguaggio grillino sui social. Sappiamo tutti che non è andata benissimo.

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