FYI.

This story is over 5 years old.

Vice Blog

Non ne sapete poi tanto di arte in Romania

5.11.09

Foto di Michele Bressan

Ci siamo imbattuti in Tom Wilson attraverso la nostra amica Gabi dall'ufficio di New York. Tom e il suo co-autore, Milos Jovanovic, hanno appena pubblicato 100 To Watch, un panorama sul nuovo corso dell'arte rumena. Esistono 1.000 copie in edizione limitata e un apposito sito web. Ci sono buone speranze che, anche se ti ritieni una persona "dentro" l'arte e tutto il resto, potrai imparare ancora qualcosina in più sull'arte in Romania. Tom ci ha spedito 20 copie del libro, ma le abbiamo già date ai nostri amici, quindi suca. Però potete leggere la chiacchierata che abbiamo fatto con Tom sull'arte, la Romania, su di lui e sulla nostra ignoranza.

– Sorin Tara

Vice: Quindi, Tom, raccontaci della scena artistica in Romania. Essendo io asino, non avrei mai pensato che la Romania potesse essere un focolaio di arte innovativa.

Pubblicità

Tom: Alcuni campi, come il cinema, hanno visto un'enorme crescita, ultimamente. Registi come Cristian Mungiu, Radu Muntean, Cristi Puiu ecc.. hanno raccolto premi ovunque ai festival di cinema, e lavori come The Death Of Mr. Lazarescu sono stati captati da media in tutto il mondo. L'idea del libro è il tentativo di dimostrare che la scena qui in Romania e più grande di quanto si pensi e che straborda in tutti i campi artistici.

 
Foto di Andrei Butica

Qual è il tuo background nella scena rumena? Come ci sei entrato?

Io e Milos Jovanovic, che ha avviato il progetto, siamo entrambi stranieri. Io sono inglese, Milos è serbo, e siamo qui da un sacco di tempo. Lavoro come giornalista, sceneggiatore e DJ, mentre Milos dirige un negozio di design. Pubblica anche Hardcomics, l'unico produttore di fumetti indipendente in Romania. L'anno scorso abbiamo ricevuto dei soldi dal Programma Cantemir dell'Istituto di Cultura Rumena per stampare una rivista mensile di fumetti. Quest'anno abbiamo pensato di fare qualcosa di più ambizioso. Appena abbiamo realizzato che avevamo il finanziamento, che quasi avremmo sperato di non avere, ci siamo resi conto che c'era da fare un libro di 360 pagine e un sito web in quattro mesi e poco più.

Per i lettori che non sanno nulla della Romania o di arte, parlaci dell'arte in Romania. In cosa è diversa dall'arte nel resto d'Europa?

La scena in Romania è chiusa e compatta, per una buona ragione: ultimamente la cultura mainstream è diventata sempre più spiacevole. L'arrivo esplosivo di nuovi capitali durante il boom che c'è stato a partire dall'ultima decade ha cominciato a sembrare un sogno americano finito male. Lo status te lo dà la dimensione della macchina che guidi, e tutti i bar improvvisamente hanno deciso che quello di cui avevano bisogno era uno schermo al plasma su tutte le pareti. La maggior parte dei locali sembra il Chinawhite visto attraverso un trip di LSD, pieno di grassi tizi mafiosi e ragazze svestite che ascoltano – piuttosto inspiegabilmente – minimal techno. L'unico modo per uscirne è riunire tutte le arti sullo stesso fronte. Quando rimangono pochi posti dove andare, ci si ritrova tutti assieme. E per di più ci sono buone probabilità che l'uomo seduto al tavolo accanto sia un regista che ha vinto a Cannes.

 
 Pie Fight Study – Adrian Ghenie

 
A Romantic Christmas – Ana Banica

È stato l'abbattimento della cortina di ferro a far esplodere gli sforzi dei giovani artisti?

Pubblicità

Prima della rivoluzione le arti erano collettivizzate, proprio come l'agricoltura, e l'Unione degli Artisti ne è stato il risultato. L'Unione degli Artisti ha ancora una buona presa – hanno venduto i loro studi scambiandoli con le gallerie più nuove e centrali di Bucarest. Pensa agli acquarelli di tante signore anziane. Ecco, quelli in confronto sarebbero meglio. Le loro gallerie sembrano più dei negozi di roba usata. La rinascita dell'arte c'è stata nonostante istituzioni come l'Unione degli Artisti. Questo dimostra quanto l'Istituto di Cultura Rumena sia stato tremendamente progressista: voglio dire, hanno finanziato due dei nostri progetti. Hanno anche organizzato uno spettacolo a New York, l'anno scorso, e invitato un manipolo di graffittari – una mossa audace per noi. Bisogna dire che si sono messi nei casini con la stampa per lo scandalo che ne è derivato – soprattutto visto che uno dei pezzi esposti era un Mio Mini Pony con sopra una svastica. Anche per questo Linda Barkasz, la responsabile, è nel nostro 100 To Watch. E' una grande. Il crollo della cortina di ferro non ha avuto molto impatto nell'arte, perché gli anni '90 sono stati incredibilmente bui per la gente normale. Il più delle famiglie cercava il modo di racimolare qualcosa da mangiare, e reinterpretare Joseph Beuys non era nella lista delle priorità. La vera esplosione c'è stata solo all'inizio del millennio.

Il libro si concentra solo sugli artisti rumeni contemporanei, giusto? O parla della scena rumena in generale?

Pubblicità

Sì, il libro parla solo di artisti rumeni. Ci sono un sacco di bravi artisti stranieri a Bucarest, ma abbiamo deciso di renderla un affare esclusivamente locale. Se guardi bene, è davvero facile per gli stranieri che vivono in Romania ottenere attenzione dalla stampa dei loro paesi – ci sono molti più canali di promozione e se torni a casa attiri comunque molta attenzione. Se invece arrivi dalla Romania, vivi in uno scenario piuttosto claustrofobico. Spesso i giovani artisti non si rendono conto dei vantaggi che Bucarest ha rispetto a, diciamo, Londra. La gente si immagina che lì ci sia una scena migliore di quanto poi è in realtà. La Gran Bretagna ha alle spalle decenni di PR cuturali. Vogliamo fare lo stesso per la Romania. Alcuni degli artisti del libro vivono ora in altri stati, ma volevamo far capire cosa sta succedendo dentro al nostro Paese. L'idea era essere trasversali. Per questo motivo abbiamo avuto problemi nello sposare nomi di grande successo, come il regista Cristian Mungiu, con i ragazzi che si affacciano proprio ora, come il pittore 19enne Dani Zanga. Zanga è entrato nel libro e Mungiu no. E credo sia stata la cosa migliore da farsi. Se ti interessi di cinema, verrai presto a sapere di Mungiu. Volevamo dare una mano alle persone che non sono sotto i riflettori in questo momento.

Brainless – Saddo & Heliana

Come hai iniziato a fare il libro? E quanto ci hai messo?

Quanto tempo? Non chiederlo. Alla fine di giugno abbiamo convocato la giuria per decidere i 100, e per la fine di ottobre dovevamo chiudere le interviste e finire un libro di 360 pagine e il sito. Più sbrigare tutta la burocrazia che richiede un finanziamento pubblico. E' bello vedere che la nostra lista iniziale comprendeva 250 nomi – tutti meritevoli di entrare nel libro. Dovremo però tenere un profilo basso qui a Bucarest, perché in giro ci sono molti artisti seccati della cosa. E il progetto non è ancora finito. Spediremo 850 copie del libro a gallerie, riviste e critici in tutto il mondo. Ed è il motivo per cui le spediremo anche a Vice. Doveva essere Vice oppure il Mensile degli Amatori dell'Aquarello, ma poi ha vinto Vice.

BRUNO BAYLEY