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Dall'alta finanza all'ecstasy

Shaun Attwood era un broker milionario. Poi ha cambiato vita, è diventato un pezzo grosso della scena rave e dello spaccio, finché non l'hanno arrestato e ha cambiato vita di nuovo.
26.4.13

Shaun "English Shaun" Attwood quando era uno spacciatore, organizzatore di rave e indossatore di boa rossi. 

Se pensate ai signori della droga americani, probabilmente vi verranno in mente uomini instabili con un harem di bambolone strafatte di coca a bordo di un grande yatch attraccato a Miami. Se vedete un certo tipo di telefilm, invece, vi verranno in mente insegnanti di chimica con una malattia in stadio terminale o Idris Elba. Un cliché che invece non vi verrà in mente è un gentile e colto ex agente di cambio del Cheshire, regione industriale della vecchia Inghilterra.

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Shaun "English Shaun" Attwood è stata una figura a dir poco atipica nello spaccio dell'ecstasy. Cresciuto a Widnes, appena fuori da Liverpool, da giovane Shaun ha investito nel mercato azionario americano, si è fatto i milioni, si è trasferito a Phoenix, in Arizona, ha iniziato a organizzare rave e ha avviato un grande smercio di droga. Quando non era occupato con l'organizzazione di feste nel deserto dell'Arizona, lavorava in diretta competizione con la mafia italiana, spalla a spalla con quella del New Mexico, per fornire milioni di dollari di ecstasy ai raver della Phoenix degli anni Novanta.

Ma perché l'ha fatto, a parte per l'ovvia obiezione che un lavoro del genere è molto più divertente che vendere fondi? Voleva far conoscere agli americani la rave culture inglese in cui era cresciuto. Sfortunatamente, come spesso avviene quando maneggi milioni di dollari provenienti dal mercato della droga, Shaun è stato incastrato e rinchiuso nel Maricopa Cunty Jail, da più parti indicato come il carcere più duro degli Stati Uniti. Da un paio d'anni Shaun è fuori, e l'ho chiamato per sapere se è ancora così deciso a regalare emozioni agli americani.

Shaun dopo la scarcerazione. Foto di Libbi Pedder.

VICE: Sei passato da agente di cambio milionario a uno dei maggiori narcotrafficanti dell'Arizona. Come è successo?
Shaun Attwood: La scena rave di Manchester mi aveva talmente colpito che avevo deciso di trapiantarla a Phoenix, in Arizona, dove mi ero trasferito. Dato che ho fatto così tanti soldi da giovane, avevo più liquidi che buon senso, e la legge non mi sembrava un particolare ostacolo, tanto nello sballarmi quanto nel portare decine di migliaia di pastiglie dall'Olanda all'America.

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Per chi lavoravi?
Rifornivo di ecstasy quella che poteva considerarsi la Mafia del New Mexico. Non sapevo chi fossero, è successo perché ero amico del fratello di un membro della gang. Anni dopo, sono stati tutti arrestati in una retata e sui giornali è uscito che era l'organizzazione criminale più potente e più violenta dell'Arizona, gente che uccideva per soldi e giustiziavano i testimoni.

E il tuo diretto avversario era il mafioso italiano Sammy "The Bull" Gravano—come è andata? 
Sì. Anni dopo, in prigione, suo figlio Gerard Gravano mi ha detto di essere stato messo alla testa di una gang armata per rapirmi da un nightclub e portarmi in mezzo al deserto. Io ero scampato perché il mio migliore amico, Wild Man, era stato coinvolto in una rissa e avevamo dovuto lasciare il locale in fretta e furia.

Shaun a una festa con la sua ex moglie, in Arizona. 

A proposito di discoteche, com'era allora la scena rave americana, in confronto a quella inglese?
Be', all'inizio era molto piccola. Ci sono voluti anni per farla crescere. L'ecstasy era molto costosa—a metà degli anni Novanta era sui 30 dollari a pastiglia.

Dove organizzavi le tue feste?
La prima è stata in un magazzino a ovest di Phoenix, ma poi le ho fatte in molte location diverse.  Il commercio di droga è arrivato dopo che hai iniziato a organizzare feste? Sembra che organizzare feste sia il modo migliore di crearsi una buona base di consumatori. 
Be', vendevo ecstasy già prima di organizzare rave, ma ovviamente i rave mi hanno fornito un mercato più esteso.  Come è stato per te passare da un lavoro in cui la pressione era molta, e il guadagno anche, a una vita di sole feste?
All'inizio mi piaceva. A una festa avevo Chris Liberator e Dave the Drummer a suonare. Ricordo di essere rimasto completamente sconvolto dallo spettacolo di migliaia di persone che ballavano sulla musica dei DJ inglesi con la stessa espressione di chi sia stato appena benedetto che avevo io la prima volta che sono andato a un rave. Ho pensato, Ce l'ho fatta, ho realizzato il mio sogno. Ma poi ho iniziato a prendere troppe droghe e sono diventato paranoico, non riuscivo a convivere con i rischi che correvo.

Foto di un paio di rave di Shaun, via

Mi sembra una storia piuttosto comune. Avevi la polizia addosso?
Era inevitabile. Smerciare droga ti porta ad avere problemi con la polizia, alla prigione, o alla morte. Avevo piantato io stesso i semi della mia condanna, e mi sono preso piene responsabilità nel finire dietro le sbarre. A causa delle dichiarazioni di alcuni informatori hanno iniziato a intercettarmi, e hanno registrato 10.000 chiamate. Raramente parlavo al telefono, ma mi hanno beccato a parlare di uso personale e molti dei miei facevano il mio nome al telefono, e quello che ne è risultato è stata un'accusa di cospirazione.

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Che cosa hai pensato del fatto che i media avessero rinominato la tua organizzazione "Evil Empire" [l'Impero del Male] quando ti hanno preso? Pensi che avessero un po' gonfiato le cose?
Quando ho visto la copertina del Phoenix New Times con un ritratto di me come Nosferatu ho sentito il cuore battere all'impazzata; è lì che usavano l'appellativo "Evil Empire". E sulla copertina c'erano anche quattro dei miei co-imputati, tra cui Wild Man e il mio capo della sicurezza, Cody, in primo piano, con me che li abbracciavo come se fossi una specie di burattinaio malvagio. Non riuscivo a crederci.

Questo mentre eri già in prigione?
Era prima che venissi condannato, ed ero preoccupato che qualcosa sarebbe andato a mio discapito. Lì ho letto che il pubblico ministero mi aveva indicato come responsabile di gravi crimini di droga, e che probabilmente mi avrebbero condannato all’ergastolo, e ho avuto uno shock. Pensavo che sarei uscito, e all'improvviso mi trovavo davanti l'idea di 25 anni. Se mi avessero dato l’ergastolo avrei avuto 58 anni una volta uscito, fondamentalmente in età da pensione. Ma sì, quando ho letto l’articolo mi sono sentito come una sorta di arcicattivo dei fumetti Marvel che collezionavo da bambino.

Shaun con Wild Man una volta fuori di galera.

Come passavi il tempo dentro?
Agli inizi ero con tutti quelli che sono stati arrestati con me, compreso il mio grosso e impavido migliore amico e compagno di rave Wild Man, che veniva come me da Widnes, ed era rispettato per la sua destrezza nelle risse. Lui teneva gli occhi aperti per me. Sono stato separato da quelli che erano stati accusati con me dopo il primo anno, quindi poi ho dovuto contare sul mio essere inglese, sull’educazione, ecc.

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In prigione hai anche scritto un blog, giusto?
Sì, ciò mi ha permesso di creare legami con personaggi tipo T-Bone e Two Tonys, che era un pluriomicida della mafia e doveva scontare diversi ergastoli. T-Bone era un afroamericano profondamente spirituale e di costituzione massiccia che svettava al di sopra della maggior parte dei detenuti. Era un gladiatore della prigione, pieno di segni di coltellate. Era un uomo valido da avere dalla propria parte.

Mi hai parlato anche dei problemi che hai avuto con la Fratellanza Ariana.  
Già, durante tutta la mia reclusione, ho cercato di evitarli. Sono i promotori della razza bianca nel sistema carcerario. Devi fare quello che dicono loro, altrimenti ti picchiano o uccidono.

Mi sembra di capire che il razzismo fosse un problema piuttosto vivo nella prigione in cui ti trovavi, giusto?
Sì, c'era una forte segregazione su base razziale. È così che funziona lì; non appena entri, un militante della gang della tua etnia ti dice le regole che vengono imposte dal capo. Se disobbedisci vieni pestato, accoltellato o ucciso. Le regole comprendono roba tipo non potersi sedere con uomini di altre etnie ai tavoli della mensa o fare ginnastica con loro. Ma quando si tratta di droghe, tutte le gang fanno affari con tutte le altre, indipendentemente dal colore.

Scommetto che c’erano personaggi davvero carini in quell’ambiente.
Dio, era pieno di persone inquietanti. Quando ero nel reparto di massima sicurezza, vivevo vicino a un serial killer, e il mio primo compagno di cella è stato un prete satanista con un pentacolo tatuato sulla testa. Era dentro per omicidio e faceva parte di una setta che beveva sangue e mangiava parti del corpo umano. Fortunatamente, era abbastanza gentile con me.

Meno male. Cosa fai ora? Ti consideri "un uomo nuovo"?
Sì, e do alla permanenza in carcere il merito di aver deviato la mia vita verso una nuova direzione positiva. Racconto la mia storia nelle scuole in Inghilterra e in Europa perché i giovani siano consapevoli delle conseguenze che uno stile di vita incentrato sulle droghe comporta, nella speranza che non commettano i miei stessi errori. Il riscontro che ricevo dagli studenti mi fa pensare che parlare con loro sia un modo molto migliore rispetto alla sentenza che ho scontato per ripagare il mio debito con la società.

Shaun ha scritto due libri di memorie, Hard Time e Party Time.