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La storia della nostra copertina

Abbiamo ingannato uno scammer affinché facesse il lavoro al posto nostro, e il risultato è la migliore copertina della storia delle copertine dei numeri dedicati alla truffa.
16.1.14

La copertina è stata commissionata dalla redazione americana di VICE, per questo potreste notare discrepanze con l’anno e il numero della rivista.

Lo scam-baiting è una forma di vigilantismo online in cui l’attore si finge una potenziale vittima per poter smascherare lo scammer. È una forma di ingegneria sociale dal basso condotta per dovere civico o per semplice divertimento, una doppia menzogna cross-culturale attraverso la quale i partecipanti, agendo da continenti diversi, cercano di superarsi in un tiro alla fune che mette in palio tempo e risorse—nonché i dati bancari di ognuno. Il baiter, l’esca, comincia con l’abboccare all’amo, ovvero rispondendo a una mail dello scammer. La “vittima” si mostra recettiva, avviando un lungo ed estenuante scambio di mail. L’elemento più importante del baiting è privare lo scammer della maggior quantità di tempo possibile: quando lo scammer è assorbito da una situazione, avrà meno forze da dedicare a vittime vere e proprie.

In questo senso, la copertina del numero è un trofeo, il trofeo del raggiro più elaborato a cui abbia mai messo mano. A costruire l’impalcatura iniziale sono stati tre scammer distribuiti tra la Libia e gli Emirati Arabi Uniti. Si presentavano come una vedova, Nourhan Abdul Aziz, il dottor Ahmadiyya Ibrahim e un bancario che risponde al nome di Ephraim Adamoah. Dal primo contatto di Nourhan con la mia socia, Condo Rice, al momento in cui Ephraim ha indossato una maschera di Obama per scattare la foto della copertina, ci sono volute circa 7.000 parole e quattro mesi. In questo lasso di tempo Condo e io abbiamo affrontato un labirinto fatto di siti fantoccio, documenti falsi e un inglese stentato, e ci siamo ritrovati con una fotografia assurda.

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Altro dal numero:

Sono un idiota

Il nostro pianeta disonesto