Una guida molto semplice per capire come si vota alle elezioni

Come funziona la nuova legge elettorale? Dove devo mettere la croce? Come faccio a non sbagliare? Come? Come?

di Leonardo Bianchi; illustrazioni di Juta
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mar 2 2018, 5:00am

Un mare di confusione.

Buona notizia: la campagna elettorale sta per finire, e dopo più di un mese di lunga agonia domenica potrai andare a votare. Cattiva notizia: la legge elettorale, il cosiddetto Rosatellum-bis, è un casino. Per provare a fare un po’ di chiarezza, abbiamo compilato una guida.

COSA C’È DI DIVERSO DALLE ALTRE VOLTE?

C’è che si vota con il Rosatellum-bis, appunto, una legge frutto di estenuanti compromessi e trattative tra i partiti. Il sistema è misto: un terzo dei seggi è assegnato su base maggioritaria (vince cioè il candidato che ottiene più voti), e il rimanente su base proporzionale (a ciascuna lista o coalizione sono dati i seggi in proporzione ai voti ottenuti).

La soglia di sbarramento per i singoli partiti è fissata al 3 percento su base nazionale, ma per le coalizioni sale al 10 percento. Se un partito supera l’1 percento e fa parte della coalizione, quei voti andranno alla coalizione—anche nel caso in cui non dovesse superare il 3 percento.


Guarda Luis analizzare gli schieramenti con una pizza:


COSA MI DEVO PORTARE AL SEGGIO?

Se non vi chiamate Piero Pelù, la matita non dovete assolutamente portarvela da casa . E non provate nemmeno a fregarvi quella del seggio o a fotografare la scheda. Davvero. Per votare—dalle 7 alle 23 di domenica 4 marzo—bastano un documento d’identità e la tessera elettorale (se non trovate quest’ultima, o se non c’è più spazio per mettere il timbro del voto, dovete chiedere un duplicato all’ufficio elettorale del vostro comune di residenza. Gli uffici sono aperti dalle 9 alle 18 nei due giorni precedenti al voto, e anche il giorno delle elezioni).

COME SARANNO LE SCHEDE ELETTORALI?

Una rosa per la Camera dei Deputati e una gialla per il Senato (chi ha meno di 25 anni vota solo per la Camera).

POSSO BARRARE SOLO IL NOME DEL CANDIDATO ALL’UNINOMINALE?

Sì, e il voto andrà a quel candidato nel collegio in cui si presenta. C’è però da tenere in conto che, se si opta per questa soluzione, il voto al singolo candidato sarà anche distribuito “tra le liste che [lo] appoggiano in proporzione alle preferenze ricevute dalle liste stesse.”

Il meccanismo è parecchio complicato, come spiega Il Post: “Se una delle liste che formano la coalizione ha ricevuto il 30 per cento dei voti, riceverà anche il 30 per cento dei voti di chi non ha votato esplicitamente per nessuna lista di quella coalizione ma solo per il candidato uninominale relativo.”

POSSO BARRARE SIA IL NOME DEL CANDIDATO CHE IL SIMBOLO DI UN PARTITO?

Sì, a patto che il partito sostenga il candidato uninominale—in pratica, il simbolo nella scheda dev’essere fisicamente sotto il nome del candidato. In questo modo, sia il candidato che la lista barrata riceveranno un voto. Altrimenti, vale il calcolo di distribuizione che ho menzionato sopra.

E SE BARRO SOLO IL SIMBOLO?

Non c’è nessun problema. In questo caso il vostro voto andrà automaticamente al candidato uninominale. I leader dei partiti, per i motivi spiegati prima, stanno infatti invitando a barrare solo il simbolo (qualcuno ha detto Berlusconi?)

POSSO BARRARE UN NOME NEL LISTINO PROPORZIONALE DI FIANCO AL SIMBOLO DI UN PARTITO?

No, non sono previste le preferenze: se lo fate invalidate la scheda. I listini con i nomi servono solo a titolo informativo.

POSSO FARE VOTO DISGIUNTO?

Per voto disgiunto si intende mettere una croce su un candidato e un’altra su un partito che non sostiene quel candidato. Esempio: voto il nome di un candidato del Partito Democratico e il simbolo della Lega. Ecco, non si può fare; anche in questo caso si invalida la scheda.

PERCHÉ IL PRESIDENTE DEL SEGGIO VUOLE LA MIA SCHEDA?

Perché non saremo più noi a inserirla nell'urna. Si tratta di una novità legata all’introduzione del “tagliando antifrode.” Sul sito del Ministero dell’Interno è spiegato in questo modo:

Espresso il voto l’elettore consegna la scheda al presidente del seggio. È il presidente che stacca il “tagliando antifrode” e, solo dopo aver verificato la corrispondenza del numero del codice con quello annotato al momento della consegna della scheda, la inserisce nell’urna.

In sostanza, si tratta di una misura volta a rendere verificabile la corrispondenza tra la scheda consegnata e quella usata dall’elettorale, e quindi a contrastare il voto di scambio.

OK, TUTTO CHIARO. MA CHI CAVOLO DEVO VOTARE?!

È bene ricordare che, salvo clamorose sorprese, difficilmente ci saranno i numeri per formare un governo di maggioranza. Per il resto, ci sono ancora circa 72 ore per farsi un’idea: buona fortuna!

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