FYI.

This story is over 5 years old.

Vice Blog

Sono stata investita da una macchina

8.4.10


Sono stata colpita da un autista ubriaco. Anzi, credo di essere stata colpita e investita, perchè, a detta dei testimoni, mi hanno dovuto tirare fuori dalla macchina. Non so bene cosa ho provato perché sono rimasta incosciente per tutto il tempo. Vorrei porgere i più sentiti ringraziamenti al mio corpo, che mi ha fatto perdere coscienza così rapidamente: ora fa un male cane.

L'ultima
cosa che ricordo è che ho detto arrivederci ad un adorabile corriere
in bicicletta e controllato ben bene da tutte e due le parti della
strada prima di attraversare. C'era una misteriosa nebbiolina che di solito viene fuori solo nei pasini costieri e stregati. Anzi, diciamo che la nebbia si era potentemente imposta. Ad ogni modo, sono salita sulla mia bici e mi
sono allontanata dal marciapiede: non ho fatto più di cinque metri
che dei fanali hanno squarciato la nebbia sulla mia destra alla
velocità di 80km/h, come poi ho letto sul verbale della polizia. Tutto il resto è a macchie vaghe e confuse.

Pubblicità

Ho imparato questo: se devi farti investire, fallo davanti ad un pub che ha
appena chiuso. Non solo ci saranno milioni di cellulari pronti a
chiamare il 911, ma tutti saranno così pieni d'intraprendenza
(birra) da occuparsi della scena, circondare e trattenere l'auto e il
conducente in questione, e tirarti fuori da lì sotto. A volte,
quando ci si ritrova davanti a qualcosa di così brutale,
forte e improvviso (credo: io ero incosciente), la gente non può
fare a meno di prestar soccorso.

Avevo tutta la testa fasciata in stile Bret Michael mentre mi portavano
nella sala d'aspetto dell'ospedale. La mia amica Ameera, che aveva
visto la macchina investirmi e mi aveva tenuto compagnia durante il
primo viaggio in ambulanza della mia vita, telefonava a mio fratello
e cercava di intrattenermi. Non era molto difficile, visto che ero
ridotta ad un affare malconcio che balbettava in maniera incoerente. Avrebbe
potuto lasciarmi davanti alle macchinette delle merendine e avrei
pensato di aver trovato la città di Xanadu. La commozione
celebrale permette di raggiungere un punto cui solitamente si arriva
solo dopo una vita intera di meditazione.

Arrivò
mio fratello, poi il mio ex ragazzo, e infine la polizia. Molte delle
mie dichiarazioni non combaciavano con quelle dei testimoni o con un
corretto uso della lingua, e finalmente si decise che avevo bisogno
di una TAC. Mi aiutarono ad
infilarmi un camice fuori moda a fiorellini, e per la
prima volta vidi l'enorme scia rossa che copriva il mio stomaco e la
quantità di sangue che si era fermata nei miei jeans dove le mie
ginocchia erano ridotte a brandelli. Quando il tecnico è venuto a prendermi, mi ha costretto ad alimentazione forzata di doughnuts
hawaiiani e latte e cioccolato, e mi ha versato una bottiglia d'acqua sulla parte inferiore del corpo.

Ci
sono cose di tutta questa storia che vorrei la mia commozione
celebrale si portasse via, come quando ho chiesto al tecnico come era
ridotto il mio cervello su una scala fra "uno" e "fottuto".
O quando ho chiamato i dottori coi nomi delle persone famose a cui
assomigliavano: "Non voglio Shia LaBeouf, datemi Peter
Sarsgaard!" Allora hanno chiamato una vecchia infermiera giamaicana per farmi stare tranquilla, e lei ha risolto tutto chiamandomi
"maleducata".

Pubblicità

Mi hanno riportato al mio letto, dove ho potuto assistere alla scena di un
uomo-proiettile che vomitava per tutto il pronto soccorso urlando:
"Sono pazzo! SONO PAZZO!" e di un altro che era stato colpito
così forte che stava per rimetterci un occhio. Allora ho capito
che ero solo un piccolo pezzo del puzzle.

Mi hanno anestetizzato la fronte con un ago grande come un elefante e poi mi hanno messo in faccia un sacco di garze. Un medico ha cominciato a darmi i
punti mentre il mio dottore (LaBeouf) se ne stava a
guardare, e parlava di me come se non fossi incollata alle suture che
stava cucendo attraverso i risvolti scorticati della mia fronte: "Il
suo cervello si è un po' ingrossato, spurghiamo". "Davvero
strano che non ci siano dei danni permanenti". "Il taglio
potrà rimarginarsi bene, ma ci sono i presupposti per una chirurgia
plastica".

"E'
il suo capo?", chiesi quando il dottore se ne andò.

"Sì".

"E'
proprio uno stronzo".

LaBeouf
si mise a ridere, ci stavamo simpatici.

Sono
rimasta in tuta dai miei genitori negli ultimi cinque giorni con la
paura di non andarmene mai via da lì. Tutti e due i miei occhi si
sono gonfiati tanto da chiudersi e hanno formato una gamma di colori
simile a degli uccelli tropicali o ad un pacchetto di M&M's. I
punti sono stati rimossi, il mio naso è diventato grosso come quello
di Ricky Balboa. E' difficile trovare un punto del mio corpo che non
sia dolorante. Non posso piegare le ginocchia. Stiamo aspettando gli
avvocati, l'assicurazione, e un officiale di polizia che si chiama
Barry White. Ho guardato tutti i documentari sulla guerra civile che
esistano al mondo. Ho sempre la nausea e non riesco a mangiare. La
doccia è roba del passato. E per di più dormire è diventata una
cosa insieme facile e terribilmente difficile.

Una
grande cosa, forse l'unica, che eventi come questo incidente possono
portare di buono, è farti vedere tutto quel supporto che non
pensavi di avere. La gente offre se stessa e le sue condoglianze fino
al punto che diventa impossibile ringraziarli a dovere, e anche un
po' imbarazza. E' come se tu fossi il Papa storpio in qualche
universo fantastico alla Buñuel. Grazie a tutti, davvero, ma sto
diventando un carro armato, un rottweiler e non avete idea in cos'altro mi posso trasformare.

KATE HEINDL