Francesco Facchinetti e Davide Erba, il suo socio. Foto via Facebook.
Per qualche strana ragione l'Italia si trova in un'epoca che potremmo definire "antropocene del gentismo", in cui le iniziative per rialzare il paesedal baratro, di matrice semi-popolare—ma monitorate da vari membri del jet-set di caratura variabile—si stanno moltiplicando. Negli ultimi giorni, infatti, ha visto la luce il nuovo progetto "movimentista" di Francesco Facchinetti.
Dopo aver lanciato management per gestire l'ascesa di personaggi televisivi come Francesco Sole, tentato di diventare lo Steve Jobs italiano attraverso il lancio dello smartphone Stonex One, e il nuovo Mark Zuckerberg con la creazione di CiaoIM, negli ultimi giorni Facchinetti è tornato nuovamente a sognare. In un video pubblicato sulla sua pagina Facebook il 24 febbraio ha dichiarato che la schiera di sostenitori che ha ottenuto attraverso i suoi progetti e contenuti è diventata talmente folta da rappresentare un corpo organico che non può essere ignorato, e che soprattutto muove un sentimento: lo sconforto. Quindi è arrivato il momento di fondare un movimento.
Affiancato da Davide Erba—giovane startupper, imprenditore autodidatta, e CEO di Stonex One, che in questo caso rappresenta un po' il suo Casaleggio—e immerso nel suggestivo scenario brianzolo di Lissone, Facchinetti spiega l'impellenza di dar vita a un nuovo gruppo ("su base quotidiana calcoliamo circa un milione di persone che interagiscono con noi") che sia in grado di affrontare l'inedia italiana. "Il 70 percento delle mail [che arrivano al team di Facchinetti] parla di problematiche. Problematiche che riguardano la famiglia, il lavoro, non si arriva all'ultima settimana del mese… c'è poca speranza."
Facchinetti ha individuato insomma un bisogno all'interno dei suoi fan e ha deciso di soddisfarlo concentrandosi su una nuovissima retorica di cambiamento: i giovani stanno male e non hanno lavoro, allora parliamo dei problemi e risolviamoli insieme.
La spinta dal basso è partita da subito: il nome del movimento infatti è attualmente in corso di dibattimento sulla pagina Facebook di Facchinetti, e i cinque candidati finali sono "Volare", "Fondazione Italiana Giovani Ambasciatori", "Vera Italia", e "Sento X".
In questo grab possiamo ammirare tutta la finezza degli acronimi democratici:
Dopo il lancio mediatico del movimento, e l'attenzione che ha suscitato, ieri Facchinetti ha creato un altro post, questa volta di rettifica: il primo chiarimento è stato quello di evidenziare come il movimento non sarà politico: "LA POLITICA AL GIORNO D'OGGI NON RISOLVE LE COSE MA LE PEGGIORA." Il secondo è stato l'abbozzo di una sorta di dichiarazione di intenti circa l'utilità del movimento: "abbiamo deciso di risolvere le cose come facevano i NOSTRI nonni: LAVORANDO. Per questo motivo stiamo cercando di creare il NOSTRO movimento, dove tutti siamo sullo stesso piano e tutti abbiamo potere di parola e decisione. Un movimento che analizza i problemi e cerca di risolverli. Un movimento che non grida ma ascolta. Un movimento che non condanna ma risolve. Un movimento che non è statico ma si muove."
Ho letto e riletto questo passaggio tentando di capire cosa effettivamente volesse dire Facchinetti o se quello che ha in testa sia un vero e proprio movimento, senza a dire la verità riuscirci. Ma visto che su molte testate si è parlato di "nuovo movimento politico di Francesco Facchinetti", ho cercato comunque di tirare qualche somma su quello che potrebbe rappresentare.
Le vere basi ideologiche e strutturali del movimento di Facchinetti non sono ancora note—è stato annunciato che arriveranno presto—ma qualche spunto di riflessione c'è comunque.
Il primo punto da analizzare, e che mi lascia un po' basito, è l'impellenza di Facchinetti nello strutturare qualcosa che abbia un'utilità: perché dovrebbe essere DJ Francesco a risolvere i problemi della gente desolata che gli scrive? La risposta è racchiusa nella domanda stessa: perché la gente gli scrive.
Ma perché la gente gli scrive? Per quale motivo un normale italiano con problemi di natura economica o sociale dovrebbe manifestare il suo malcontento al figlio del cantante dei Pooh? La risposta è altrettanto semplice e in un certo senso comprensibile: perché Facchinetti è entusiasta, perché Facchinetti ci crede.
Avrebbe potuto dilapidare il patrimonio accumulato dal padre senza dover prendere nessun tipo di iniziativa, e invece ha deciso che voleva esserci anche lui. Ha fatto il cantante, il presentatore, il talent scout, l'imprenditore: e lo ha fatto con ottimismo.
Ma non solo, adesso Facchinetti ha una mission esistenziale: la retorica paterna con cui ha iniziato l'ultimo post—tutti quei riferimenti all'essere padre—testimonia il suo bisogno di spargere questo ottimismo. Dando un'occhiata a questo articolo realizzato da Wired il suo seme di entusiasmo ha attecchito. E l'entusiasmo è una moneta che negli ultimi anni ha pagato parecchio.
Unendo questa tendenza—che si esplica in figure retoriche veramente decisive come "I Giovani al giorno d'oggi sono come delle Ferrari chiuse in un GARAGE"—a quella delle soluzioni democratiche dal basso, mi sento di poter sostenere che un movimento non politico guidato da Facchinetti potrebbe, nell'iperuranio delle possibilità grottesche, rappresentare il renzismo dei movimenti.
Potrebbe unire l'immaginario del fare—"abbiamo deciso di risolvere le cose lavorando," una frase che non vuol dire nulla—all'entusiasmo darwiniano di Renzi per i giovani. Insomma, una realtà che probabilmente nessuno vuole vedere davvero.
Ora, tolto lo scenario ipotizzabile, la vera unica domanda rimane sempre la stessa: perché? Forse abbiamo fatto un ulteriore passo in avanti nella tendenza a idolatrare e rivestire di aspettative personalità che teoricamente non hanno alcuna attitudine con i desideri che vengono chiamati a esaudire: adesso non solo abbiamo i personaggi famosi, ma anche i loro rampolli. In questi stessi giorni perfino Lapo Elkann ha deciso che vuole rendersi utile, cambiare il paese, e restituire speranza all'Italia. Perché?
Forse l'unica soluzione ai nostri problemi sociali è semplicemente la resa incondizionata. Abbandonare ogni speranza, e compiere l'unico atto di democrazia dal basso veramente incisivo: fare una colletta e pagare dei depression coach—una specie di antitesi dei mental coach positivi—che facciano in modo che Facchinetti e Elkann smettano di entusiasmarsi.
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