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Nero, musulmano, 28enne: il sindaco di Sheffield è tutto ciò che la destra odia

Dal 16 maggio Magid Magid è sindaco della città inglese, e i suoi obiettivi sono combattere i partiti xenofobi e riavvicinare i giovani alla politica.

di Daniel Dylan Wray; foto di Natasha Bright
11 giugno 2018, 9:10am

Foto di Natasha Bright.

"Rappresento probabilmente tutto quello che il Daily Mail odia di più," Magid Magid si definisce così. Non che il Daily Mail, il più sensazionalista tra i principali quotidiani britannici, risparmi spesso i suoi strali, ma effettivamente Magid sembra l'individuo perfetto per infastidire la classe media conservatrice britannica.

Il nuovo primo cittadino di Sheffield, eletto il 16 maggio, è musulmano, nero, ambientalista (è membro del Green Party), millennial—a 28 anni è il sindaco più giovane che la città abbia mai avuto—ed è arrivato nel Regno Unito come rifugiato. C'è altro da aggiungere?

Non sorprende, quindi, che abbia già attirato l'attenzione dei media. Durante la cerimonia di investitura ha voluto come colonna sonora "The Imperial March" di Star Wars; la sua foto ufficiale mentre posa in rap-squat sul corrimano della scalinata del municipio di Sheffield è diventata subito virale; e anche la tradizionale fogna dei commenti online si è risparmiata gli insulti. "Trovo che la sua posa sia irrispettosa," commenta James, dal Surrey—e questo è tutto.

Ho subito colto al volo l'occasione di trattare una delle poche buone notizie del momento, e ho fissato un appuntamento con Magid nel suo nuovo ufficio.

Accogliendomi, sorride un po' intimorito dallo sfarzo generale che lo circonda. "Roba da matti, amico," mi dice delle ultime due settimane e della quantità di attenzioni ricevuta. Ne ho un assaggio non appena lasciamo il municipio per scattare qualche foto: tutti lo fermano per strada. Sheffield già lo adora e lo sostiene con tutto il cuore.

In fuga dalla Somalia in guerra e dopo aver trascorso sei mesi in un campo profughi etiope, Magid e la sua famiglia sono arrivati a Sheffield quando lui aveva cinque anni. I suoi ricordi di quel periodo sono molto offuscati. Appena arrivato non parlava inglese, ma aveva comunque fatto amicizie a gesti e imparato pian piano la lingua.

Cresciuto a Burngreave—uno dei quartieri più poveri di Sheffield—negli anni Duemila, Magid racconta di aver passato la prima adolescenza tra compagnie non proprio buone.

"Non avendo mai avuto modelli forti a cui ispirarmi, mi rifacevo alle persone che avevo intorno—e lì, credimi, c'erano tanti brutti ceffi," dice. "È facile diventare il prodotto dell'ambiente che ti circonda, e quando questo ambiente è negativo, non è semplice prenderne le distanze."

Ma invece che stare tra le cattive amicizie, Magid si è dedicato all'hip-hop, ai suoi sogni e a internet. "Passavo ore e ore online," racconta. "La musica era diventata parte integrante della mia vita. Usavo Kazaa e Limewire per scaricarla, poi facevo CD masterizzati che vendevo a scuola per due sterline. Erano i 'Master Mix di Magid'. Credo di essere arrivato almeno al quarto volume." Da vero sognatore, ordinava online le brochure delle vacanze solo per studiare i paesi e immaginare come sarebbe stato visitarli.

Quando era un po' più grande ha trasformato questi sogni in realtà: faceva due lavori da magazziniere per mettere da parte denaro che gli consentisse di viaggiare in Arabia Saudita, Brasile e Kilimangiaro—in quest'ultimo posto ci è andato da solo, per poi farsi accompagnare su per la montagna da un abitante del posto.

"Mi piace sempre rischiare," mi racconta. "Sono un po' spericolato. Sono uno che prima si butta e poi pensa, 'Ok, adesso cerchiamo di andare avanti da qui.' Mi piace uscire dalla mia comfort zone, perché è lì che si trovano le vere opportunità, è lì che le puoi cogliere. E ora sono il sindaco di Sheffield, ci credi? I miei amici ancora non ci credono: 'Ma come cazzo è successo? Com'è possibile?' mi chiedono."

Pur essendo stato consigliere del Green Party per due anni, Magid sostiene ancora di essere stato molto fortunato a ottenere l'incarico. "Ho avuto molta fortuna," dice. "Non posso dire che sia stato solo frutto del mio duro lavoro—sarebbe una cazzata. Se servisse solo il duro lavoro per raggiungere dei traguardi, ogni donna in Africa dovrebbe avere un impero, con tutto il lavoro che fa ogni giorno."

Magid ha cominciato a interessarsi di politica alla University of Hull, durante l'ascesa dello UKIP [il Partito per l'indipendenza del Regno Unito].

"È iniziato tutto da lì," dice. "In realtà ho sempre voluto fare qualcosa di pratico—quindi anche se non fosse arrivato lo UKIP, penso che mi sarei candidato comunque." Magid sostiene che il partito euroscettico abbia avuto un'influenza molto negativa sulla politica britannica, ma dal canto suo spera di migliorare la situazione. "Hanno cavalcato la frustrazione dei cittadini e il loro disinteresse per la politica," dice. "La loro retorica si basa su odio e terrore. Le persone avevano bisogno di cambiamento, e lo UKIP lo sapeva bene, così hanno iniziato a sostenere cose tipo, 'Il motivo per cui non trovate una casa o un posto a scuola sono gli immigrati.' Anche se, in realtà, era colpa delle cattive politiche del governo."

"Sono stati intelligenti, da questo punto di vista. Hanno fatto danni permanenti, ma così facendo ci hanno dato un'opportunità. Spero che riusciremo a vincere questa battaglia. Ma non è solo del Regno Unito il problema, guarda Trump."

Quindi sarà lui ad accogliere il presidente Trump nel Regno Unito durante la visita di Stato? Ride e mi risponde, "Oh, no! Piuttosto mi schiererei con quelli che saranno lì a protestare. Onestamente, è una merda. Ha legittimato razzisti e xenofobi."

L'obiettivo principale di Magid Magid è coinvolgere sempre più giovani nella politica. "Dobbiamo dare molto più spazio ai giovani," dice. "Mi piacerebbe che la politica diventasse parte integrante della vita di ogni cittadino, che i ragazzi partecipassero attivamente fin da piccoli per arrivare più consapevoli all'età del voto, e per sentirsi più rappresentati."

E il futuro? "Non ho idea di dove sarò tra due anni," dice. "Potrei anche essere disoccupato... Non ne ho davvero idea, ma questo mi dà la carica. A prescindere da quello che farò, se cercherò sempre di spingermi oltre i miei limiti, di uscire dalla mia comfort zone, e soprattutto di dare il mio contributo per aiutare gli altri, sono sicuro che sarò felice."

Segui Daniel su Twitter: @DanielDylanWray