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Italian Scout Mafia: il nonnismo in stile AGESCI

Il cameratismo dei soldatini di Dio, raccontato da un ex scout prima vittima poi "carnefice".

di Virginia W. Ricci
05 marzo 2012, 3:00pm

Partivo dalla convinzione un po’ naïf che gli scout fossero dei ragazzini dolcissimi un po’ cicciottelli che accompagnano i vecchietti, fasciano le zampine agli animaletti e si dilettano ad appiccare fuocherelli strofinando tra loro due legnetti. Certo, il mio immaginario infantile (ma pure postadolescenziale) ha contribuito in grandissima parte a questo stereotipo vezzeggiativo dei piccoli scout. Poi ho incontrato un ragazzo che in gioventù ha fatto parte degli scout, nella frangia cattolica dei piccoli soldatini di Dio (l'AGESCI), il quale mi ha rivelato dettagli talmente inquietanti che la mia visione del loro mondo, da rosea che era, è diventata nerissima. Per la gravità dei contenuti che mi ha comunicato, temendo conseguenze legali ed eventuali attacchi di branchi di scout cattolici infuriati, utilizzeremo per designare questo ragazzo un nome fittizio, Odoacre Gallina. 

VICE: Allora Odoacre, per cominciare spiegaci un po’ come funziona la gerarchia scout. Se non sbaglio, tu eri nella frangia cattolica. Qual è il massimo grado di potere a cui sei arrivato?

Odoacre Gallina: Sì io ero nell’AGESCI, la domenica eravamo praticamente obbligati ad andare a messa, c’era un pressing bestiale nei confronti dei giovani scout, perché quelli non cattolici vanno "estirpati". Quindi dai 10 ai 16 anni sono stato obbligato alle preghierine.

Quando entri negli scout sei nel Branco, poi ti mettono in Reparto e dopo c’è il Noviziato, che dura fino ai 18 anni; dopo tre anni di Noviziato c’è un anno di Clan in cui ti insegnano a fare il capo scout, dopodiché ci sono due anni di CoCa (comunità capi), e poi quando hai circa venticinque anni puoi fare il capo. Una specie di setta. Il massimo grado a cui sono arrivato io è capo Squadriglia, una sotto-categoria del Reparto. Ma per arrivarci ho dovuto passare anni di nonnismo estremo, non tanto quando ero nel Branco, ma quando a undici anni sono entrato nella squadriglia.

Ovvero? Cosa succedeva?

Innanzitutto, durante le gite, che sono una volta al mese, se sei nuovo i capi squadriglia ti fanno fare tutti i lavori peggiori. Ad esempio sei costretto a trasportare cose pesantissime tipo il bidone che si usa per cucinare, che peserà, non scherzo, una ventina di chili, più tutte le pentole, in sentieri di montagna con una pendenza del 500 percento. Oppure la norma era che io dovevo lavare le pentole. Solo che non le lavavamo tutte le volte, magari si accumulava roba sporca per quattro mesi e alla fine lo stronzo che le doveva lavare ero io. I più bastardi poi di notte ti prendevano gli scarponi e andavano a metterli nei torrenti gelati, così poi eri costretto a camminarci tutto il giorno e a fine giornata o eri morto o non ti sentivi più le gambe. Ma questo è il minimo che succede. Le cose peggiori sono altre.

Tipo?

Ad esempio il fatto che è quasi impossibile dormire la notte. Una delle prime cose che mi hanno detto è stata: “Tu non dormi, se ti addormenti ti sputiamo in faccia.” E io per due anni sono stato svegliato miliardi di volte da questi sverzoni tremendi che mi tiravano i capi reparto. Era massacrante. Mi ricordo che alla gita estiva di due settimane, la prima cosa che mi hanno detto è stato: “Tu non ti cambi le mutande per tutta la gita” e mi hanno buttato via il cambio. Che merde. 

Quindi tu appena sei diventato un po’ più importante nella tua Squadriglia ti sei preso le tue vendette, giusto?

Avevo quattordici anni quando sono diventato capo Squadriglia, lo sono stato per due anni. Diciamo che il mio era un regime dittatoriale non estremo, cioè non sputavo in faccia alla gente, lasciavo che altri lo facessero. Però ero totalmente dominante, il momento più bello era la distribuzione del cibo in cui contavamo i maccheroni da dare ai più piccoli, tipo dodici, sedici maccheroni, mentre i capi mangiavano casseruole da due etti. Poi finiva che noi ci tiravamo gli avanzi del cibo e mi ricordo delle scene terribili di maccheroni che cadevano nell’erba e gli sbarbati li andavano a raccogliere. Cose truci.

Senti, finora abbiamo parlato di nonnismo basico, cose che forse non ti aspetteresti dalla gioventù cattolica, ma che rientrano nella norma. Adesso però voglio sapere cos’hai fatto tu di tanto terribile da dover essere cacciato.

Il secondo anno in cui ero Capo Squadriglia, quando il mio potere dittatoriale era piuttosto alto, c’era questo ragazzino viziatissimo che si rifiutava di fare qualsiasi cosa, anche di andare a fare legna, ovvero compiti normalissimi anche al di là delle vessazioni. Fatto sta che per farlo stare al suo posto io e il mio vice abbiamo deciso di mettere nella sua borraccia dei girini. Ne abbiamo messi una decina, ma non avevamo idea delle conseguenze che questo avrebbe avuto. Volevamo solo fargli sentire in bocca una roba viscida, senza che li bevesse, cosa che invece lui ha fatto. 

Non oso pensare agli sviluppi della storia.

Dal giorno dopo questo ragazzo ha iniziato ad avere forti problemi di stomaco. Quando la situazione è stata insostenibile, i miei capi l’hanno portato al pronto soccorso. Poi quando sono tornati hanno preso da parte me e il mio vice e ci hanno detto che il nostro compagno era stato operato.

Operato? Addirittura?

Sì, a quanto pare, prima che i succhi gastrici avessero la meglio, alcuni di questi girini avevano trovato condizioni favorevoli allo sviluppo e si erano dati da fare. E quindi avevano dovuto operarlo per estrarglieli dalla pancia. Questa è stata la ragione per cui i capi mi hanno informato che era meglio che non mi ripresentassi più agli scout.

Ma non ti vergogni? Non ti senti una merda per questo?

[Ride] Non mi sento una merda, solo un po’ cazzone. Ma poi chi se ne sbatte, era un fottuto viziato. 

Non ti sei nemmeno interessato a come stava questo poveretto? Sai se ha sviluppato dei traumi nei confronti degli animali di stagno dopo quell'episodio? Sai almeno come stava dopo che gli hanno aperto la pancia?

Non lo so, me ne sono completamente disinteressato; non l’ho più visto né sentito, credo che gli abbiano messo una decina di punti, in ospedale mi avevano detto che c’era stato un tre settimane. Quindi non so nemmeno se ha sviluppato poi dei traumi, credo di sì, me lo immagino in qualche clinica a vivisezionare rane tutto il giorno per riscattare l’onore. 

E nessuno ti ha denunciato.

No, ne sono uscito pulito perché i capi Scout hanno affossato la questione, raccontando ai genitori del ranicultore che gli era successa quella disgrazia perché aveva bevuto acqua contaminata, senza specificare che quell’acqua era stata contaminata di proposito. Credo che mi avrebbero spaccato la testa se lo avessero saputo.

Complimenti, hai proprio imparato molto dagli scout. 

Credo che in quel contesto sia stato giusto così. Oddio, non è che proprio sia stato giusto, è che la situazione è andata fuori controllo, ma il mio gesto era in puro stile scout, solo un po’ più estremo del solito.  

Ma se sono i piccoli figli del signore, che insegnamenti ti dà allora lo scoutismo? Ti insegna la vendetta. Ti insegna un dio vendicativo e irascibile dell'Antico Testamento, invece del povero Gesù che porge l'altra guancia. 

Lo scoutismo insegna tante cose, ma come succede più o meno in tutti i gruppi vige la legge del più forte, non si può negare. C’è a scuola, sul lavoro e nella società. Non è questione di vendetta, solo di rispetto della gerarchia. Comunque, sì, gli scout sono satanisti.