La storia dello sviluppatore siriano ucciso dal regime di Assad

Era una delle figure di spicco nel movimento per la cultura libera e come sviluppatore era anche attivo nella comunità di Mozilla per lo sviluppo di Firefox.
02 agosto 2017, 2:51pm
Foto: Flickr/Joit

Bassel Khartabil è morto. La moglie Noura Ghazi Safadi e la famiglia hanno confermato nella giornata di ieri una notizia che fino a questi giorni era stato impossibile verificare: Khartabil è stato giustiziato dalle autorità siriane nell'autunno del 2015, dopo esser stato arrestato nel marzo del 2012 nel giorno del primo anniversario delle proteste in Siria. Non si avevano più sue notizie da due anni, quando Khartabil era stato spostato dalla prigione civile di Adra in un luogo segreto, dove con ogni probabilità è stato giustiziato.

Khartabil era un hacker e sviluppatore open source siriano-palestinese. Come leader di Creative Commons in Siria era una delle figure di spicco nel movimento per la cultura libera e come sviluppatore era anche attivo nella comunità di Mozilla per lo sviluppo di Firefox.

Nel suo Paese di origine era conosciuto anche per essere stato il fondatore dell' hackerspace Aiki Lab di Damasco. Dal 2011, quando erano scoppiate le rivolte contro il regime di Assad, le sue testimonianze sulla censura di Internet da parte di Assad ne avevano fatto una voce internazionalmente riconosciuta. In una nota in memoria di Khartabil, la Electronic Frontier Foundation (EFF), con cui Khartabil collaborava, ha scritto che "sembra che la sua importanza come voce siriana indipendente, un'importanza derivante dalla sue connessioni con la comunità globale di Internet, fosse alla base della sua detenzione".

Nel 2013, in un articolo per il Wall Street Journal, Lawrence Lessig, il fondatore di Creative Commons, aveva scritto che Bassel Khartabil non era "un partigiano allineato con una della fazioni siriane contro un'altra. Il governo siriano teme ogni potenziale minaccia contro il controllo totale che definisce il moderno stato siriano. Per questa ragione il suo governo vuole abbattere l'Internet libera e il movimento per la cultura libera in un modo possibile solo a un regime totalitario".

Negli ultimi cinque anni erano state numerose le campagne internazionali per la liberazione di Khartabil, comprese iniziative del Parlamento europeo, dello United Nations Working Group on Arbitrary Detention e di Amnesty International, oltre a quelle, instancabili, del network FreeBassel. Global Voices, scrivendo della morte di Bassel, ha ricordato i dati di Human Rights Watch sul numero di persone scomparse in Siria dall'inizio delle proteste contro Assad: 65mila. Secondo Amnesty, invece, nel 2016 erano ancora oltre 17mila i siriani detenuti dal governo. Commentando la morte di Bassel, la Ong per i diritti umani ha parlato di "uccisione extragiudiziale".

Lo scorso aprile, in occasione del Creative Commons Global Summit in Toronto, CC aveva ricordato Khartabil con il completamento del progetto #NewPalmira, iniziato proprio da Bassel nel 2005, portando a conclusione la riproduzione, stampata in 3D, del Tetrapilo di Palmira, distrutto da Isis nel 2015. La conferma della morte di Bassel ha scosso le diverse comunità online in cui Khartabel era coinvolto. "L'unica consolazione", ha scritto la Eff, "è che Bassel, prima e dopo la sua detenzione, ha ispirato così tante persone a unirsi alle cause in cui credeva così tanto".