La prima intervista di Knowpmw

Oggi esce il video di "Angelo o Demone" di Knowpmw e abbiamo colto l'occasione per far parlare uno dei rapper su cui puntiamo per il 2019.

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04 aprile 2019, 12:00pm

Knowpmw fa “musica che comunque sta piacendo un po’ alle gente di Milano”, dice nel documentario “Buone Ragazze Piace la Trap”, pubblicato a novembre dell'anno scorso su YouTube. Allora aveva pubblicato solo due singoli ufficiali: forse un po’ presto per un video auto-celebrativo, ma un'operazione che rientra perfettamente nella narrazione che Pmw sta costruendo. Cioè quella di un artista esplosivo e completo che riesce a combinare nel suo portfolio musica e moda, quasi una versione italiana di Jaden Smith o Gab3.

I suoi primi passi sono ancora disponibili sul suo SoundCloud: il più rilevante è "YEYE", in cui danza abilmente nei cliché di genere sul beat di "Oreomilkshake" di Yung Lean. Passano solo pochi mesi da questi brani ed eccolo sbucare su YouTube con un team tutto nuovo, che sembra avergli fornito la attitudine e la professionalità necessaria per sfondare.

"Lelly Kelly Baby", "Chinatown" (sul cui beat ha ballato Ghali in una story pubblicata su Instagram) e "Hannah Montana" escono in rapida successione, pezzi diversi ma che condividono la stessa visione e attitudine. La formula è la stessa: su una base pop punk o emo Knowpmw si lancia a capofitto nello slalom gigante tra le bandierine dei temi classici e le immagini tipiche della trap, scivolando veloce tra "ghiaccio sul mio wrist" e "guarda, ho nuove Nike".

Nulla di nuovo, penserete. E invece no, perché Knowpmw fa una cosa semplice nel modo migliore possibile. Propone un misto tra le troncature alla francese, il mumble rap, le atmosfere di SoundCloud, l'ambiguità testuale di Young Thug e un gusto per la ricerca di sample tipicamente statunitense. Pensiamo a Gab3 con i Mineral o Juice WRLD con Sting. Ecco, lui nella versione YouTube di "Chinatown" ha una versione chopped & screwed di "What's My Age Again?" dei blink-182.

Knowpmw a tratti sembra un minestrone di influenze diverse, a volte antitetiche tra loro. Ma funziona e anche lui sembra conscio di questo. Se ho capito qualcosa di lui, come dall'intervista che potete leggere qui sotto, non penso gli importi qualcosa, concentrato come è a combinarne un’altra delle sue. Nello specifico, l'ultima è il video del suo nuovo singolo "Angelo o Demone", che potete guardare là in alto. Qua sotto c'è quello che ci siamo detti.

knowpmw angeli demoni copertina artwork
L'artwork di "Angelo o Demone" di Knowpmw.

Noisey: Come sono nati i primi pezzi che hai lanciato ufficialmente? Qual è il filo che le lega?
Knowpmw: Questi pezzi sono veri. Insegnano la mia verità, il modo in cui vivo, la mia attitude e di quelli che mi stanno attorno. "Chinatown" è realtà, il mio stare con i ragazzi cinesi, il mangiare e vivere con loro. "Hannah Montana" ha un vibe che mi piace, anni Novanta, queste ragazze bionde e sexy... anche il nuovo pezzo è forte, è sempre su quella wave, e ha un video con un immaginario ancora più pazzesco.

Una cosa che ti rende "diverso" è che in te musica e stile vanno di pari passo. La tua estetica mi ricorda quella di Jaden Smith, tra gli altri.
Io e Jaden Smith siamo nati nella stessa epoca, con la stessa formula di wave. Anche io vado in skate e mi sento un ragazzo da parco anche in termini di stile, poco conta se poi fumiamo a casa e facciamo freestyle. Poi quello che fai, come la musica, deve piacerti anche esteticamente. Se non ti piace non hai nulla. Io poi faccio anche moda e per questo motivo mi piace parlare dei miei vestiti, dei brand con cui ho lavorato.

Un'altra cosa che balza all'occhio è il tuo modo di parlare. Senza scimmiottare una cadenza francese, trasformi parole e hai un'impostazione lirica molto strutturata che a tratti ricorda Young Thug.
Young Thug è il capo di tutti quelli che pensano adesso di fare le cose nuove, lui le ha fatte prima. Lui è moda. Non so se hai visto quella volta che si è alzato col cannone in bocca a una sfilata... Young Thug è totale, questo è Dio. Per quanto riguarda il modo in cui mi esprimo, adesso sul pianeta non c’è nessuno. Io dico il vero di quello che vivo nelle giornate, ma nel mio modo.

knowpmw angelo demone

La differenza tra te e gli altri si nota anche nell'atmosfera dei tuoi pezzi.
Io mi sento riflessivo. Sono nato con la musica di Eros Ramazzotti. Quando stavo in Togo mia madre tornava dall’Italia e viveva a Napoli, e questo ha influito. Mi piace molto la melodia della musica italiana. La musica è bella proprio nel modo in cui viene cantata, ci sono molti cantautori in cui vedo questa cosa. Ma guarda, la gang non si infama. C’è solo Eros.

Quindi sei cresciuto tra Liegi e il Togo solo successivamente sei venuto in Italia.
È fondamentale che io venga dal Togo. Devi sapere che le prime volte che si viene in Italia si suda, perché la gente manco ti guarda. Ti sputano in faccia, quasi. Mia mamma mi indicava le famiglie benestanti e mi diceva: “Vedi quelli? Guarda come stanno bene con quella BMW”. E quindi non appena sono diventato grande ho cambiato il mio nome in KnowPMW perché quando ce la farò voglio cambiare il nome della macchina, chiamarla PMW. Per quanto riguarda Liegi, io parlo francese e la scena francese la conosco. Per esempio mi piace Hamza, anche lui viene dal Belgio. Ma ora sono in Italia.

Probabilmente l’Italia è più stimolante di Liegi a livello artistico, e Milano ti offre più possibilità per le tue altre inclinazioni.
Ti racconto come sono finito qua. Saranno stati i primi di dicembre, mi ero spostato ad Amsterdam. Mi sono spaccato, sono tornato a casa e mi chiama il mio videomaker, Enrico, e mi fa: “Cosa stai facendo?”. Io gli ho detto che stavo a casa a bere codeina perché lì è chill, sai. Mi dice: “E se ti pago il bus per domani e torni a Milano?”. Allora gli faccio: “Bro, ma con cosa vivo? I miei sono qua, come faccio?”. Enrico mi risponde: “Ma no vieni! Ti tengo io a casa con me, dormi sotto a un letto”. Lui a Milano poi stava in una camera in un appartamento condiviso. E quindi sono arrivato e siamo andati a fare il mio primo video, "Lelly Kelly Baby", a Vicenza, da Mambolosco. E da lì ogni giorno abbiamo messo in regola che l’obiettivo sarà la musica. E quindi ogni giorno in studio.

knowpmw angelo demone

Questo discorso della città è interessante, anche per il modo in cui rappresenti Milano nel video di "Chinatown", allo stesso tempo inclusivo e un po' stereotipato.
Io voglio conoscere tutti e stare con tutti, in tutti gli ambienti. Essere oscurati non è bello. Come sono arrivato, i miei sono stati un po’ emarginati. Io che ho la possibilità di essere in una nuova epoca, ho voluto conoscere tutte le culture possibili. Poi io vivo ancora a Chinatown, mi piace la wave, il pesce e il riso. Mi ci vedo molto nella comunità cinese in Italia. Hanno sempre il sorriso. Sono un po’ come me, sono allegri.

Un elemento importante delle tue tracce è l'atmosfera pop punk, che intercetta anche una tendenza di mercato. Si potrebbe notare un rapporto tra il tuo essere molto vulcanico e il senso di spensieratezza dei blink-182 e assieme anche un filo di tristezza velata.
La tristezza è uno stato che condividiamo tutti. Però bisogna essere contenti ogni giorno. Io ho sofferto abbastanza, non sono solo gli scazzi di adesso ma anche prima quando ero piccolo. Quindi ti dico che per come la vivo, ci metto la felicità per le poche cose che ho. Il mood di queste canzoni è felice, ma ci sono anche delle barre tristi. Io voglio che tutti i culi ballino, tu devi pensare che la musica è fatta per esprimere concetti astratti. E la devi intendere non solo dai suoni, ma anche dalle liriche, dal video, dall’estetica.

Parte del tuo modo di rappare è simile per estetica e suoni al filone SoundCloud rap. Sul tuo ho trovato anche qualche tuo pezzo, come quello in cui rappi su "Oreomilkshake" di Yung Lean. Cosa ne pensi della wave in generale e di quella italiana?
Io quando avevo quindici anni sono andato a Parigi a sentire Yung Lean, nessuno se lo sentiva in quegli anni lì. Per quanto riguarda il SoundCloud rap... è una wave che ci sta. Ma non bisogna copiare quello che vedi. Il mio primo pezzo l’ho fatto sotto la doccia e messo subito su SoundCloud. Era un beat di Drake in cui mappavo sopra, e si sentiva sia la sua voce che la mia. Io ho tanti pezzi lì sopra e penso che ne metterò altri a breve.

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Nell'ultimo pezzo racconti anche del cosign di Ghali, dopo che l'abbiamo visto ballare su instagram sui tuoi pezzi.
Ghali è il mio fratellone. Siamo amici soprattutto. Usciamo, beviamo assieme e ci piace divertirci. Parliamo tanto. Poi siamo sempre in studio, e bisogna ricordarsi che la musica è musica e il business è business e faremo delle belle cose assieme.

Raccontaci meglio cosa ti è passato per la testa quando sei rimasto in ospedale e hai fatto esibire un tuo amico. Era uno stunt? Hai avuto dei problemi di salute? Stai bene oggi?
Come essere umano non è bello stare in ospedale. Ho vissuto due mesi in cui non ho capito cosa avevo. Era un momento in cui andavo veramente forte, in musica e in tutto. Lavoravo tutti i giorni e dormivo poco perché è così: in Italia se vuoi lavorare e se credi in qualcosa devi farlo. Mio malgrado mi è mancata la salute, ma ora sono ok. Non ha influito su di me perché comunque ho tutta la famiglia e gli amici che mi venivano a trovare. Anche quando ero in ospedale ero sul pezzo, stavo sempre al computer a registrare i provini. L’unica cosa che mi ha cambiato è che mia madre mi ha detto: “Devi mangiare bene e dormire di più”. Un’agenzia di moda mi aveva chiamato per esibirmi in questo live per poche persone e quella sera ci sarebbe dovuta essere pure la Dark Polo Gang, bella per la gang. Io ero ancora in ospedale e pensavo che mi avrebbero fatto uscire qualche giorno prima e invece no. Alla fine ho pensato che i soldi mi servivano urgentemente, dovevo pagare le medicine. E quindi ho chiamato il mio amico e poi via di messaggi, chiamate di gruppo. Gli ho detto: “Guarda devi fare questo, questo e questo”. Lui era preso malissimo, ha vomitato prima del live. Ma alla fine è andata benissimo. Questo è essere creativi perché lui non ha sfigurato, ha fatto quello che doveva e l’ho ringraziato. Grazie a Dio e grazie a lui.

Niccolò è su Twitter.

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