Food by VICE

Come nutrire 900000 raver sudati alla Street Parade di Zurigo

Eh sì, perché tra colpi di sole, balli, e talvolta droghe, tutti quei 900000 raver hanno pur bisogno di nutrirsi, a un certo punto.

di Katinka Oppeck
23 agosto 2018, 6:00am

Da ormai 26 anni, ogni anno, circa 900.000 amanti della techno ballano per un'intera giornata di agosto lungo le sponde del lago di Zurigo, in Svizzera. Ma non ballano e basta, bensì bevono, sudano e sfoggiano gli outfit più pazzeschi sempre a ritmo di musica. Certo, c'è chi si droga un po' e chi si prende una "bella" insolazione, ma tutti, in comune, hanno una cosa: bisogno di mangiare. Fortunatamente, a pensarci, c'è Jessica Fall. Jessica è la responsabile di tutti i chioschi e le bancarelle di street food della Street Parade dal 2015. Come facilmente immaginabile, ne ha viste di ogni.

Il giorno della Street Parade Jessica inizia a lavorare alle 4:45 del mattino e stacca solo 20 ore dopo, quando le ultimissime persone rimaste per strada iniziano a trascinarsi verso i club e le discoteche della città per continuare la festa.

Jessica Fall è responsabile del reparto street food della Street Parede dal 2015. Foto via zVg

Il lavoro di Jessica - sebbene così di primo acchito possa sembrare necessario solo un giorno - inizia mesi e mesi prima. Per nutrire così tanti raver deve negoziare e trattare con gli operatori degli stand svizzeri ed esteri, arrivando poi a passare un giorno lunghissimo, spesso caldo e sicuramente stressante, che si ripercuote in tutta la sua fatica anche sui suoi collaboratori e i proprietari degli stand.

Abbiamo deciso di scambiare quattro chiacchiere con lei per capire meglio con quale tipo di situazione è costretta a venire a termini dal 2015.

Seccature

"Ci sono un sacco di operatori che vengono qui alla Parade da anni e sanno già come funzioae. Alcuni di questi, però, sembrano amare particolarmente il darmi sui nervi. Visto che ho sempre una lista lunghissima di cose da depennare prima della parata, preferisco mi pongano domande via e-mail o per telefono.

Però poi c'è questo specifico operatore che sbuca all'improvviso nei nostri uffici senza aver nemmeno preso appuntamento, rovinandomi di conseguenza la giornata. Lui paga la tariffa per il suo stand in banconote - e per quanto ne so, forse cerca un po' sempre di fregarci perché arriva a pagare sempre a pelo. Cerca sempre di rinegoziare la grandezza dei suoi stand e, nonostante si presenti alla Street Parade da 10 anni, è come se non avesse esattamente capito che alcune cose non cambieranno solo per lui."

Foto via zVg

Sessismo

"Ci sono sempre delle persone - uomini - che non si raccapezzano sulla mia posizione lavorativa. Mi dicono, 'sei troppo bella per un lavoro simile,' o anche che dovrei 'essere una delle ballerine sul palco.' Non so, forse li vedono come dei complimenti ma, ogni volta che sento una frase simile, la conversazione vira verso il disagio."

Foto via zVg

La vendita delle bevande (alcoliche e non)

"La Street Parade è finanziata grazie agli sponsor, compresi quelli legati alle bibite e agli alcolici. Noi ci dobbiamo assicurare di essere gli unici a poter vendere bevande (con eccezioni sulla nostra area VIP). Quindi io devo andare dai singoli operatori degli stand e dire loro che non possono vendere nulla da bere. 'Nemmeno acqua, birra?' è la prima reazione. Sì, niente acqua, niente birra, amici. Sono due liquidi che possono essere venduti, quindi contano come bevande.

Una reazione, una volta, si è rivelata particolarmente "senza vergogna alcuna." Una persona, dopo che io avevo esplicitato il divieto, mi ha inviato una mail scrivendomi che lei, molto semplicemente, avrebbe venduto le sue birre da un carrello della spesa trascinato lungo tutta la Parade anziché allo stand. Mi aveva anche ringraziata per averle dato la dritta sul divieto.

Un altro, invece, aveva direttamente ignorato l'avvertimento e aveva deciso di fare casualmente scorta di 200 birre. Dopo l'ispezione aveva provato a dirci fossero per uso personale, ma nessuno può bere così tante birre e mandare avanti un business."

Foto via zVg

Truffatori

"Per ogni street food festival o manifestazione, hai delle quote e delle tasse da pagare. Ed è un procedimento normalissimo se lavori in questo settore. Nonostante ciò, c'è sempre chi pensa di riuscire a fregarti. Una volta una persona ha contraffatto un voucher per il pagamento del chiosco, che ammontava a 2000 franchi; lui però ne aveva pagati solo 35, falsificando poi la foto della ricevuta inviatami con Photoshop. Ho dovuto segnalarlo alla polizia.

Quello che mi fa ancora rabbia è che questo individuo si era presentato alla nostra porta abbastanza tardi e grazie a un colpo di fortuna: un altro operatore aveva disdetto la sua partecipazione poco prima. Io ero riuscita a garantirgli un buon posto e a un buon prezzo e, di rimando, lui mi ha ripagata con una truffa. Simili situazioni ti lasciano addosso un senso di sfiducia verso il prossimo immane, sebbene il 90% degli altri operatori sia onesto e rispettoso."

Foto via zVg

Igiene

"Non tutti condividono gli stessi punti di vista sull'igiene alimentare. È qualcosa che (ri)scopro anno dopo anno. Sono ancora basita dal ricordo di un operatore che, non si sa per quale motivo, pensava fosse una buona idea lasciare il pesce appeso alla luce diretta del sole."

Le cose si possono fare anche diversamente

"Anche da situazioni così stressanti può uscire qualcosa di buono. Qualche anno fa un gestore era un po' infastidito dal fatto che non potesse sistemare dei tavolini da bar davanti al suo chioschetto. Sarebbero risultati fuori dalla sua area prestabilita e non potevamo farci niente. Non è una regola che abbiamo stabilito per far arrabbiare gli operatori, bensì fa parte di una serie di misure di sicurezza stabilite dalla Città di Zurigo.

Finita la Street Parade, però, il gestore arrabbiato si è presentato ai nostri uffici per scusarsi del suo comportamento. Per farsi perdonare ci ha persino portato una torta che lui stesso aveva cucinato, con tanto di logo della Street Parade in cima. Si era comportato da imbecille, vero, ma un gesto così inaspettato mi ha davvero lasciata con una bella sensazione in corpo."

Segui MUNCHIES su Facebook e Instagram

Vuoi restare sempre aggiornato sulle cose più belle pubblicate da MUNCHIES e gli altri canali di VICE? Iscriviti alla nostra newsletter settimanale.

Quest'articolo è originariamente apparso su Munchies DE.

Tagged:
Munchies
Food
rave
techno
música
sessismo
droghe
alcol
svizzera
igiene
zurigo