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VICE on SkyTG24

La nuova ondata di HIV

Negli anni Novanta l’Italia era bombardata da campagne di sensibilizzazione su HIV e AIDS. Ma negli ultimi anni si è smesso di parlarne, come se il virus non esistesse più. Invece l'HIV continua a esserci. Anzi, a Milano e in Lombardia le infezioni...

di Redazione
04 luglio 2014, 10:11am

Negli anni Novanta l’Italia era bombardata da campagne di sensibilizzazione su HIV e AIDS. C’era quella in cui Fiorello biascica “perché l’AIDS non guarda in faccia a nessuno” e quella in cui i sieropositivi erano dei reietti circondati da una nuvoletta fucsia, accompagnata dallo slogan “AIDS, se la conosci la eviti.” Non è difficile immaginare che cose come queste possano aver contribuito a creare paura e stigma sociale nei confronti delle persone malate.

Ma si è trattato di una paura inutile e dalla memoria corta. Infatti queste campagne non hanno funzionato molto bene. Secondo gli ultimi dati del Ministero della Salute, l’HIV e l’AIDS sono tornate a crescere, in particolar modo in Lombardia e a Milano, dove si registrano tre nuove infezioni al giorno.

A Milano, il 66 percento delle nuove infezioni riguarda giovani maschi omosessuali—che spesso però sono anche gli unici a sottoporsi al test, mentre in generale né etero né gay fanno sempre uso del preservativo. Per questo abbiamo dedicato l’ultima puntata di VICE on SkyTG24 alla malattia dimenticata da tutti e travisata da chi dovrebbe occuparsi di comunicare politiche di prevenzione e cure. 

Oggi la trasmissione avviene soprattutto per via sessuale—peccato che in Italia quando si parla di sesso non si parla mai delle problematiche reali che ne derivano.

Milano è la città italiana con più locali di cruising, dark room e saune, anche se il Comune se ne è recentemente dimenticato quando compilava la nuova app Milano Gay Life, una specie di guida alla vita gay milanese in cui gli omosessuali non fanno sesso ma vanno solo a mangiare da Cracco o a bere un mojito al Blanco. 

E Milano è soprattutto la prima città italiana per numero di utenti su Grindr. Le app infatti hanno soppiantato i più classici club e sono diventate il mezzo principale per incontri di sesso occasionale tra i più giovani. Ma negli Stati Uniti proprio Grindr ha scatenato un fiume di polemiche dopo la pubblicazione di nuove ricerche che sostengono esista un legame tra app e malattie sessualmente trasmissibili.

Con questi nuovi allarmi, l'unica iniziativa presa dal nostro governo è stato lo spot di Raoul Bova. I “creativi della pubblicità” hanno dato il massimo, scegliendo tutto quello che nessun medico collegherebbe mai all’HIV: una coppia di donne che si accarezzano, quando il numero di donne lesbiche che contraggono il virus è talmente basso che non esiste nelle percentuali ufficiali, e una coppia mista (ricordate, AIDS = Africa), giusto per citare due esempi di come si possa completamente distorcere e disinformare in fatto di prevenzione e malattie sessualmente trasmissibili. 


Fermo immagine dalla campagna del Ministero.

Ma c’è un particolare che non deve sfuggire: appare anche un uomo che tiene in mano un profilattico e dice “con un solo gesto difendo me e il mio compagno.” Ma dov’è il compagno? Chi è il compagno? Che cosa fa lui con il compagno? A che cosa serve il profilattico a lui e al suo compagno? E soprattutto, perché due donne possono accarezzarsi avvinghiate in un filo rosso mentre un omosessuale deve stare da solo con in mano una piccola busta di plastica?

La regione Lombardia non ha nemmeno mai pensato a una campagna sull’HIV su base locale. Riassumendo: da una parte i malati nella comunità gay aumentano, dall’altra chi dovrebbe comunicarlo non solo non dice nulla, ma fa finta che i gay non esistano e, soprattutto, che non facciano sesso, come ci hanno spiegato i giornalisti e gli attivisti che abbiamo incontrato. 

Il reportage completo andrà in onda questa domenica all'interno di VICE on SkyTG24 (ore 23, canali 100 e 500 di Sky). Per saperne di più andate sulla pagina del programma, o cliccate qui per rivedere le puntate precedenti.