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La cosa peggiore del video sulle molestie sono i commenti

Con più di venti milioni di visualizzazioni solo su YouTube, il video della ragazza che cammina per New York è stato oggetto di dibattito (e critiche) in tutto il mondo. Ma in Italia, la cosa che stupisce di più è il livello dei commenti.
31 ottobre 2014, 10:20am

Su internet è scoppiato un gran casino intorno al video che mostra una ragazza mentre passeggia per New York e viene molestata 108 volte in dieci ore da uomini sconosciuti. Shoshana B. Roberts, vestita con pantaloni e maglietta girocollo, è oggetto di commenti vari, tipo: "Come va questa mattina, bellezza?", "Dio ti benedica", "Che c'è, non ti piaccio?". In un caso, un tipo le cammina accanto in silenzio per cinque minuti.

Con più di venti milioni di visualizzazioni solo su YouTube, il video, pubblicato dall'organizzazione Hollaback!, è stato criticato su più fronti. In America alcuni l'hanno ritenuto semplicistico, altri razzista (gli autori degli apprezzamenti sono prevalentemente di colore). Come di consueto, poi, sono nate anche delle parodie, e c'è chi ha colto l'occasione per ricordare altri esperimenti.

Al di là di tutto ciò, però, la cosa che in un certo senso colpisce altrettanto sono i commenti al video. Dagli Stati Uniti all'Italia infatti il panorama è piuttosto scoraggiante. Qui sotto, per darvi un'idea, abbiamo raccolto alcuni interventi comparsi sulle pagine Facebook dei principali quotidiani online italiani, provenienti tanto da uomini quanto da donne.

Per quanti riconoscevano il fastidio rappresentato da un atteggiamento simile e offrivano testimonianze personali, c'è anche chi si è chiesto dove finirebbe l'arte dell'approccio, persino la riproduzione della specie, senza un po' di sano "catcalling".

Chi ha dipinto le donne come delle invidiose/fighe di legno incapaci di accettare complimenti.

Chi non si è lasciato sfuggire l'occasione per tirare in ballo la presidente della Camera

o il femminismo americano.

Chi ha fatto dei confronti.

E chi ha sfornato il classicone sivestonocosì-poisilamentano.

Ma soprattutto il video è servito a chiarire un punto: gli italiani in media non sanno cosa sia una molestia.

Quelli più popolari sottolineano come, senza parolacce o contatto fisico, la molestia non sussista. Per tanti uomini un saluto, un complimento, una frasetta buttata là a chiosare il passaggio di una bella ragazza è persino un atto di cordialità. A questo punto, sarebbe pure buona creanza rispondere.

Ovviamente, ci sono anche donne che condividono questa opinione.

Peccato che questa visione sottintenda un grosso malinteso. Nell'angolo ingrato di quella a cui tocca citare la Treccani, alla voce "molestia" risulta: "Sensazione di incomodo, di disagio, di irritazione, provocata da persone o cose e, in genere, da tutto ciò che produce un turbamento del benessere fisico o della tranquillità spirituale."

Per dare un'idea più efficace del disagio che si accumulerebbe attraverso comportamenti maschili ritenuti socialmente innocui, Eleonore Pourriat ha girato qualche anno fa un cortometraggio dal titolo Majorité opprimée.

In altre parole, anche una zanzara che di notte vi ronza nelle orecchie è un'autentica, bastarda molestatrice. Non importa abbia le migliori intenzioni. Basta lo zzz. Non serve che vi stupri.

Segui Valentina su Twitter: @Vale_IlBureau