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Motherboard

Puoi minare un Bitcoin con il calore corporeo di 44.000 persone

Un centro di ricerca olandese ha messo in piedi un inferno alla 'Matrix' per minare criptovalute.

di Daniel Oberhaus
04 gennaio 2018, 2:20pm

Il fatto che Bitcoin non sia proprio l'ideale per l'ambiente è risaputo. In questi giorni, una singola transazione Bitcoin richiede tanta energia quanto 10 appartamenti in una settimana, e tutto il network usa più energia di tutta la Bulgaria. Le altre valute non sono molto meglio: Ethereum, la seconda criptovaluta, usa tanta energia quanto alcuni piccoli paesi del Mediterraneo. Non è una sorpresa, quindi, che alcuni entusiasti di criptovalute abbiano suggerito delle soluzioni più sostenibili per generare la magica moneta — un processo chiamato mining — come le miniere alimentate con l'energia eolica o le auto Tesla.

Un'organizzazione olandese chiamata Institute of Human Obsolescence (IoHO) ha recentemente portato agli estremi la questione della sostenibilità utilizzando il calore umano per produrre criptovalute. Ma i nostri corpi possono davvero essere una soluzione per i problemi energetici del mondo?

"L'anno scorso l'impatto ecologico della blockchain è stato molto discusso, perché ha raggiunto livelli inediti di inefficienza e di consumo per transazione," mi ha detto via email l'artista e fondatore di IoHO Manuel Beltrán. "In molti casi, quando è possibile costruire determinate tecnologie, le persone semplicemente le usano acriticamente, senza considerare le implicazioni etiche o sociopolitiche. Ed è questa la sfida che stiamo raccogliendo."

Immagine: Biological Labour - IoHO - Elevate Festival all'esc medien kunst labor

L'idea di sfruttare il calore corporeo per alimentare la tecnologia non è propriamente nuova: ormai un sacco di cose, dalle palestre alle discoteche vengono alimentate da questi sacchi di carne sudata. Come riportato da The Next Web a dicembre, l'esperimento di IoHO nella raccolta del calore corporeo era leggermente diverso perché, in realtà, non richiedeva a nessuno di fare degli sforzi fisici, come correre su un tapis roulant o ballare fino allo svenimento. Di fatto, i partecipanti hanno solo dovuto stare sdraiati per qualche ora alla volta.

Quando è a riposo, un corpo umano adulto genera circa 100 watt di potenza, e circa l'80 per cento viene sprecato come calore corporeo in eccesso. L'idea dell'IoHO è di catturare parte di questo eccesso di calore corporeo utilizzando dei generatori termoelettrici indossabili. Questi generatori convertono il calore corporeo in energia elettrica utilizzata per alimentare i computer che minavano criptovalute.

Dal 2015, 37 volontari hanno contribuito con 212 ore di mining per un totale di 127,2 watt di potenza generati. Anche se i volontari hanno contribuito al progetto per diversi periodi di tempo, in media ciascuno di loro ha contribuito con circa 0,6 watt/ora di energia. Dato che l' uomo adulto medio produce circa 80 watt sotto forma di calore in eccesso, questo significa che l'IoHO è riuscito a raccogliere efficacemente meno dell'1 per cento del calore corporeo generato dai suoi volontari.

Immagine: Biological Labour - IoHO - Elevate Festival all'esc medien kunst labor

A causa della scarsa quantità di energia che l'IoHO è riuscito a raccogliere dai volontari, l'organizzazione ne ha dedicato gran parte all'estrazione di criptovalute recenti come Vertcoin e Startcoin, poiché richiedevano meno energia. Beltrán ha spiegato che i volontari potevano tenersi l'80 per cento delle criptovalute generate, mentre il resto è stato lasciato all'istituto.

"Non abbiamo mai estratto bitcoin perché sarebbe inutile produrli con il calore umano," mi ha detto Beltrán. "Abbiamo estratto esclusivamente altcoin e il valore di alcune di queste è aumentato di oltre il 46.000%. Quelle che all'inizio erano solo pochi centesimi ora si sono trasformate in una grossa quantità di denaro."

Questa cosa è giustissima, ma quanto sarebbe inutile il sistema IoHO per minare Bitcoin?

Supponiamo di stare utilizzando un ASIC, un chip speciale usato per estrarre Bitcoin. Prendiamo come ASIC di riferimento l'Antminer S9 perché è la più diffusa oltre ad essere efficiente. Un Antminer S9 consuma 1.375 wattora e mina circa 0,6 bitcoin all' anno, quindi, due di questi dispositivi produrrebbero 1,2 bitcoin all'anno consumando 2.750 wattora.

Dato che ogni essere umano genera 0,6 wattora di energia all'IoHO, l'istituto dovrebbe sfruttare quasi 4.600 persone che stanno sdraiate per 24 ore al giorno, sette giorni su sette, per produrre 1,2 bitcoins. Se ci basiamo sul valore attuale di Bitcoin, ogni persona potrebbe ricevere circa 3 dollari di ricompensa per il suo lavoro di un anno.

Non è il massimo, ma i generatori termoelettrici wearable hanno un ampio margine di miglioramento. Che dire invece di uno scenario ideale in cui generatori sono perfettamente efficienti e in grado di raccogliere tutti gli 80 watt di calore in eccesso prodotti dal corpo umano? Forse una struttura simile a quella di Matrix, dove gli esseri umani sono immersi in una enorme vasca di melma appiccicosa che raccoglie tutta la loro energia?

In questo scenario, un singolo individuo potrebbe produrre circa 700.000 wattora in un anno. Ovvero, se 34 persone stessero distese per un anno e il loro calore corporeo in eccesso venisse raccolto con un efficienza del 100 per cento, potrebbero minare 1,2 bitcoin. Questa proporzione sembra un po' più vantaggiosa, ma un anno nel mondo volatile delle criptovalute equivale a mille anni per gli esseri umani.

Se voleste accelerare il processo e minare un bitcoin al mese, avreste bisogno di circa 320 persone che passano tutto il giorno all'interno di un impianto perfettamente efficiente. Per minare 1 bitcoin al mese con la tecnologia di IoHO, che in termini di efficienza è allo stesso livello dei più economici generatori termoelettrici wearable disponibili sul mercato, avreste bisogno di circa 44.000 persone che forniscono la loro energia corporea 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Naturalmente, l'IoHO non spinge per un futuro stile Matrix. Piuttosto, il progetto è incentrato sulla proprietà dei dati e su come sfruttare efficacemente il proprio potenziale capitale biologico. È un esperimento assolutamente interessante e non è difficile immaginare un futuro in cui tutti indossino dei body che alimentano i nostri telefoni impiantati nel cervello.

Fino ad allora, tuttavia, sembra proprio che i minatori di criptovalute dovranno ancora accontentarsi di sfruttare le vecchie fonti di energia non rinnovabili.