FYI.

This story is over 5 years old.

Vice Blog

Keiichi Nitta - Questo martedì è una domenica

24.6.08

Keiichi Nitta è stato l'assistente storico di Terry Richardson, ed è stato anche su una copertina di Vice magazine qualche anno fa con il culo di fuori. Dopo sei anni passati a assistere/denudarsi per Terry, è ritornato in Giappone e ha cominciato una carriera fotografica tutta sua. Domenica mi sono messa al computer e ho cominciato a studiare le foto di Keiichi, ma non c'era un bel niente da capire. Dopo un primo momento di frustazione-fastidio da secchiona delusa, ho realizzato che era la cosa migliore che mi potesse capitare: avevo proprio bisogno di spegnere il cervello per un attimo e lasciare che quelle immagini gli facessero il solletico. E tutte queste immagini belle e divertenti sono state pubblicate nel primo libro di Keiichi, che è anche il primo libro edito da GoBooks. Insomma festa doppia. Sono andata ad incontrarlo prima del lancio della mostra, "Everyday is like sunday", che avverrà oggi alle 19:00 presso la GoGallery di Milano, ed ecco cosa mi ha raccontato.

Perché la tua mostra si chiama "Everyday is like sunday"?
Un sacco di persone in Giappone non si divertono per niente, lavorano lavorano lavorano. Continuamente. Va bene, il lavoro è una responsabilità, però se non ti prendi mai una pausa non riesci neanche ad apprezzarlo. Visto che io non sono così, e amo le domeniche ho deciso di chiamare la mia mostra in questo modo.

Pubblicità

È anche il titolo di una canzone di Morrissey, una di quelle tristi e scoraggianti…
Sì. Io amo Morrissey, sono anche stato a casa sua quando lavoravo con Terry. Però la mostra non è connessa al significato della canzone. Mi piace la domenica e basta. E mi piace anche Morrissey. "Andato a New York, fatto assistenza a Terry Richardson, tornato in Giappone e avviato attività in proprio": la tua biografia recita circa così. La presenza di Terry nella tua vita sembra assolutamente centrale.
Sì. Fai conto che prima di iniziare a lavorare con lui l'ho chiamato per due anni. Ogni settimana l'ho chiamato e lui mi ha sbattuto il telefono in faccia. Poi un giorno deve essersi chiesto chi cacchio era questo pazzo che gli telefonava continuamente, e ha deciso di prendermi come suo assistente. Sei a dir poco determinato. Come mai hai scelto Terry come tuo mentore?
Così, a istinto. E qual è la cosa più importante che Terry ti ha insegnato?
Semplicemente a godermi la vita. A guardarmi intorno e a vedere le cose belle e divertenti che ci sono. Poi a scattare una foto a quelle cose. E se la gente è felice e sorride quando la vede, allora sono un buon fotografo.

Come Terry, anche tu spesso sei il soggetto delle tue foto. Perché lo fai?
Semplicemente perché è facile farmi le foto. Sono sempre disponibile.

Grazie per averci evitato l'ennesimo sproloquio autoritratto-introspezione-anima. Cosa ti manca di New York adesso che vivi in Giappone?
Mi mancano le opinioni oneste. A Tokyo la gente fa una specie di slalom: sì, no, sì, no, sì, no… A New York invece è "Sì" oppure "No". Punto.

In genere chi fa tante foto come te ha una specie di "soggetto preferito inconscio". Insomma, sviluppi i rullini e ti ritrovi con un casino di…
Gatti. Amo i gatti. I gatti sono pazzi.

SERENA PEZZATO