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Ho una sindrome di Tourette volontaria

Una lista non esaustiva dei miei tic più inquietanti. Per esempio, quello per cui dico "meow mix" prima di aprire il frigo e mentre aspetto l'ascensore, ma solo dopo aver spinto il bottone per chiamarlo.
18.12.13

Autoscatto dell'autore.

Sono sempre stato una creatura che vive di abitudini e ripetizioni. Più un giorno somiglia a quello precedente e meglio mi sento, riesco anche a essere più produttivo indipendentemente da quello a cui sto lavorando. Allo stesso tempo però odio pianificare le cose. Non so mai cosa avrò voglia di fare fino al momento in cui lo faccio. I piani, anche quelli divertenti come andare a cena fuori o guardare un film a casa con qualcuno, sembrano concepiti per interrompere la mia concentrazione. Anche se questo potrebbe farmi apparire come una persona molto rigida, in realtà sono generalmente molto alla mano, anche quando tutto dentro di me sta urlando.

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Questa farsa giornaliera ha instillato in me alcune strane abitudini per scaricarmi dallo stress, abitudini che prendono la forma di sindrome di Tourette volontaria. In altre parole, produco dei pattern di suoni che non devo necessariamente emettere come qualcuno affetto dalla vera sindrome di Tourette, ma che continuo a produrre per tutto il giorno con una tale regolarità da sembrare che non abbia fatto altro per decenni. La maggior parte delle volte riesco a contenermi davanti alla gente, anche se questi tic cominciano a manifestarsi durante le mie conversazioni dopo qualche giorno che mi trovo nella stessa stanza con qualcuno, o quando viaggio con altre persone.

Forse è una forma di sicurezza, un modo per provare a me stesso che sono ancora qui, e che ricordo ancora il suono che ho fatto ieri; il mio cercello è ancora vivo. Nella mia vita, i tic occupano lo stesso posto di altre pratiche ossessive come la scrittura, un impulso giornaliero che non sono mai riuscito a togliermi di dosso, proprio come i rumorini. A volte mi ricordo che la mia vicina di casa probabilmente mi sente parlare da solo, a volte mi sente urlare contro me stesso, e mi chiedo che cosa ne uscirebbe fuori se le chiedessero di disegnarmi. Avendo a mia volta abitato vicino a qualcuno che aveva davvero la sindrome di Tourette (e che amava stare sveglio fino alle quattro di mattina a farsi di coca e a parlare col cane), so benissimo quanto possa sembrare idiota e mostruoso sentire qualcuno emettere in continuazione dei suoni gutturali a caso.

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Ma a differenza di tutte le cose del mondo destinate a cambiare, quei suoni rimangono miei. Loro cambiano e io cambio insieme a loro, come una frase che viene corretta di continuo.

LISTA DEI MIEI TIC VOLONTARI PIÙ VECCHI

Meow Mix Jingle

È ironico che il primo tic ricorrente che mi ricordi, uno che ho ripetuto settimana dopo settimana per 15 anni, venga da una pubblicità di cibo per gatti. Non ho mai avuto un gatto e non ho mai comprato il Meow Mix, eppure in qualche modo questo nome fa suonare una campanella nel mio cervello. Penso di aver iniziato a canticchiare come i gattini nel jingle, e poi lentamente la cosa si è ridotta alle due monosillabe della marca, due allitterazioni messe vicino come due piccole pugnalate. Mi piace dire "meow mix" prima di aprire il frigo e mentre aspetto l'ascensore, ma solo dopo aver spinto il bottone per chiamarlo. Immagino che chiunque abbia scritto questo jingle se ne sia dimenticato dopo poco, e forse a quest'ora è anche morto.

Parola incomprensibile di quattro sillabe che inizia per B e finisce per O 

La prima volta che pronunciai questa parola inesistente stavo facendo la fila ad un supermercato verso mezzanotte, in attesa di pagare la mia pizza surgelata. Il suono è semplicemente uscito dalla mia bocca, in modo casuale. Non ricordo nessun tipo di sensazione in particolare, o perché mi sembrasse necessario ripetere quella stringa sillabica, ma da quel giorno di più di dieci anni fa lo ripeto almeno una dozzina di volte ogni dì. Nel tempo, la frase ha subìto diversi cambiamenti e ha acquisito diverse variabili, tra le quali "ehi, [parola incomprensibile]" (come se mi stessi rivolgendo a qualcuno chiamandolo per nome), e "[parola incomprensibile] vaffanculo" (con una voce cantilenante). Non so cosa significhi quella parola, o perché io la dica.

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La Quados Maneos

Spesso mi ritrovo a parlare un finto spagnolo, dato che non so lo spagnolo. Articolare lunghe frasi in questa maniera ti permette di smettere di pensare, un po' come quando i bambini chiudono gli occhi per evitare qualcosa che li spaventa, come se non vedere quella cosa la facesse sparire. Mi esce fuori una canzone intera attorno a questa frase in particolare: “la quados maneos.” Dà fastidio anche a me, anche se una volta che la inizio non riesco a fermarmi a metà, e di solito ho bisogno di ripeterla più di una volta. Mi sento come se stessi in una stanza che non mi piace particolarmente, ma se quella stanza cessasse di esistere ne sentirei la nostalgia, quindi è meglio se la ripeto.

Batteria immaginaria / “Faccia della morte”

A volte i tic vocali sono associati a movimenti fisici, come questo in cui faccio finta di suonare un blast beat sul rullante e urlo allo stesso tempo, anche se in realtà non ne esce nessun suono. Questo capita quando mi sento davvero fuori o imbottigliato in una situazione sociale, e allora mi scuso, vado in bagno o comunque mi allontano così posso fare questa faccia e sfogarmi. Mi succede anche quando si concretizza un evento felice, come quando vinco una scommessa o qualsiasi altra cosa mi faciliti la vita. Il tic sembra arrivare sia con l'accettazione di questi avvenamenti positivi sia quando mi sento fottuto per cose piccole o grandi in un giorno in particolare.

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Scusa Fa’ Ya’, Io odio Fa’ Ya’

Un mio amico alle medie diceva questa cosa a chiunque, in continuazione e con un finto accento irlandese. Al liceo poi è morto nel sonno. Ora mi ritrovo a ripetere questa frase per lui, come se quell'insetto si fosse annidato anche nel mio sangue. Oggi ho qualche idea sul perché qualcuno potrebbe dispiacersi. Perché anche se sembra strano sapere che sei una persona che deve ripetere frasi inesistenti in continuazione per poter pensare chiaramente, sei ancora vivo, e il tempo che hai a disposizione sta scomparendo.

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