attivismo

Un giorno con i frati lombardi che protestano contro la 'tangenziale della discordia'

La strada passerebbe troppo vicino al convento, e i padri carmelitani scalzi sono sul piede di guerra. Intanto però l'amministrazione leghista non demorde, e i primi lavori potrebbero iniziare a fine 2016.
20.6.16
Foto di Silvia Malnati

Le colline coltivate a vite di Adro potrebbero ricordare un angolo di Toscana — eppure questo spicchio di Franciacorta, in cui si produce uno degli spumanti più pregiati d'Italia, si trova in provincia di Brescia. Ed è proprio in queste terre che dovrebbe transitare la tangenziale 'Torbiato di Adro - Nigoline di Corte Franca'.

Da quando il progetto dell'arteria è stato inserito nel Piano di Governo del Territorio (PGT) del 2012 dall'Amministrazione dell'allora sindaco Oscar Lancini (Lega Nord) - che alcuni media hanno ribattezzato "sindaco sceriffo" per le sue posizioni estreme contro i migranti -, le proteste contro l'infrastruttura non si sono fatte attendere.

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E tra i contrari, oltre a comitati e associazioni, ci sono anche i frati Carmelitani Scalzi che dal 1912 vivono nel convento accanto al Santuario della Madonna della Neve di Adro, all'interno di un'oasi verde che verrebbe pesantemente colpita dai lavori di costruzione della strada.

"Non è nostro costume prendere posizione in politica. Ma quando abbiamo saputo che il progetto di costruzione della tangenziale di Adro avrebbe distrutto il paesaggio della Franciacorta, non potevamo non agire in protezione del nostro territorio, un bene comune da tutelare," spiega a VICE News padre Giuseppe Furioni, priore del convento accanto al Santuario.

Furioni, sguardo timido azzurro e mani giunte, è uno dei frati Carmelitani Scalzi che attendono l'approvazione definitiva del progetto della tangenziale per avviare il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale.

Se l'arteria venisse costruita, circa un'ettaro di vigneti verrebbe raso al suolo — con una perdita stimata di 8400 bottiglie all'anno per un valore del terreno agricolo a vigneto che varia dai 210mila euro ai 420mila euro circa.

Anche i terreni agricoli che circondano il Santuario finirebbero distrutti dalla strada, la quale correrebbe a 143 metri dalla chiesa e dal convento Madonna della Neve, vicini al polo scolastico dei frati.

Padre Enrico Furioni. [Foto Silvia Malnati/VICE News]

I frati e la tangenziale

"Tutto è iniziato nel 2012, quando l'Amministrazione di Lancini ha inserito nel PGT il progetto della tangenziale," prosegue padre Giuseppe. "Per il Comune di Adro la costruzione della bretella è l'unico intervento possibile per risolvere un problema di viabilità."

Secondo l'attuale sindaco Paolo Rosa (Lega Nord) e lo stesso Lancini (ora vicesindaco), infatti, nel centro di Adro e Torbiato (ndr, una frazione di 800 abitanti circa), passerebbero troppi veicoli pesanti, pericolosi per la sicurezza del paese.

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Realizzare la tangenziale permetterebbe inoltre di deviare parte del traffico che si crea nella zona del Santuario agli orari di inizio e fine scuola, quando circa duemila studenti escono dal polo scolastico comunale e da quello dei religiosi. Ma gli undici frati che abitano il convento sono molto dubbiosi sulla reale necessità di un'infrastruttura di questo genere.

Stando ai religiosi, la percezione del problema degli "ingorghi di auto e di camion" sarebbe infatti sovradimensionata e ingiustificata.

Primo,"perché Adro è un piccolo paese di 7mila abitanti: parlare di traffico intenso è già esagerato."

Secondo perché, contrariamente a quanto richiesto dalla Provincia nel Parere di Compatibilità con il PTCP Provinciale del 2012, l'Amministrazione non ha ancora commissionato uno studio dei flussi di traffico che provi la reale necessità di costruire la tangenziale.

"A nostro parere esistono comunque altri modi di risolvere l'eventuale problema della viabilità, dai limiti di velocità al divieto di transito nel centro per i veicoli pesanti," sostiene il priore. "Noi non stiamo lottando per una questione privata. Lo facciamo per il senso e il valore della bellezza, per il fatto che il terreno che circonda il santuario costituisce un bene sacro in quanto fruibile da tutti. L'area intorno alla chiesa dev'essere un luogo di raccoglimento e di silenzio. La nostra non è una battaglia per difendere il nostro fazzoletto di terra, ma per evitare un intervento che toglierebbe decoro alla zona rovinando anche il territorio caratteristico della Franciacorta."

Ora et protesta

Dopo le parole, sono arrivati anche i fatti, a sostengo della tesi che quelle dei Carmelitani non siano solo polemiche sterili. Le prime azioni dei religiosi contro il progetto della giunta Lancini risalgono al 2013, anno in cui i frati sostennero la raccolta firme contro la tangenziale organizzata dal Comitato cittadino spontaneo 1519 (se ne totalizzarono circa 3mila) e firmarono un ricorso al TAR, sostenuto anche dallo stesso Comitato e con l'intervento ad adiuvandum della Provincia di Brescia.

Da qui transiterà la futura tangenziale. [Foto Silvia Malnati/VICE News]

Oggi i religiosi continuano a sensibilizzare sul tema la comunità che frequenta il Santuario dando risalto anche ad attività di protesta come quella di Idea Civica, che il 15 maggio ha segnalato il percorso dove sorgerebbe la tangenziale con più di trecento palloncini rossi distribuiti tra campi e vigneti (qui il video).

"Noi come frati lasciamo l'aspetto politico a chi amministra il territorio, che vogliamo venga custodito. Abbiamo incontrato l'Amministrazione, che rimane però ferma sulle sue posizioni."

Il fronte dei #NoTange

I religiosi non sono comunque i soli a ritenere il piano dell'amministrazione un azzardo dannoso, che trasformerebbe aree di grande valenza paesaggistica — come le definisce l'articolo 17 del Piano Paesistico Regionale.

Alla battaglia dei Carmelitani partecipano infatti anche la lista di opposizione Idea Civica di Adro, l'associazione Parco Agricolo della Franciacorta, Legambiente e il Consorzio Franciacorta Docg.

I membri della lista Idea Civica. [Foto di Silvia Malnati/VICE News]

A questi si aggiunge anche la Provincia che, sebbene non possa vietare la costruzione della strada perché di competenza comunale, già nel 2012 si è espressa con il Parere di Compatibilità "sconsigliando l'inserimento dell'infrastruttura nel PGT".

Tuttavia, di fronte alle numerose proteste e agli evidenti punti deboli del progetto, la giunta del sindaco Rosa rimane inamovibile: al momento la prospettiva di un accordo pare così lontana che giovedì 16 maggio anche Regione Lombardia ha deciso di convocare le parti in Commissione Territorio e Infrastrutture per capire meglio ciò che sta accadendo ad Adro.

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A far valere le sue ragioni di fronte al consigliere regionale Alessandro Sala e all'Amministrazione adrense nell'ufficio del Pirellone c'era anche padre Giuseppe.

L'amministrazione tiene duro

In occasione dell'audizione in Regione, Lancini ha fatto le veci del sindaco Rosa. "Nessuno ha più a cuore un territorio di chi lo governa," ha detto il vice. "Dietro al progetto non ci sono speculazioni, ma solo esigenze di viabilità e l'impatto sul territorio sarebbe minimo: quasi il 70% della bretella sarebbe un allargamento della sede stradale esistente." Secondo Lancini, Adro vanta uno dei PGT tra i più protettivi in Italia per il paesaggio e le aree agricole.

L'Amministrazione di Adro non vuole pertanto sentire ragioni: "Nel programma elettorale del 2014 era inserita la realizzazione della tangenziale. I cittadini hanno eletto il sindaco Paolo Rosa con il 57 per cento di voti. E le promesse vanno mantenute".

Il tracciato previsto per la tangenziale. [Foto di Silvia Malnati/VICE News]

Secondo Lancini, costruire la strada aiuterebbe a risolvere anche un problema legato alla rete fognaria, convogliando le fognature del complesso del Santuario, ora scollegate da quelle del paese, nel sistema di Torbiato.

Inoltre, il vicesindaco sostiene che per imporre il divieto di transito agli autocarri serva il consenso del Comune limitrofo che, nel caso di Nigoline manca. La tangenziale sarebbe quindi l'unica soluzione possibile.

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I dubbi sul progetto

Molti si chiedono se non sarebbe meglio investire gli 800mila euro previsti dall'Amministrazione per il progetto – in sede regionale giovedì Lancini ha però alzato la cifra inizialmente stimata, a 1 milione e mezzo di euro – in attività di valorizzazione del territorio, nella costruzione di piste ciclabili e nel potenziamento dei mezzi pubblici per agevolare il traffico nella zona del polo scolastico.

Secondo alcuni la cifra indicata nel PGT sarebbe comunque inferiore alle reali necessità: secondo Franco Gafforelli, referente scientifico dell'associazione Parco Agricolo della Franciacorta, si arriverebbe a toccare quota 3 milioni di euro per l'intero progetto.

Vista sui vigneti attorno al Santuario. [Foto di Enrico Capoferri]

"Il dislivello di 32 metri in alcuni tratti della strada rende necessaria la costruzioni di terrapieni che renderebbero l'arteria parzialmente sopraelevata (una "muraglia" da 5-7 metri) e con una pendenza calcolata del 6,8 per cento," dichiara Gafforelli.

Enrico Capoferri di Lista Civica aggiunge: "A questo punto sorge spontaneo chiedersi: come si può pensare che con una tale pendenza i camion si muovano agilmente senza creare ulteriori ingorghi?"

Cosa succederà adesso?

I primi lavori della tangenziale dovrebbero iniziare a fine 2016 per poi essere completati entro il 2018, come deciso nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche recentemente approvato dal Comune di Adro.

La prima rotonda "propedeutica alla tangenziale", compreso il raccordo verso il Santuario, potrà essere costruita grazie ai 200mila euro versati al Comune dall'azienda vinicola Contadi Castaldi srl in cambio della concessione all'allargamento delle sue cantine.

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Tuttavia, rimangono ancora dubbi su come l'Amministrazione possa recuperare le ulteriori risorse necessarie per sostenere la realizzazione dell'infrastruttura. Nel frattempo, la lista di opposizione Idea Civica di Adro si sta muovendo per organizzare un referendum comunale sulla tangenziale che vorrebbe indire a ottobre.

"Ad Adro manca ancora un regolamento per i referendum e la giunta continua a ritardare la sua stesura e approvazione per ostacolarci. Ma noi non molliamo," spiega a VICE News Giordano Colleoni, consigliere d'opposizione di Idea Civica.

Anche padre Giuseppe non demorde. "Finché non viene scagliato a terra il primo piccone e i lavori non iniziano, non possiamo fare altro che aspettare informando la comunità e vigilando sul territorio. Poi la sentenza del TAR stabilirà il da farsi."

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